Quel giorno tutti i teatri di Londra spensero le luci. All'alba dell'8 luglio 1967, una delle regine del palcoscenico britannico se n'era andata per sempre. Vivien Leigh – o Lady Olivier, com'era chiamata in patria – aveva lavorato quasi fino all'ultimo, prima che la tubercolosi tornasse a minarne definitivamente il fisico. Il suo ultimo film, La nave dei folli, del 1965, era stato una sfida molto difficile, che lei aveva accettato nonostante la psiche sempre più fragile. Fuori dal Regno Unito, per tutti e per sempre, resterà la Rossella O'Hara di Via col vento, il ruolo che l'ha resa immortale.
Scegliendo lei come protagonista i produttori avevano compiuto un piccolo tradimento nei confronti del romanzo. Perché la Rossella originale “non era una bellezza”, anche se “raramente gli uomini se ne rendevano conto”. Leigh invece era splendida, uno di quei rarissimi casi in cui la venustà diventa un fardello. George Cukor la definì “un'attrice consumata, ostacolata dalla bellezza”. Molto attraente era pure la nostra Isa Miranda. Negli anni Trenta fu una delle maggiori dive europee e tentò anche – senza successo – la scalata a Hollywood. Il regime non glielo perdonò. Dopo la guerra tornò sulle scene e nel 1948 vinse il Prix d'interprétation féminine a Cannes (per Le mura di Malapaga). Il portiere di notte di Cavani segnò la sua ultima apparizione di rilievo sullo schermo. È morta a Roma l'8 luglio 1982.