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Il boato poi le fiamme nella fabbrica modello, gravi quattro operai: “Lottano per la vita”

Una veduta esterna dello stabilimento Aluminium, in zona industriale a Bolzano, dove è avvenuta una esplosione. ANSA/ G.NEWS

 
Esplosione ai forni della Aluminium di Bolzano: coinvolti 6 dipendenti, tutti giovani e stranieri. La Fiom: “Inspiegabile, è una fonderia moderna”
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BOLZANO — Era una fabbrica modello, e non lo dicono i proprietari, ma il delegato interno Fiom: «Modello, sì, tutto era perfetto, lì dentro. Perciò non riusciamo proprio a capire cosa sia successo». Una grande esplosione, mezz’ora dopo la mezzanotte, ha svegliato nell’incubo la città, e subito dopo «abbiamo sentito volare gli elicotteri. Abbiamo avuto una paura... come fossimo in guerra», racconta ancora nello spavento una di una certa età, nella piazza Walther. Sei operai sono feriti e di questi quattro molto gravi, con ustioni su varie parti del corpo, investiti da fuoco e fiamme. Ma vivi, incredibilmente vivi.

IL DOSSIER SUI MORTI SUL LAVORO

E non era la guerra, ma un incidente sul lavoro, in un’azienda della zona industriale di Bolzano ben conosciuta per serietà e storia, fondata nel 1936 per la produzione di alluminio primario, e via via diventata leader in Europa per la produzione di estrusi in leghe dure, nel 1976. E ancora sulla via del successo, in anni recenti, la Aluminium …

BOLZANO — Era una fabbrica modello, e non lo dicono i proprietari, ma il delegato interno Fiom: «Modello, sì, tutto era perfetto, lì dentro. Perciò non riusciamo proprio a capire cosa sia successo». Una grande esplosione, mezz’ora dopo la mezzanotte, ha svegliato nell’incubo la città, e subito dopo «abbiamo sentito volare gli elicotteri. Abbiamo avuto una paura... come fossimo in guerra», racconta ancora nello spavento una di una certa età, nella piazza Walther. Sei operai sono feriti e di questi quattro molto gravi, con ustioni su varie parti del corpo, investiti da fuoco e fiamme. Ma vivi, incredibilmente vivi.

IL DOSSIER SUI MORTI SUL LAVORO

E non era la guerra, ma un incidente sul lavoro, in un’azienda della zona industriale di Bolzano ben conosciuta per serietà e storia, fondata nel 1936 per la produzione di alluminio primario, e via via diventata leader in Europa per la produzione di estrusi in leghe dure, nel 1976. E ancora sulla via del successo, in anni recenti, la Aluminium Bozen è senz’altro da considerarsi «una fabbrica seria», dice Zine Sekali, operaio marocchino di 53 anni, delegato alla sicurezza: «Stanno investendo su tutti i reparti, e il forno che è esploso è entrato in funzione solo 4 mesi fa. È perciò nuovissimo, ed è costato un milione».

Perciò lo stupore, e la «enorme preoccupazione per i nostri compagni feriti». Sei operai, del turno di notte in fonderia. Tutti stranieri, tre senegalesi, due albanesi, un tunisino. Tutti molto giovani, meno di 25 anni, e uno di trenta — con mogli e bambini molto piccoli. Forse la velocità dell’intervento delle squadre di pronto intervento ha salvato loro la vita, perché in pochissimo tempo sono stati trasportati in elicottero (sei elicotteri da soccorso, tra Pelikan, Aiut Alpin Dolomites e Trentino Emergenza) all’ospedale San Maurizio, e da qui quattro di loro ritrasferiti — subito, nella notte — in centri specializzati. A Milano, a Verona, e a Murnau, in Baviera.

«Eravamo un’isola felice», dice Marco Bernardoni, segretario Fiom della provincia di Bolzano. «L’ultimo incidente grave è successo negli anni Ottanta. E da qui non abbiamo mai avuto segnalazioni di problemi sulla sicurezza. Mai». Lo dice di fronte alla fabbrica, che ha 130 dipendenti, e in effetti sembra bombardata. In realtà, le lamiere dell’impianto sono rivolte all’esterno, il segno preciso dell’esplosione avvenuta nel reparto “Fonderia”.

La squadra colpita aveva preso servizio alle 22, e avrebbe finito il turno alle 6. Altre due squadre “di notte” erano al lavoro nei reparti vicini — “Officina” e “Estrusione” —, ma solo in fonderia stavano facendo la colata di alluminio. E cosa sia successo, non lo sa azzardare ancora nessuno, e la Procura della Repubblica, nella persona del procuratore aggiunto Axel Bisignano, ha dichiarato che «l’infortunio è avvenuto durante la fase di colatura e raffreddamento di alluminio fuso in uno stampo, durante la quale si è verificata l’esplosione. Non vi sono, allo stato, ipotesi sulle cause della deflagrazione. Esse dovranno essere verificate mediante accertamenti tecnici che verranno svolti in contraddittorio, previa nomina di esperti», come sempre succede.

Né vi sono ancora persone indagate, «dovendo gli organi accertatori ricostruire le posizioni di garanzia all’interno dello stabilimento sulla base della documentazione aziendale che è stata acquisita ad esito dei primi interventi». Voci, non confermate, parlano del momento più critico della colata, che è proprio la fase del raffreddamento del materiale incandescente. In quel momento sarebbe avvenuta l’esplosione, che ha investito i sei.

Zine Sekali: «Erano ben vestiti, con tutte le protezioni necessarie. Sono i vestiti da fonderia, e quindi tute ignifughe e giacche, maschere, scarpe speciali. Materiali molto costosi, ma indispensabili a proteggere la vita dei lavoratori». Nella notte, è corso all’ospedale, assistendo alla disperazione delle famiglie. Il più grave è «un operaio albanese, con due bambini piccoli». Uno dei senegalesi si chiama Aboubakar, è quello di trent’anni, e da poco aveva il contratto a tempo indeterminato. È ricoverato in terapia intensiva, con ustioni molto gravi (sul 47 per cento del corpo), il fuoco ha evidentemente superato qualunque protezione avesse addosso.

L’azienda Aluminium sta collaborando con i magistrati. «Proprietà e direzione sono profondamente addolorate ed esprimono massima vicinanza ai lavoratori coinvolti nel grave incidente, e alle loro famiglie, alle quali manifestano la propria solidarietà, mettendosi a loro completa disposizione per supportarle in ogni modo possibile in questo momento e in futuro». Una volta tanto, un’azienda che non si tira indietro. Fim, Fiom e Uilm hanno dichiarato per lunedì prossimo otto ore di sciopero alla Aluminium, e quattro del settore metalmeccanico a livello provinciale. Ci sarà un presidio davanti all’azienda, che è sotto sequestro, e lo sarà per mesi.

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