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Alex Marangon, il barman morto affogato nel Piave “era sotto effetto di allucinogeni”. Che cos’è l’ayahuasca e perché è pericolosa

Il ragazzo durante un rito sciamanico avrebbe assunto la droga e subito dopo si sarebbe allontanato. La Procura dispone l’autopsia tra il 5 e il 6 luglio
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Doveva essere una cerimonia di musica medicina, ma sembra che nessuno abbia saputo contenere gli effetti della ayahuasca, la sostanza allucinogena assunta probabilmente da Alex Marangon nei due giorni di ritiro nell’Abbazia Santa Bona di Vidor.

Le ricerche e il ritrovamento del corpo

Piano piano emergono le testimonianze di quanto successo lo scorso sabato notte quando il giovane barista di 26 anni è scomparso nel nulla nel pieno di un raduno di appassionati di sciamanesimo. Dopo quasi tre giorni di ricerche dei carabinieri del comando provinciale di Treviso, Vittorio Veneto e Montebelluna, dei pompieri e della Protezione civile, martedì alle 14,30 Marangon è stato ritrovato privo di vita su un isolotto del Piave con una tumefazione all’occhio e una ferita nell’addome. Oggi dovrebbe essere predisposta l’autopsia per comprendere la dinamica della morte, ma la domanda su come Marangon sia finito nel Piave continua a martellare chi conosceva il ragazzo, residente a Marcon nel Veneziano, …

Doveva essere una cerimonia di musica medicina, ma sembra che nessuno abbia saputo contenere gli effetti della ayahuasca, la sostanza allucinogena assunta probabilmente da Alex Marangon nei due giorni di ritiro nell’Abbazia Santa Bona di Vidor.

Le ricerche e il ritrovamento del corpo

Piano piano emergono le testimonianze di quanto successo lo scorso sabato notte quando il giovane barista di 26 anni è scomparso nel nulla nel pieno di un raduno di appassionati di sciamanesimo. Dopo quasi tre giorni di ricerche dei carabinieri del comando provinciale di Treviso, Vittorio Veneto e Montebelluna, dei pompieri e della Protezione civile, martedì alle 14,30 Marangon è stato ritrovato privo di vita su un isolotto del Piave con una tumefazione all’occhio e una ferita nell’addome. Oggi dovrebbe essere predisposta l’autopsia per comprendere la dinamica della morte, ma la domanda su come Marangon sia finito nel Piave continua a martellare chi conosceva il ragazzo, residente a Marcon nel Veneziano, ricordato da amici e familiari come una persona piena di vita e di interessi, incluso quello della crescita spirituale.

Che cos’è l’ayahuasca

Nessuno si vuole esporre in prima persona, ma da quanto raccontato da alcuni presenti ad altri amici, sta venendo alla luce che alla base dei due giorni di ritiro ci sarebbe stata l’assunzione dell’ayahuasca, una pianta allucinogena illegale in Italia, utilizzata da secoli in Sud America dagli sciamani e considerata sacra. Quanto emerge dovrà essere verificato dalla Procura di Treviso che si sta occupando del caso, ma sembra che sabato notte, al secondo giorno di assunzione della sostanza da parte di una ventina di partecipanti, Marangon sia stato preso da una crisi che lo avrebbe spinto ad abbandonare il posto per uscire nei boschi che circondano l’Abbazia, poco distante dal fiume Piave. Chi era alle porte per vegliare sulla sicurezza non sarebbe riuscito a bloccare il ragazzo che voleva allontanarsi da solo in mezzo al bosco. Dopo alcuni tentativi di trattenerlo nel gruppo, il giovane se ne sarebbe andato correndo. Su quanto accaduto nelle ore successive per ora si possono fare solo delle ipotesi: se davvero Marangon ha assunto la pianta allucinogena potrebbe aver avuto delle visioni e, in stato alterato, potrebbe essersi ferito ed essere così precipitato nel Piave.

Come si usa e i falsi curanderi

Negli ultimi anni in tutta Italia, ma non solo, questa tipologia di cerimonie è molto diffusa, ma sono solo pochi gli esperti che sanno come utilizzare l’ayahuasca e ancora meno i veri sciamani chiamati per trasmettere le conoscenze sulla pianta rampicante che si assume come infuso nel corso di rituali specifici, in contesti culturali e sociali del Sud America. In realtà sembra che ci sia sempre più un giro di pseudo sciamani che si improvvisano curanderi, ma che non sappiamo gestire le possibili conseguenze psicologiche che possono verificarsi nel caso in cui la sostanza allucinogena crei ansia e angoscia. La ayahuasca per gli sciamani è considerata uno strumento fondamentale per connettersi ai partecipanti del rito e curarne eventuali malattie o stati d’animo negativi. Il problema è che sempre di più sta diventando un business sia in Sud America dove fioccano gli sciamani finti sia all’estero dove proliferano cerimonie di questo tipo promosse come rituali curativi.

Procura apre fascicolo

Se comunque fosse confermato che alla base della cerimonia c’era l’utilizzo della sostanza allucinogena il decesso del giovane sarebbe molto più che un incidente. Su questo farà luce l’indagine della Procura di Treviso, che ha aperto un fascicolo per morte in conseguenza di altro reato. Per ora non si parla ufficialmente di ayahuasca, ma di assunzione durante l’ascolto della musica di tisane e infusi. La pianta allucinogena viene assunta generalmente in questo modo, però nessuno a oggi si sbilancia. La Procura ha inoltre annunciato che predisporrà l’autopsia il 5 o il 6 luglio. L’ispezione cadaverica di martedì intanto ha confermato l’ecchimosi sull’occhio e varie escoriazioni sul corpo, inclusa una ferita sul fianco che potrebbe essere riconducibile al morso di un animale. Per adesso la ricostruzione dei carabinieri conferma che l’evento era stato organizzato dal duo musicale ZuMusic dopo il successo di un altro simile ritiro di qualche giorno prima. Il ritrovo di Musica medicina doveva essere riservato a poche persone, ma poi l’invito si è esteso ad altre persone, tra cui proprio Alex Marangon.

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