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I carnefici di Occorsio e il filo nero mai reciso con la destra di governo

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Ordine Nuovo, la fiamma del Msi e il killer Concutelli ancor oggi venerato dai giovani neofascisti
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C’è una complessità di intrecci neofascisti con la politica e gli affari che portano il 10 luglio 1976 all’uccisione a Roma del magistrato Vittorio Occorsio. L’agguato viene preparato dagli estremisti di destra e lo esegue Pierluigi Concutelli, “il comandante” militare di Ordine nuovo, gruppo fondato da Pino Rauti. Tiratore scelto, esperto di esplosivo, Concutelli — morto un anno fa — era cresciuto politicamente a Palermo nell’organizzazione giovanile del Movimento sociale italiano, ma è stato anche massone nella loggia Camea frequentata da uomini di Cosa nostra, venerato dai neofascisti della generazione di Giusva Fioravanti e ancora oggi dalla gioventù meloniana come testimoniato dall’inchiesta di Fanpage.

E sempre a Palermo alla fine degli anni Sessanta Concutelli si addestrava sparando, tanto che venne arrestato per possesso di armi da guerra. Ma questo non gli impedì di essere candidato nel 1975 alle elezioni comunali del capoluogo siciliano, proprio nelle liste del Msi, il pa…

C’è una complessità di intrecci neofascisti con la politica e gli affari che portano il 10 luglio 1976 all’uccisione a Roma del magistrato Vittorio Occorsio. L’agguato viene preparato dagli estremisti di destra e lo esegue Pierluigi Concutelli, “il comandante” militare di Ordine nuovo, gruppo fondato da Pino Rauti. Tiratore scelto, esperto di esplosivo, Concutelli — morto un anno fa — era cresciuto politicamente a Palermo nell’organizzazione giovanile del Movimento sociale italiano, ma è stato anche massone nella loggia Camea frequentata da uomini di Cosa nostra, venerato dai neofascisti della generazione di Giusva Fioravanti e ancora oggi dalla gioventù meloniana come testimoniato dall’inchiesta di Fanpage.

E sempre a Palermo alla fine degli anni Sessanta Concutelli si addestrava sparando, tanto che venne arrestato per possesso di armi da guerra. Ma questo non gli impedì di essere candidato nel 1975 alle elezioni comunali del capoluogo siciliano, proprio nelle liste del Msi, il partito al quale fa riferimento Giorgia Meloni e dal quale lei proviene, la cui fiamma nel simbolo rappresenta una continuità fra i due partiti di ieri e di oggi. E questi estremisti sono ancora oggi nel pantheon degli esponenti della maggioranza di governo.

Le indagine sull’eversione di destra

Perché i neofascisti uccidono Vittorio Occorsio? La sua colpa di magistrato è quella di fare il proprio onesto lavoro indagando sul gruppo di destra eversiva di Ordine Nuovo di cui faceva parte anche Pierluigi Concutelli. Investigava soprattutto tra le connessioni della destra eversiva, la criminalità comune e un coagulo di interessi politico affaristici che troveremo all’interno della loggia P2 e in collegamenti con apparati deviati dello Stato.

Lo scioglimento di Ordine Nuovo e Avanguardia Nazionale

Ciò che era emerso dal lavoro di Occorsio era il nesso tra criminalità politica fascista, la nuova criminalità organizzata romana (banda della Magliana), l’azione della banda dei marsigliesi che nei primi anni Settanta si era dedicata ai sequestri di persona a Roma e la P2, come punto di riferimento per il coordinamento di tutte quelle attività delittuose con l’impegno a riciclarne i profitti illeciti. Alla fine del 1973 Occorsio aveva chiesto lo scioglimento di Ordine Nuovo, dopo la sentenza che condannava i dirigenti dell’organizzazione per ricostituzione del partito fascista. Il ministro dell’Interno Paolo Emilio Taviani ottiene in Consiglio dei ministri il decreto di scioglimento senza attendere il passaggio in giudicato della condanna.

La stessa iniziativa giudiziaria viene avviata nel 1974 nei confronti di Avanguardia Nazionale e si concluderà nel 1976 con lo scioglimento anche di questo gruppo. Sul piano storico queste iniziative vengono lette come la prevalenza e il sopravvento in quella fase dei settori dell’establishment politico che intendono recidere i legami con l’estrema destra e la politica stragista. Ciò non significa che le organizzazioni neofasciste rinunciano ai loro programmi e che le alleanze, le protezioni e i progetti politici cui fanno riferimento cesseranno. Anzi il 1974 è l’anno in cui le iniziative terroristiche della destra, anche in reazione a queste mosse, assumeranno nuovo vigore pur in un quadro politico nazionale e internazionale che sta cambiando.

Dalla strategia della tensione alla P2

In sede storica, si ritiene che il 1974 rappresenti il momento del passaggio dalla strategia della tensione e connesse aspirazioni golpiste, ad una nuova fase più sofisticata in cui l’azione di contenimento della sinistra va attuata con una raffinata strategia di modifica dell’ordinamento interno, riunendo, all’interno della camera di compensazione costituita dalla P2, forze politiche e militari coagulate da comuni interessi materiali e politici che prescindono da ideologie, ma unite dal progetto di cambiamento in senso presidenziale e autoritario del sistema.

Appare evidente come l’impiego dei neofascisti nella strategia di destabilizzazione stia diventando più difficile. In primo luogo, per lo spostamento a sinistra dell’opinione pubblica attestato dalla progressiva crescita elettorale della sinistra e dalle connesse conquiste salariali dei lavoratori dipendenti, dalla politica del compromesso storico che tranquillizzava ampi settori elettorali moderati. L’omicidio di Occorsio fu rivendicato da Ordine Nuovo tramite alcune copie di un volantino lasciato accanto al corpo del magistrato.

Condannati gli esecutori, assolti i mandanti

Per questo omicidio Concutelli e Gianfranco Ferro, ex paracadutista, sono stati definitivamente riconosciuti colpevoli quali esecutori materiali, mentre i mandanti indicati dall’accusa che facevano parte di Ordine Nuovo come Sergio Calore, Stefano delle Chiaie, Clemente Graziani, Elio Massagrande, Giuseppe Pugliese e Paolo Signorelli, sono stati assolti.

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