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Venezia, il ticket di ingresso potrebbe raddoppiare: da 5 a 10 euro per le visite in giornata

A breve il fine della sperimentazione per far pagare il turista ‘mordi e fuggi’. Finora il guadagno è di oltre due milioni di euro
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Visitare Venezia potrebbe diventare un viaggio sempre più caro. Dopo la sperimentazione del contributo di accesso rivolta i turisti giornalieri che arrivano in città in determinati giorni dell’anno, considerata positiva dall’amministrazione, la Giunta del sindaco Luigi Brugnaro va verso l’aumento del cosiddetto ticket, che non sarà più di 5 euro, bensì di 10, come previsto dalla legge. «Valuteremo se alzare» ha fatto sapere il Comune di Venezia. «Avevamo già anticipato che si andava verso questa misura. Se decideremo di aumentare faremo una delibera di Giunta questo autunno». Il provvedimento dovrebbe quindi partire dal prossimo anno.

La fine della sperimentazione

Nel 2024 sono previsti 29 giorni di contributo di accesso, ne man…

Visitare Venezia potrebbe diventare un viaggio sempre più caro. Dopo la sperimentazione del contributo di accesso rivolta i turisti giornalieri che arrivano in città in determinati giorni dell’anno, considerata positiva dall’amministrazione, la Giunta del sindaco Luigi Brugnaro va verso l’aumento del cosiddetto ticket, che non sarà più di 5 euro, bensì di 10, come previsto dalla legge. «Valuteremo se alzare» ha fatto sapere il Comune di Venezia. «Avevamo già anticipato che si andava verso questa misura. Se decideremo di aumentare faremo una delibera di Giunta questo autunno». Il provvedimento dovrebbe quindi partire dal prossimo anno.

La fine della sperimentazione

Nel 2024 sono previsti 29 giorni di contributo di accesso, ne mancano due (il 13 e 14 luglio) alla conclusione della sperimentazione partita e, ancora oggi, al centro di molte polemiche da parte di chi è contrario a una città a pagamento. A oggi le persone che hanno pagato sono state oltre 400 mila per un guadagno di oltre due milioni di euro. Di fatto in meno di un mese il Comune è andato alla pari con la somma investita per varare il provvedimento. In questo periodo ci sono stati una media di 75 steward informatori in 16 aree (stazione, piazzale Roma, Riva degli Schiavoni e alcuni punti del litorale); circa 40 steward verificatori e 35 accertatori in circa 15 punti di controllo. 70 i totem informativi disseminati nei punti di accesso della città, oltre a Chioggia e a Punta Sabbioni.

Il contributo, chi paga e chi no

La normativa sperimentale prende origine dalla legge di Bilancio del 2019, poi aggiornata nel 2021, «con l’obiettivo di definire un nuovo sistema di gestione dei flussi turistici e di disincentivare il turismo giornaliero a Venezia in alcuni periodi, in linea con la delicatezza e unicità della città». La filosofia del contributo prevede che soltanto i turisti giornalieri non veneti paghino il contributo, mentre sono esentate diverse categorie, in primis i veneti, poi i lavoratori e gli studenti. Tra i turisti non pagano coloro che già pernottano nelle strutture ricettive perché versano già la tassa di soggiorno. Non pagano nemmeno i parenti e gli amici dei residenti che devono registrare il proprio nome e quello dell’ospite in un determinato portale che, garantisce l’amministrazione, non invade la privacy. Proprio su questo punto ci sono ancora motivi di contrasto tra residenti e amministrazione che ha spiegato che dopo 24 ore i dati vengono cancellati e che non viene lesa nessuna privacy.

Più i vantaggi che gli svantaggi

«L'obiettivo del contributo d'accesso è rendere la Città vivibile, per residenti, lavoratori, studenti e turisti. La maggior parte della gente ha capito che vogliamo proteggere la città» ha detto il sindaco. «È una misura correggibile, migliorabile, però sembra che non abbia dato particolari svantaggi. Nessuno nasconde i problemi e le difficoltà, ma cerchiamo di farcela. Un passo alla volta ce la faremo».

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