Con le piogge di ieri il lago di Garda è cresciuto di oltre 10 centimetri in un giorno. Il suo livello tocca ora i 146 centimetri: record più alto da quando esistono le misurazioni, almeno per questo periodo dell’anno.
Nel 1977 a fine giugno si erano toccati i 144 centimetri, ma durante l’autunno, nella stagione delle piogge, il lago aveva anche superato i 200.
Anche gli altri fiumi e laghi del Nord sono vicini ai livelli di piena. Durante le piogge di lunedì l’Oglio era esondato in alcuni punti. Il lago Maggiore si trova al 101% del proprio riempimento e l’Iseo al 93%.
Il riempimento del Garda è il più alto della zona: 107%. Il timore è che il lago, una delle principali destinazioni turistiche dell’estate, esondi proprio durante il pienone di alberghi e campeggi.
Per ora non ci sono particolari allarmi, ma l’afflusso continua a essere superiore al deflusso: 203 metri cubi al secondo in entrata rispetto a 170 in uscita.
L’acqua defluisce attraverso la diga di Salionze sul Mincio, emissario del lago. Al momento non si può andare oltre perché il Mincio è un affluente del Po, anche lui in stato di piena, e perché riempiendosi ancora metterebbe a rischio la città di Mantova, che attraversa.
L’Italia si trova in questo momento divisa in due, con abbondanza di acqua al Nord dopo un’estate critica negli anni scorsi (il 25 giugno del 2023 il livello del Garda era a 100 centimetri).
Lunedì in Emilia Romagna sono state aperte le casse di espansione dei fiumi Parma, Enza, Secchia e Panaro per contenere le piene. Il Sud invece, insieme alla Sardegna, sta soffrendo la siccità. La situazione più grave è in Sicilia.