Morte di Satnam, grande manifestazione Cgil a Latina: “Fermiamo un sistema che sfrutta e uccide”
dal nostro inviato Corrado ZuninoLATINA - “Siamo uomini o caporali?”. Cinquemila, tutti rossi, sfilano per le strade di Latina, costruite su un’urbanistica all’impronta. La Cgil, i suoi agricoltori della Flai, ma anche i pensionati, il Sunia che combatte per le case pubbliche, la pubblica amministrazione, quelli della chimica e del tessile, il segretario della Fondazione Di Vittorio, sono arrivati nella Piana dell’Agro Pontino per dire – con il segretario generale, Maurizio Landini, finalmente in area – “fermiamo un sistema che sfrutta e uccide”.
Terzo corteo, senza Cisl e Uil
E’ la terza manifestazione sindacale dalla morte. Il volto stilizzato su una bandiera di Satnam Singh, 31 anni, che ha lasciato un braccio su un macchinario avvolgi-plastica e poi è morto per mancate cure, lo rivela nuovo eroe di una storia di sfruttati che, dirà Landini dal palco, la bronchite a sottolineare le parole, “vede in Italia tre milioni di persone lavorare in nero”.
I lavoratori, questi contrattualizzati e sindacalizzati, sono scesi…
LATINA - “Siamo uomini o caporali?”. Cinquemila, tutti rossi, sfilano per le strade di Latina, costruite su un’urbanistica all’impronta. La Cgil, i suoi agricoltori della Flai, ma anche i pensionati, il Sunia che combatte per le case pubbliche, la pubblica amministrazione, quelli della chimica e del tessile, il segretario della Fondazione Di Vittorio, sono arrivati nella Piana dell’Agro Pontino per dire – con il segretario generale, Maurizio Landini, finalmente in area – “fermiamo un sistema che sfrutta e uccide”.
Terzo corteo, senza Cisl e Uil
E’ la terza manifestazione sindacale dalla morte. Il volto stilizzato su una bandiera di Satnam Singh, 31 anni, che ha lasciato un braccio su un macchinario avvolgi-plastica e poi è morto per mancate cure, lo rivela nuovo eroe di una storia di sfruttati che, dirà Landini dal palco, la bronchite a sottolineare le parole, “vede in Italia tre milioni di persone lavorare in nero”.
I lavoratori, questi contrattualizzati e sindacalizzati, sono scesi da Treviso – dove i carabinieri hanno riscoperto, l’altroieri, i caporali e gli sfruttati, da Grosseto e da Empoli, sono saliti dalla Sicilia e dalla Calabria. Salutano il presidente del Movimento Cinque Stelle, Giuseppe Conte, che concede foto, poi alzano il reggae negli amplificatori e il cielo è sempre più blu. Molti italiani, qualche indiano, che in queste due settimane di agitazione post-Satnam – il clandestino indiano è morto il 19 giugno ormai 17 giorni fa – ha iniziato a presentarsi al sindacato, a denunciare. Già. Conte dice: “Dobbiamo estirpare la piaga del caporalato, abbiamo bisogno di tanti nuovi ispettori per rafforzare i controlli. Nel Pnrr sono stati stanziati 200 milioni per rimuovere gli insediamenti abusivi nei campi eppure non è stato fatto nulla. Noi, Cinque Stelle, proponiamo l’istituzione del reato di omicidio sul lavoro".
"Al lavoro senza acqua, e senza paga”
Il teste chiave dell’inchiesta, Ramesh K., che ha portato all’arresto dell’imprenditore Antonello Lovato, non ha ottenuto il permesso di soggiorno per motivi giudiziari, e ora, clandestino tra i clandestini, teme ritorsioni.
Dal palco un lavoratore indiano ricorda le abitudini lavorative là dove si raccoglie il radicchio rosso: “Abbiamo lavorato dieci ore al giorno, in tutta la provincia di Treviso, anche senz’acqua. E alla fine non ci hanno pagato”. Maurizio Landini parla che sono le 11,30. Dice, con foga: "Dobbiamo aprire una vertenza permanente contro il caporalato in ogni luogo di lavoro. Sarà il modo migliore per ricordare Satnam. Satnam, diciamolo, non è un caso isolato, non parliamo solo di un cattivo imprenditore che lo ha fatto morire. Questo è un sistema di fare impresa che sfrutta e uccide e riguarda tutti i settori del nostro Paese, non solo Latina. Il precariato italiano e la clandestinità in questo Paese sono figli della Legge Bossi-Fini. Solo il 20 per cento degli stranieri che sono venuti a lavorare ottengono il permesso di soggiorno, gli altri entrano nell’invisibilità, status che serve precisamente alle mafie. Lo Stato deve riconoscere il permesso di soggiorno per chi cerca lavoro. Ora nei territori dell'Agro Pontino sono tornate le ispezioni e hanno fatto emergere due lavoratori in nero su tre. Perché l’Inail e gli ispettorati ministeriali si muovono solo dopo un morto? Stiamo preparando un esposto da presentare in procura con tutto quello che conosciamo. Dobbiamo rialzare la testa tutti perché siamo tutti di Latina e tutti clandestini".
Non c’è la Cisl, nella piazza davanti alla Prefettura. Non c’è la Uil. hanno già manifestato, insieme a Gurmukh Singh, popolare riferimento di una comunità, la Sikh, fatta di 32.000 persone. Gli uomini della Cgil, dopo proteste che hanno cambiato la storia del lavoro in queste aree, si sono allontanati dal leader degli invisibili indiani, temendo doppi giochi.