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Omicidio di Pescara, chi sono i 16enni arrestati. “Quei due per un po’ di fumo avrebbero fatto di tutto”

Il parco Baden Powell di Pescara dove è stato ucciso Christopher Thomas Luciani, il 17enne di Rosciano ucciso con 25 coltellate domenica 23 giugno 2024. Pescara, 25 giugno 2024 ANSA/LORENZO DOLCE (ansa)
Lo chiamavano Crox. «Crox resterai nei nostri cuori». Ma anche: «Crox, so che ci guardi ancora». Striscioni, lenzuola. «Crox chi ti ha ucciso pagherà»
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Lo chiamavano Crox. «Crox resterai nei nostri cuori». Ma anche: «Crox, so che ci guardi ancora». Striscioni, lenzuola. «Crox chi ti ha ucciso pagherà». Crox, Cristopher Thomas Luciani, ragazzino difficile assassinato per 240 euro di hashish da altri due ragazzini, in un vortice di ferocia profonda come un pozzo nero, sulla quale fa paura anche posare gli occhi. «Sai che Cristopher si era disintossicato? Sai che gli hanno dato 25 coltellate, tante quanti erano i soldi che quei due gli dovevano?». Alice (non è il suo nome) ha 14 anni e forse ciò che dice non è vero, ma bisogna iniziarla da qui, dal parco di Villa de Riseis, alle spalle del Lungomare di Pescara, tra la comitiva di adolescenti che Thomas frequentava ogni giorno, la via crucis del giorno dopo tra i luoghi di questa tragedia della gioventù, dove i più vecchi hanno 16 anni e i più giovani tredici.

Ex bambini allo sballo

Un mondo di ex bambini che conoscono già bene il lato sballato della vita, il prezzo delle droghe leggere…

Lo chiamavano Crox. «Crox resterai nei nostri cuori». Ma anche: «Crox, so che ci guardi ancora». Striscioni, lenzuola. «Crox chi ti ha ucciso pagherà». Crox, Cristopher Thomas Luciani, ragazzino difficile assassinato per 240 euro di hashish da altri due ragazzini, in un vortice di ferocia profonda come un pozzo nero, sulla quale fa paura anche posare gli occhi. «Sai che Cristopher si era disintossicato? Sai che gli hanno dato 25 coltellate, tante quanti erano i soldi che quei due gli dovevano?». Alice (non è il suo nome) ha 14 anni e forse ciò che dice non è vero, ma bisogna iniziarla da qui, dal parco di Villa de Riseis, alle spalle del Lungomare di Pescara, tra la comitiva di adolescenti che Thomas frequentava ogni giorno, la via crucis del giorno dopo tra i luoghi di questa tragedia della gioventù, dove i più vecchi hanno 16 anni e i più giovani tredici.

Ex bambini allo sballo

Un mondo di ex bambini che conoscono già bene il lato sballato della vita, il prezzo delle droghe leggere e i rischi di quelle pesanti, ma poi tutto si mischia, tutto costa poco, il narcotraffico li conquista con l’hashish tagliato, mini dosi di cocaina, ecstasy, facendogli credere che non ci sono differenze, così succede che alcuni dentro ci restano impigliati. È quello che è successo a Cristopher, la vittima e a suoi due carnefici, Crox che dicono gli amici di questo parchetto spelacchiato dal nome nobile di “Giardino sensoriale”, «fumava perché era triste, ma alla fine fumiamo tutti». Adesso Crox è solo un ricordo su un lenzuolo, Crox cresciuto con la nonna in una bella casa che guarda la campagna, ma poi nell’adolescenza il suo dolore antico era ritornato tutto, spaccandogli il cuore, le fughe, la comunità terapeutica, ancora le fughe. E allora bisogna tornare indietro su viale della Riviera con i suoi stabilimenti curati, le file di ombrelloni, dove la movida la sera porta su è giù, vasca dopo vasca, valanghe di ragazzini e ragazzine, dicono gli psichiatri che il disagio mentale è la nuova pandemia, qualcosa di certo non funziona più. La seconda stazione si chiama “Croce del Sud”, è qui che gli assassini di Cristopher sono venuti a fare il bagno dopo la mattanza del loro “amico”, è in questo mare conosciuto fin dall’infanzia che hanno buttato il coltello con il quale hanno assassinato Crox.

I figli della borghesia

Sedici anni anche loro, figli di quella classe sociale che un tempo si sarebbe chiamata borghesia, niente degrado sociale, chi l’ha detto che la ferocia nasca — soltanto — dal degrado, figlio di un carabiniere alto in grado il primo, di un’avvocata oggi insegnante l’altro, immaginiamo lo sgomento di quei genitori, uno dei due ragazzi-assassini quando aveva solo 13 anni cadde o forse si gettò dal “Ponte del mare”, un serpente di cemento armato che sovrasta la spiaggia di Pescara. «Come mi sento? Come un sonnambulo. Sabato pomeriggio eravamo tutti qui, sotto il mio ombrellone, a sparare cazzate come sempre, uno dei due lo conosco bene, per questo sono sconvolto, sono andato a casa sua, è venuto a casa mia, ha pranzato con i miei genitori, che vita è questa se un amico ti saluta e il giorno dopo va ad uccidere?». Non si dà pace il ragazzo con la maglietta bianca che alla “Croce del Sud” racconta la sua angoscia, circondato da un gruppetto di coetanei, mentre i bambini giocano a racchettoni, è pur sempre estate, anche se a un chilometro di distanza nella terza stazione di questo viaggio, ci sono ancora le sterpaglie macchiate del sangue di Thomas Luciani, detto Crox. Sembrano reduci da una caduta che gli ha spaccato le ossa in pezzi ma in due giorni li ha fatti diventare adulti, gli adolescenti amici degli assassini ma anche di Thomas.

Compagnie che si mescolano

Incalza un altro ragazzino, in costume da bagno: «Pescara è piccola, le compagnie si mescolano, adesso direte che è colpa della droga, che siamo una gioventù malata, le canne ce le facciamo tutti ma non per questo uccidiamo qualcuno. La verità è che quei due per un po’ di fumo avrebbero fatto qualunque cosa». Ora sconteranno la loro pena, ma Pescara è sconvolta, se due sedicenni massacrano un altro sedicenne, cosa può accadere? E se la nonna di Thomas chiede giustizia è anche il fratello di uno dei due killer che spezza il silenzio: «Paghi per quello che ha fatto, ma è mio fratello e gli vorrò sempre bene. Ho pianto per Thomas, lui non c’è più e anche noi stiamo vivendo l’inferno». E allora è alla terza stazione a ritroso che si conclude il viaggio in questa comunità ferita, nel parco Baden Powell, che beffa quel nome che ricorda il fondatore degli Scout, una vita dedicata ai ragazzi. Prati ordinati, belle palazzine. Nessuno ha visto e nessuno ha sentito eppure era domenica pomeriggio, non una notte di pioggia. Bambini giocano nel campo di calcio, ma dietro, sulle foglie secche, c’è ancora il sangue di Thomas. Del resto lui moriva e gli altri gli dicevano: «Taci». Nemmeno il diritto di un grido. Forse per questo nessuno ha sentito la voce di Thomas che si spegneva.

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