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Il ritorno del Covid, i casi crescono ma si fanno pochi tamponi. “Diffuse molte malattie respiratorie”

Medici ed infettivologi osservano l’aumento della diffusione del coronavirus: “La gran parte dei pazienti ha sintomi blandi”
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Mal di gola, tosse secca, in qualche caso febbre che può essere anche alta. Con l'arrivo dell'estate aumentano i casi di Covid. In realtà è da qualche settimana che i medici osservano crescere il numero dei pazienti, che si possono confondere con quelli colpiti da altri virus e batteri che circolano in questo periodo. Il tutto avviene senza che il ministero alla Salute registri il fenomeno. Sono infatti pochissimi coloro che si fanno il tampone, visto che molto spesso la malattia è blanda e non spinge cittadini o medici a fare il test. E così sul sito del ministero si registrano 2.000 casi nella scorsa settimana, contro i 1.800 di quella precedente.

Il medico: "L'importante è la diagnosi"

"Sì i casi ci sono, a volte con il febbrone. L'importante è fare la diagnosi, perché così sappiamo quale trattamento iniziare". A parlare è Pierluigi Bartoletti, medico di famiglia e vice segretario nazionale della Fimmg, sindacato della categoria. "Proprio la scorsa settimana ho visto un aumento dei…

Mal di gola, tosse secca, in qualche caso febbre che può essere anche alta. Con l'arrivo dell'estate aumentano i casi di Covid. In realtà è da qualche settimana che i medici osservano crescere il numero dei pazienti, che si possono confondere con quelli colpiti da altri virus e batteri che circolano in questo periodo. Il tutto avviene senza che il ministero alla Salute registri il fenomeno. Sono infatti pochissimi coloro che si fanno il tampone, visto che molto spesso la malattia è blanda e non spinge cittadini o medici a fare il test. E così sul sito del ministero si registrano 2.000 casi nella scorsa settimana, contro i 1.800 di quella precedente.

Il medico: "L'importante è la diagnosi"

"Sì i casi ci sono, a volte con il febbrone. L'importante è fare la diagnosi, perché così sappiamo quale trattamento iniziare". A parlare è Pierluigi Bartoletti, medico di famiglia e vice segretario nazionale della Fimmg, sindacato della categoria. "Proprio la scorsa settimana ho visto un aumento dei casi - continua il medico - Mi sembra un virus abbastanza diffusivo, perché fa dei cluster familiari". Per Bartoletti bisognerebbe fare un po' più di test. "Gli anziani sono più bravi dei meno anziani. Una volta fatto l'esame si sceglie, in base alle condizioni di salute e l'età dell'ammalato se fare gli antivirali oppure gli anti-infiammatori, come l'ibuprofene". Bartoletti sta anche notando che ci sono persone predisposte alla malattia. "Ho pazienti che l'hanno fatta sei volte, la prendono a cadenza regolare".

L’infettivologo: “Covid endemico ma non stagionale”

L’infettivologo epidemiologo Gianni Rezza, oggi professore straordinario di Igiene al San Raffaele, spiega che in questo periodo non circola solo il Covid. “Anche l’Europa ha messo in guardia sulla diffusione di pertosse, parvovirus, quinta malattia. Le malattie infettive a trasmissione respiratoria si stanno diffondendo, e potrebbero fare picchi più alti di quelli precedenti all’arrivo del Covid. Possiamo dire che l’utilizzo di mascherine e il distanziamento, decisi nel periodo di diffusione del coronavirus, hanno ridotto o quasi azzerato la circolazione delle malattie respiratorie, che poi sono riprese, anche in modo importante”. Riguardo al Covid, Rezza fa notare che “è diventato endemico ma non ha ancora una sua stagionalità, si sono visti aumenti dei casi col freddo ma anche in estate. Vediamo queste ondate, provocate non da nuove varianti ma da lignaggi o sottovarianti comunque collegati a Omicron e quindi non portatrici di forme di malattia grave. Tra l’altro la gran parte della popolazione è vaccinata o ha fatto più volte l’infezione e quindi è in parte protetta”.

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