Esplosione nella fabbrica di Bolzano, morto uno dei sei operai ustionati
dalla nostra inviata Brunella GiovaraVERONA – In morte di questo uomo che si chiamava Bocar Diallo, e aveva 31 anni, bisogna spiegare che è morto atrocemente, cosa che la maggior parte della gente non sa. Atrocemente significa che aveva ustioni sul 57 per cento del corpo, per colpa dell’esplosione e poi dell’incendio che lo ha avvolto mentre lavorava al turno di notte, nel reparto Fonderia della Aluminium Bozen di Bolzano. Era la notte tra giovedì e venerdì scorso, e lui assieme ad altri cinque colleghi, aveva attaccato alle 22, e avrebbe staccato alle 6. Una colata di alluminio in corso, e qualcosa di inspiegabile è successo, in quel forno moderno – inspiegabile, al momento, ma si capirà – ha provocato prima lo scoppio e poi il fuoco, che ha raggiunto tutta la squadra, chi più, chi meno.
Era arrivato in Italia col barcone
Bisogna anche dire che Bocar Diallo era arrivato in Italia come tanti, su un barcone, e che aveva sperato di incoronare infine il suo sogno italiano. Trovare lavoro, trovare casa, richiamare in Ital…
VERONA – In morte di questo uomo che si chiamava Bocar Diallo, e aveva 31 anni, bisogna spiegare che è morto atrocemente, cosa che la maggior parte della gente non sa. Atrocemente significa che aveva ustioni sul 57 per cento del corpo, per colpa dell’esplosione e poi dell’incendio che lo ha avvolto mentre lavorava al turno di notte, nel reparto Fonderia della Aluminium Bozen di Bolzano. Era la notte tra giovedì e venerdì scorso, e lui assieme ad altri cinque colleghi, aveva attaccato alle 22, e avrebbe staccato alle 6. Una colata di alluminio in corso, e qualcosa di inspiegabile è successo, in quel forno moderno – inspiegabile, al momento, ma si capirà – ha provocato prima lo scoppio e poi il fuoco, che ha raggiunto tutta la squadra, chi più, chi meno.
Era arrivato in Italia col barcone
Bisogna anche dire che Bocar Diallo era arrivato in Italia come tanti, su un barcone, e che aveva sperato di incoronare infine il suo sogno italiano. Trovare lavoro, trovare casa, richiamare in Italia la fidanzata e infine fondare una vita nuova, a Bolzano. Il lavoro c’era, anche se duro come è quello di operaio in fonderia. Ma la casa non c’era ancora, perché per la forza lavoro che lui era, una casa non c’è mai. Quindi, aveva trovato un letto nel maso Zeiler, che è un edificio agricolo dismesso nel rione Gries di Bolzano. La responsabile Karin Cirimbelli, ha detto che “era un ragazzo d’oro, tutto lavoro e preghiera”. Ne ospita altri ventisette, di lavoratori come lui, tutti senza casa, compresa una donna con figli piccoli.
"Un quadro clinico apparso subito molto grave”
E come è morto, lo spiega una nota dell’ospedale di Verona: “Il quadro clinico generale era apparso da subito molto critico, tanto che dal Pronto Soccorso di Bolzano è stato trasportato al nostro Centro grandi ustionati. Dopo i trattamenti riservati a questi casi fatto dai chirurghi plastici con lo speciale gel e durato molte ore, il paziente è stato ricoverato in Terapia intensiva, diretta dal professor Enrico Polati, per la stabilizzazione delle condizioni generali. Il peggioramento del quadro gravissimo si è verificato nel pomeriggio di sabato con un episodio acuto a carico dei polmoni”.
La mobilitazione della sua comunità
La salma è a disposizione dell’autorità giudiziaria. E non lasciatevi ingannare dalla foto che un amico ha infine diffuso, di Bocar Diallo vivo, ritratto in una palestra di Bolzano, con le cuffie wireless in testa. Da paziente, era un uomo senza più capelli, bruciati da quel fuoco improvviso, e la carne straziata da quello stesso fuoco. Il 57 per cento del corpo ustionato, significa che non aveva grandi speranze di sopravvivere, e così è stato. Infine, è un cadavere solo, nelle Celle mortuarie dell’ospedale affacciato sull’Adige. Nessuno, a rendere omaggio alla forza lavoro di cui c’è così tanto bisogno, in Italia. La famiglia lontanissima, in Senegal, prontamente avvisata del decesso dalla Aluminium Bozen. E neanche gli amici della comunità, che si stavano organizzando per andare a trovarlo, e ora invece stanno raccogliendo soldi per rimpatriarne il cadavere, e ne rispettano il lutto.