Il movente dell’omicidio di Alex Marangon si cerca per ora nell’Abbazia di Santa Bona di Vidor dove il giovane, alla ricerca di un’esperienza spirituale, avrebbe trovato la morte, durante un rito sciamanico, ucciso da colpi fatali alla testa e sul corpo, sferrati con un bastone o una pietra.
Chi era davvero amico di Alex? Con chi si era scritto nei giorni precedenti la sua morte? Che cosa si aspettava dall’evento Sol de Putumayo? Per ora non ci sono tracce dell’arma del delitto che potrebbe essere stata gettata nel vicino Piave. Proprio nel fiume, dopo due giorni di ricerche, è stato trovato Alex privo di vita a qualche chilometro dal luogo dell’evento di musico medicina, organizzato dal duo ZuMusic di Andrea Zuin e Tatiana Marchetto.
La ricostruzione della notte
La Procura di Treviso indaga per omicidio e si sta focalizzando nella ricostruzione della notte del 29 giugno nel corso della seconda cerimonia purificatrice dedicata ad appassionati di sciamanesimo tradizionale amazzonico. Ci si muove setacciando il cellulare di Alex, i messaggi che aveva mandato, quelli che aveva ricevuti, i contatti delle persone che frequentava. Ogni dettaglio può essere la porta per scoprire che cosa accadde quella maledetta notte che ha oscurato per sempre il suo sorriso. La famiglia sta collaborando con gli investigatori per dare più strumenti possibili che possano fare luce sull’omicidio di un ragazzo che non presentava preoccupazioni o problemi, almeno all’apparenza.
Nessuna immagine da telecamere della zona
Smentita la pista di ombre o inseguimenti che sarebbero stati ripresi dalle telecamere, così come quelle di ipotetici balordi che si sarebbero aggirati nella boscaglia. Le telecamere del paesino di quasi 4000 persone per scrupolo sono state richieste dai carabinieri di Treviso, ma sarebbero collocate soltanto nella piazza che dista quasi un chilometro dall’Abbazia. Vidor non è mai stato teatro di una tragedia, né di malviventi. L’idea che l’eventuale assassino sia da cercarsi al di fuori delle mura dell’ex complesso benedettino, oggi di proprietà del conte Giulio Da Sacco, è dell’organizzatore Zuin che ha raccontato che quella sera Alex si sarebbe allontanato all’improvviso dalla cerimonia di musica meditativa e sarebbe stato raggiunto dallo sciamano musicista Jhonni Benavides e dal suo assistente medico.
Smentito il consumo di Ayahuasca
Zuin, al contrario di alcuni partecipanti, nega che sia stata assunta la pianta allucinogena ayahuasca, utilizzata da alcune culture in Amazzonia e potenzialmente destabilizzante, ma ha affermato che le due serate prevedevano solo decotti, musica e un’erba simile a una purga. Tuttavia, i ricordi di quella notte sono difficili da ricostruire proprio per lo stato di estremo rilassamento dei presenti. I carabinieri di Treviso stanno sentendo i partecipanti per ricostruire dov’era Alex, chi era vicino a lui, perché si sarebbe alzato all’improvviso e chi lo avrebbe seguito. Inizialmente una partecipante aveva raccontato ad amici che Alex sabato notte, nel corso della cerimonia con la ayahuasca, avrebbe avuto una crisi tale da andare in panico e voler uscire. Nessuno lo avrebbe fermato e lui sarebbe scappato nel grandissimo giardino dell’Abbazia, pieno di alberi e buio. La porta della cappella dove si teneva l’ascolto della musica meditativa era facilmente apribile, all’esterno un braciere con il fuoco emanava aromi. Sembra che lo sciamano lo abbia seguito con l’assistente, ma è davvero andata così? È plausibile che abbia davvero incontrato dei balordi che lo abbiano ammazzato ferocemente senza motivo? Quanti lo hanno cercato? Fino a dove sono arrivati? E, soprattutto, per quanto tempo chi sa continuerà a tacere?
Nuovo soprallugo nell’abbazia
Sentita già una parte dei partecipanti, le nuove circostanze emerse sul caso hanno imposto oggi agli investigatori dei nuovi sopralluoghi, sia nell'abbazia sconsacrata, sia nella zona tutt'attorno, dove sarebbe avvenuto il pestaggio mortale del ragazzo poi gettato nel Piave in fin di vita.
Alla ricerca delle armi del delitto
La speranza è quella di trovare l'oggetto o gli oggetti contundenti con cui il giovane è stato colpito.
I colombiani fuori dal Paese
Intanto si fa strada l'ipotesi che i due curanderos colombiani siano già fuori dai confini nazionali.