Caporalato, un’altra vittima: “In quella serra persi un occhio e il titolare se ne andò a pranzo”
dal nostro inviato Corrado ZuninoSALTO DI FONDI (Latina) — Nell’appartamento pollaio ci stanno in sette, 110 euro a testa quando il contratto prevede un affitto di un terzo. Parambir Singh, 33 anni, laureato in Medicina, moglie e due figli nel Punjab. è steso nel secondo letto all’ingresso. Una branda. Subito dopo quella del padre, 61 anni, lui militare in pensione.
Parambir, perché porta una lente dell’occhiale appannata?
«Gli occhiali me li hanno regalati al reparto oculistica dell’ospedale di Terracina».
Alza la montatura e la pupilla destra è gonfia, più grande del normale. Dieci mesi fa, il 7 settembre 2023, una plique della serra, un fermo tenda, gli è entrata nell’occhio. «Ha perforato la cornea e ora vedo doppio. Lei, per me, sono due persone».
La cartella clinica conferma: “Diplopia crociata costante”. Ci spiega cos’è successo?
«Era un giovedì, tarda mattina. Con il padrone, Maurizio Di Pinto, stavamo cambiando la plastica della serra. Diceva di fare veloce, più veloce. Una bestemmia e un urlo, una bestemmia…
SALTO DI FONDI (Latina) — Nell’appartamento pollaio ci stanno in sette, 110 euro a testa quando il contratto prevede un affitto di un terzo. Parambir Singh, 33 anni, laureato in Medicina, moglie e due figli nel Punjab. è steso nel secondo letto all’ingresso. Una branda. Subito dopo quella del padre, 61 anni, lui militare in pensione.
Parambir, perché porta una lente dell’occhiale appannata?
«Gli occhiali me li hanno regalati al reparto oculistica dell’ospedale di Terracina».
Alza la montatura e la pupilla destra è gonfia, più grande del normale. Dieci mesi fa, il 7 settembre 2023, una plique della serra, un fermo tenda, gli è entrata nell’occhio. «Ha perforato la cornea e ora vedo doppio. Lei, per me, sono due persone».
La cartella clinica conferma: “Diplopia crociata costante”. Ci spiega cos’è successo?
«Era un giovedì, tarda mattina. Con il padrone, Maurizio Di Pinto, stavamo cambiando la plastica della serra. Diceva di fare veloce, più veloce. Una bestemmia e un urlo, una bestemmia e un ordine. Lui dice che non crede in Dio, che si è fatto tutto da solo, senza aiuto di nessuno».
E la plique è entrata nell’occhio destro.
«Un dolore atroce. Mio padre era vicino a me, ha capito subito la gravità. Ha chiesto di chiamare l’ambulanza».
Il padrone?
«Ha detto di no, che bastava andare in casa a medicarsi. L’abbiamo fatto, ma si capiva che la ferita era grave. L’abbiamo chiamato per chiedergli se ci accompagnava in auto all’ospedale di Fondi, pochi chilometri».
Il signor Di Pinto?
«Alla dodicesima telefonata ha risposto e ha detto che non poteva, stava pranzando».
Lei e suo padre che avete fatto?
«Siamo andati a piedi alla fermata del pullman. Il mio occhio aveva smesso di sanguinare. Abbiamo impiegato due ore ad arrivare al pronto soccorso, ma a Fondi mi hanno detto che non potevano operarmi, serviva un ospedale più attrezzato. Siamo usciti e di nuovo in pullman, verso Terracina. Abbiamo perso sette ore, avremmo potuto salvare l’occhio. All’ospedale di Terracina mi hanno dato sette punti interni».
E ora?
«Ho perso la vista dal destro, e anche il sinistro sta peggiorando. In dieci mesi sono stato venti volte in ambulatorio, ma le possibilità di recuperare sono minime. A giorni farò un nuovo intervento».
Ha presentato denuncia?
«Ai carabinieri di Fondi, ho faticato a farla accettare. Lesioni colpose, la procura ha aperto il fascicolo solo un mese fa»,
Ha portato testimoni?
«Mio padre e un bracciante irregolare. Il padrone l’ha appena assunto, non so se testimonierà più per me».
Il signor Di Pinto viene a lavorare nella serra qui davanti tutti i giorni?
«Sì».
È mai venuto a trovarla?
«Mai». Parambir scoppia a piangere. «Per lui non siamo umani, solo animali. Era così anche sul lavoro: bestemmie e ordini, “alzatevi”. Qui si inizia alle tre di mattina e si lavora fino a mezzogiorno. Dopo l’incidente ci ha minacciato: “Se andate dai carabinieri vi faccio cacciare dall’Italia”. No, io non sono un animale».
Perché siete venuti in Italia?
«Perché un medico nel Punjab guadagna 340 euro il mese».