Ilaria Salis, “Sì, lo confesso: sono stata una militante del movimento di lotta per la casa”. E risponde alle accuse di aver occupato un appartamento a Milano
di Fabio Tonacci“Sì, lo confesso!”. Comincia così un lungo post di Ilaria Salis nel quale la neo-eurodeputata affronta per la prima volta la questione di una casa popolare a Milano di proprietà dell’Aler, l’ente di edilizia popolare, che la maestra 40 enne – secondo quanto riportato giorni fa da Libero e il Giornale – ha occupato abusivamente dal 2008 al 2022. “Sì, lo confesso!”, scrive dunque Ilaria Salis. “Sono stata una militante del movimento di lotta per la casa che negli anni ha dato battaglia sul tema del diritto all'abitare, a Milano e in tutta Italia. Se qualcuno pensava di fare chissà quale scoop scavando nel mio passato, è solo perché è sideralmente lontano dalla realtà sociale di tale movimento, che si compone di decine di migliaia di abitanti delle case popolari e attivisti, i quali, per aver affermato il semplice principio di avere un tetto sulla testa, sono incappati in qualche denuncia”.
"Il debito di 90 mila euro una falsità”
La nuova eurodeputata di Avs entra nel merito della s…
“Sì, lo confesso!”. Comincia così un lungo post di Ilaria Salis nel quale la neo-eurodeputata affronta per la prima volta la questione di una casa popolare a Milano di proprietà dell’Aler, l’ente di edilizia popolare, che la maestra 40 enne – secondo quanto riportato giorni fa da Libero e il Giornale – ha occupato abusivamente dal 2008 al 2022. “Sì, lo confesso!”, scrive dunque Ilaria Salis. “Sono stata una militante del movimento di lotta per la casa che negli anni ha dato battaglia sul tema del diritto all'abitare, a Milano e in tutta Italia. Se qualcuno pensava di fare chissà quale scoop scavando nel mio passato, è solo perché è sideralmente lontano dalla realtà sociale di tale movimento, che si compone di decine di migliaia di abitanti delle case popolari e attivisti, i quali, per aver affermato il semplice principio di avere un tetto sulla testa, sono incappati in qualche denuncia”.
"Il debito di 90 mila euro una falsità”
La nuova eurodeputata di Avs entra nel merito della sua vicenda, cioè l’appartamento nel quartiere Alzaia Naviglio e il debito relativo di 90 mila euro. “Come è stato ampiamente sbandierato sui media di destra, Aler reclama un credito di 90 mila euro nei miei confronti come indennità per la presunta occupazione di una casa in via Giosuè Borsi a Milano, basandosi esclusivamente sul fatto che nel 2008 sono stata trovata al suo interno. Sebbene nei successivi sedici anni (!) non siano mai stati svolti ulteriori controlli per verificare la mia permanenza, né sia mai stato avviato alcun procedimento civile o penale a mio carico rispetto a quella casa, Aler contabilizza tale credito e non si fa scrupolo a renderlo pubblico tramite la stampa il giorno prima delle elezioni”.
Il tormento delle famiglie
E aggiunge: “Un gran numero di individui e famiglie, spesso prive dei mezzi necessari per reagire adeguatamente, è tormentato da richieste infondate di questo genere. Il totale dei crediti contabilizzati da Aler ammonta infatti ad oltre 176 milioni di euro! La pratica di richiedere esose ‘indennità di occupazione’ agli inquilini, basata su presupposti a dir poco incerti, è una strategia utilizzata sistematicamente per spaventare gli occupanti e tentare di fare cassa”.
Il carcere a Budapest
Salis è stata rinchiusa per 15 mesi in un carcere di Budapest in condizioni che non rispettavano i diritti garantiti ai detenuti, in attesa dell’esito del processo in corso che la vede imputata per lesioni ai danni di due militanti neonazisti. E’ finita ai domiciliari a fine maggio. Quando è stata eletta con Avs alle Europee ha potuto usufruire dell’immunità parlamentare ed è tornata a Monza.
I diritti dei carcerati
Ha detto che una volta a Strasburgo si occuperà, tra le altre cose, dei diritti dei carcerati. Sui social annuncia che nei prossimi giorni condividerà “altri spunti” sull’emergenza abitativa a Milano e in Italia, ringrazia Libero e il Giornale “per avermi servito questo assist per riportare l'attenzione mediatica su un tema che mi sta molto a cuore, così cruciale per le classi popolari e i giovani” e chiude con una riflessione sul tema.
“L’alternativa all’isolamento sociale e alla guerra tra poveri”
“Le pratiche collettive dell'occupazione di case sfitte, il blocco degli sfratti, la resistenza agli sgomberi, gli sportelli di ascolto e la lotta per la sanatoria rappresentano un'alternativa reale e immediata all’isolamento sociale e alla guerra tra poveri, strumentalizzate tanto dalle forze politiche razziste quanto dal racket. Mai più gente senza casa, mai più case senza gente!”.