La reazione shock dell’ex fidanzata di Thomas: “Vendetta o giustizia, chi l’ha ucciso paghi”
dalla nostra inviata Alessandra ZinitiROSCIANO (Pescara) — «Vendetta o giustizia si faranno sicuro». Nel piazzale antistante la chiesa dell’Assunzione, sotto la rocca del Castello, Valeria (la chiameremo così vista la minore età) arriva due ore prima del feretro di Christopher Thomas. Quindici anni, maglietta bianca con su scritto: “Sarai sempre parte di me. Non potrò mai dimenticare il tuo sorriso. Ti amo”, short di jeans, capelli castani lunghi, pronuncia la parola «vendetta» senza battere ciglio.
«Siamo stati insieme due anni, è stato il mio primo ragazzo, poi ci siamo lasciati».
Riesci a farti una ragione di quello che è successo a Thomas?
«Assolutamente no. Non si può morire per 200 euro, non si può uccidere un ragazzo per 200 euro».
Sì, dicono che sia morto per questo. Sapevi anche tu che aveva questi problemi?
«Ma non parliamo di grosse cifre, ho sentito che aveva qualche debito, al massimo 70-90 euro. Ma niente giustifica quello che è successo, niente».
Come hai saputo quello che è successo?
«Dai social la mattina…
ROSCIANO (Pescara) — «Vendetta o giustizia si faranno sicuro». Nel piazzale antistante la chiesa dell’Assunzione, sotto la rocca del Castello, Valeria (la chiameremo così vista la minore età) arriva due ore prima del feretro di Christopher Thomas. Quindici anni, maglietta bianca con su scritto: “Sarai sempre parte di me. Non potrò mai dimenticare il tuo sorriso. Ti amo”, short di jeans, capelli castani lunghi, pronuncia la parola «vendetta» senza battere ciglio.
«Siamo stati insieme due anni, è stato il mio primo ragazzo, poi ci siamo lasciati».
Riesci a farti una ragione di quello che è successo a Thomas?
«Assolutamente no. Non si può morire per 200 euro, non si può uccidere un ragazzo per 200 euro».
Sì, dicono che sia morto per questo. Sapevi anche tu che aveva questi problemi?
«Ma non parliamo di grosse cifre, ho sentito che aveva qualche debito, al massimo 70-90 euro. Ma niente giustifica quello che è successo, niente».
Come hai saputo quello che è successo?
«Dai social la mattina appena mi sono svegliata. Ho aperto i social e ho visto tanti post di quello che era successo, non potevo credere che era proprio lui, poi ho chiamato mia sorella che mi ha confermato quello che era successo. Ho pianto tutte le lacrime che avevo, tutte».
I genitori dei ragazzi accusati dell’omicidio dicono di non essersi accorti di nulla del comportamento dei figli.
«Non so cosa dire a quei genitori, non riesco neanche a pensare come ci si possa sentire da genitore di figli così».