Cronaca

Il progresso tecnologico: la capricciosa manovella di Pirandello che gira con l’arte e frena sulla scienza

Dario Voltolini
Dario Voltolini (agf)

Abbiamo chiesto ai sei finalisti al Premio Strega una riflessione sulle tracce del tema di italiano della Maturità di quest’anno. Ecco il commento di Dario Voltolini sulla traccia di Pirandello

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Io svilupperei un’argomentazione sul filo dell’assurdo e del capovolgimento. Cercherei di dare la parola direttamente alla manovella, facendo emergere tutta la tristezza della tecnologia in mano all’umano. Umano che, sebbene non nella persona del povero Serafino Gubbio, è precisamente l’istanza che quella tecnologia ha messo al mondo.

La tristezza della tecnologia

Farei emergere la tristezza della tecnologia che, proprio nel momento in cui senza di lei le cose non potrebbero essere fatte, viene additata come nemica dell’umano creativo, proprio lei che è una creazione umana. Guarderei con il suo occhio (qui ci sta proprio bene) la sempiterna battaglia che attraversa l’umano: l’umanità crea qualcosa per poi additarlo come castratore della creatività. È una disputa totalmente interna agli umani: la tecnologia la osserva con desolazione.

Lo scrittore teso sull’abisso e sull’assoluto

Non si tratterebbe di un mero svolgimento capriccioso, fatto per il gusto bambinesco di fare una marachella: cercherei, sviluppando l’argomento, di metaforizzare la figura stessa del nostro grandissimo scrittore. Anche lui, così teso sull’abisso e sull’assoluto, sui mondi che stanno sopra, sotto e attorno alla nostra realtà arida e avara, anche lui così profondamente rivoluzionario nell’arte, è mestamente conservatore se non addirittura reazionario quando il motore della novità e dell’inaspettato proviene dall’esterno, in particolare da una cultura che anziché essere umanistica è tecnologico-scientifica.

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