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Maturità, dallo ‘stretto di Gargamella’ alla ‘cozza’ di Giovanni Verga, fino ai ‘barilla’ del Ventennio: tutti gli strafalcioni dell’orale

Skuola.net ha messo insieme una sorta di ‘bestiario’ della prova finale dei maturandi. Ma anche i prof hanno avuto i loro lapsus
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L'emozione, si sa, gioca brutti scherzi. E così può capitare che lo stretto dei Dardanelli – il mitico Ellesponto degli antichi greci, che separa l'Europa dall'Asia – diventi lo “stretto di Gargamella”, il cattivo dei Puffi. È quello che ha risposto un maturando, di sicuro tradito dalla tensione dell'esame, alla domanda “Come si chiama il braccio di mare che collega l'Egeo al Mar di Marmara?”.

Si tratta solo di uno dei tanti strafalcioni pronunciati durante gli orali della maturità 2024 – non solo dagli studenti – raccolti come ogni anno dal portale Skuola.net. Alcuni, va detto, sono grandi classici, che non tramontano mai, tipo l'immancabile Gabriele D'Annunzio “estetista”.

Letteratura italiana regina degli strafalcioni

La letteratura italian…

L'emozione, si sa, gioca brutti scherzi. E così può capitare che lo stretto dei Dardanelli – il mitico Ellesponto degli antichi greci, che separa l'Europa dall'Asia – diventi lo “stretto di Gargamella”, il cattivo dei Puffi. È quello che ha risposto un maturando, di sicuro tradito dalla tensione dell'esame, alla domanda “Come si chiama il braccio di mare che collega l'Egeo al Mar di Marmara?”.

Si tratta solo di uno dei tanti strafalcioni pronunciati durante gli orali della maturità 2024 – non solo dagli studenti – raccolti come ogni anno dal portale Skuola.net. Alcuni, va detto, sono grandi classici, che non tramontano mai, tipo l'immancabile Gabriele D'Annunzio “estetista”.

Letteratura italiana regina degli strafalcioni

La letteratura italiana è una delle materie più presenti nel “bestiario”: tra i circa 500mila ragazzi che hanno affrontato la Maturità pochi giorni fa, c'è chi è convinto che la Divina Commedia sia stata scritta da Garibaldi, mentre per qualcun altro proprio il Sommo – e non Boccaccio – sarebbe l'autore del Decameron. All'orale c'è chi ha sostenuto che Luigi Pirandello ha vinto l'Oscar per la letteratura (anziché il Nobel), o che Italo Calvino avrebbe scritto Se questo è un uomo, mentre A Silvia sarebbe opera del genio di Pascoli o di Petrarca, ma non di Leopardi. In un altro caso, la siepe de L’Infinito, quella “che da tanta parte dell'ultimo orizzonte il guardo esclude”, è diventata “un cespuglio”. La poesia X Agosto (“Dieci Agosto”) di Pascoli è stata pronunciata nei modi più fantasiosi, da “Per Agosto” a “Ics Agosto”. Una menzione speciale merita lo studente secondo il quale Giovanni Verga avrebbe incentrato buona parte della sua produzione attorno all’ideale “della cozza” (di sicuro più economica dell’ostrica originaria).

Storia ‘campo minato’

Altra materia martoriata la Storia, con la quale parecchi ragazzi confermano di avere qualche problema, soprattutto quando si tratta di inquadrare un periodo. Molto diffusa anche quest'anno la tendenza ad anticipare o posticipare fatti storici arcinoti. Per esempio, il Blitzkrieg (la guerra lampo della Germania nazista) per un candidato sarebbe “tipico del primo conflitto mondiale” anziché del secondo. Le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki? “Uno degli atti conclusivi della guerra 15-18”, ha sostenuto un altro studente (ma come sappiamo furono sganciate nel 1945). Il Muro di Berlino, invece, per qualcuno sarebbe crollato nel lontano 1948 invece che nell’89. Secondo un altro maturando la Costituzione Italiana “fu varata nel 1968”, con una ventina di anni di ritardo. E ancora: uno studente ha sostenuto che le Foibe furono un metodo di tortura tipico della Prima guerra mondiale. Una ragazza, parlando dell’Olocausto, ha ricordato come gli ebrei venissero deportati nei campi di “concentrazione”, mente un’altra era convinta che i responsabili dello sterminio fossero i russi e non i tedeschi. Anche l'assonanza può giocare brutti scherzi. Degno di nota il caso della maturanda che ha scambiato il moschetto con i rigatoni: secondo lei, durante il Ventennio, non c'erano i balilla ma i “barilla”.

Arte e filosofia non si salvano

Non si salvano nemmeno la storia dell’Arte e la Filosofia. Per qualcuno Picasso si chiamava Paolo e la sua Guernica è un' “opera a colori”. Per qualcun altro La persistenza della memoria – uno dei capolavori del Surrealismo, di Dalì – sarebbe stato dipinto da Marcel Proust. C'è chi ha sostenuto che la teoria del “Superuomo” sia di Sigmund Freud e non di Nietzsche e chi ricorda che il concetto di “Noumeno” in epoca moderna è stato usato da Marx (e non da Kant).

Anche gli insegnanti sbagliano

E purtroppo, secondo il bestiario di Skuola.net, gli strafalcioni non sono esclusiva degli studenti. Ma non avevano la scusa dell'emozione i professori che sono “scivolati” su temi evidentemente a loro poco congeniali. Come una docente secondo la quale “le centrali nucleari funzionano a combustione”. Per fortuna, almeno, non era la sua materia.

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