Marangon, la versione degli sciamani: “Alex era nervoso, l’abbiamo seguito ma lui è scappato. Poi abbiamo sentito un tonfo e un grido”
di Vera MantengoliIl curandero Jhonni Benavides in un video su Youtube
Sono stati irreperibili per 12 giorni, ma ora sono venuti allo scoperto per dare la loro versione della notte del 29 giugno, quando Alex Marangon è scomparso per poi essere trovato privo di vita nel Piave il 2 luglio con multipli segni di colpi sulla testa e sull’addome provocati, a quanto sembra dall’autopsia, da un oggetto contundente. Per la prima volta parlano Johnni Benavides e Sebastian Castillos, i due colombiani presenti al ritiro di appassionati di sciamanesimo tradizionale, promosso dal duo ZuMusic di Andrea Zuin e Tatiana Marchetto all’Abbazia di Santa Bona di Vidor.
«Vogliamo esprimere le nostre condoglianze alla famiglia. Alex è morto per un incidente e siamo sconvolti di quanto accaduto» hanno detto Benavides, medico tradizionale Yanacona e Castillos, musicista, attraverso l’avvocato spagnolo Òscar Palet Santandreu, difensore dell’importanza di preservare le culture indigene e le loro tradizioni e di molti casi collegati all’uso di piante sciamaniche in Spagna e in Europ…
Sono stati irreperibili per 12 giorni, ma ora sono venuti allo scoperto per dare la loro versione della notte del 29 giugno, quando Alex Marangon è scomparso per poi essere trovato privo di vita nel Piave il 2 luglio con multipli segni di colpi sulla testa e sull’addome provocati, a quanto sembra dall’autopsia, da un oggetto contundente. Per la prima volta parlano Johnni Benavides e Sebastian Castillos, i due colombiani presenti al ritiro di appassionati di sciamanesimo tradizionale, promosso dal duo ZuMusic di Andrea Zuin e Tatiana Marchetto all’Abbazia di Santa Bona di Vidor.
«Vogliamo esprimere le nostre condoglianze alla famiglia. Alex è morto per un incidente e siamo sconvolti di quanto accaduto» hanno detto Benavides, medico tradizionale Yanacona e Castillos, musicista, attraverso l’avvocato spagnolo Òscar Palet Santandreu, difensore dell’importanza di preservare le culture indigene e le loro tradizioni e di molti casi collegati all’uso di piante sciamaniche in Spagna e in Europa. Per i due Alex sarebbe morto in seguito a una caduta dopo aver lasciato in fretta la cappella dove si svolgeva la cerimonia di medicina amazzonica ed essersi disperso nel bosco. «Nessuno lo ha visto cadere, ma tutti hanno sentito un tonfo e un grido secco» ha detto il loro legale. «Benevides e Castillos sono addolorati per quanto è successo e sperano che la verità venga a galla presto».
Avvocato Òscar Palet Santandreu, dove sono i suoi assistiti?
«Non posso dirlo adesso. Per prudenza preferiscono rimanere in un luogo in cui si sentono protetti».
Fuggono da qualcosa?
«No, sono sconvolti da quanto sta accadendo e preferiscono parlare attraverso me che conosco un po’ l’italiano».
Hanno rilasciato la loro testimonianza a chi segue le indagini?
«No, non sono stati sentiti».
Lei è in contatto con la Procura di Treviso?
«No, per adesso ho sentito solo l’avvocato di Andrea Zuin».
Sembra che loro siano stati gli ultimi a parlare con Alex. È vero?
«Durante la cerimonia Alex era nervoso e agitato e, all’improvviso, è andato fuori dalla cappella, vicino al braciere. Benavides lo ha raggiunto per chiedergli come si sentiva, ma non capiva che cosa Alex stesse dicendo. Per questo è rientrato a cercare il traduttore. Questione di attimi, quando sono tornati Alex è scappato nel bosco di corsa. Dopo poco tutti hanno sentito un tonfo e un grido secco».
Che cos’hanno fatto?
«Era buio, non si vedeva nulla, sembrava corresse verso la terrazza… Sono andati tutti a cercarlo guidati da Alexandra Da Sacco (moglie di Giulio Da Sacco, proprietario dell’Abbazia) che conosce ogni angolo del luogo».
Sono anche usciti dall’Abbazia?
«Mi sembra di sì».
Ma se hanno tutti sentito un tonfo e un grido perché hanno aspettato così tanto a chiamare i soccorsi?
«Pensavano fosse soltanto inciampato in qualche arbusto, nulla di così tragico come poi si è scoperto. Non so dirle adesso il tempo esatto della ricerca».
Alla mattina di domenica 30 giugno, quando sono arrivate le forze dell’ordine, i suoi assistiti non c’erano più. Come mai?
«Pensavano si sarebbe trovato di lì a poco, magari dietro a qualche cespuglio. Avevano degli impegni e se ne sono andati».
L’autopsia però dice che sul corpo di Alex c'erano ferite specifiche, come se un corpo contundente lo avesse colpito, soprattutto alla testa…
«Io non ho visto le foto dell’autopsia, ma è un’interpretazione. Ho visto più volte cambiare l’esito».
Quindi Alex sarebbe caduto?
«Nessuno lo ha visto cadere, ma tutti hanno sentito un tonfo e un grido secco che faceva pensare a una caduta anche se stiamo aspettando gli accertamenti anche noi».
Il medico non avrebbe dovuto vegliare su Alex?
«Gli incidenti possono accadere nonostante si presti tutta l’attenzione. Il problema è sorto nell’attimo in cui è andato a cercare il traduttore perché ha perso il contatto visivo con lui e Alex all’improvviso è scappato nel buio. È una situazione che è andata fuori controllo ed è avvenuta molto rapidamente».
Ma perché Alex sarebbe andato fuori controllo in un attimo e si sarebbe messo a correre? È stata consumata la ayahuasca?
«No, mi risulta una purga. Esistono diverse purghe che si utilizzano prima o in alternativa all’ayahuasca, non ne conosco il nome».
Ma non è tanto una purga da 400 euro, il costo del ritiro?
«Non è il costo della purga, ma di un percorso di psicologia profonda rivolto a persone italiane benestanti che hanno chiamato Benavides e Castillos in Italia per conoscere la loro cultura».
Benavides risulta un esperto di ayahuasca o è solo un musicista?
«Sì, Benavides è un medico tradizionale Yanacona ed è esperto di ayahuasca perché nella sua cultura è una pianta che viene utilizzata normalmente. L’ayahuasca mostra il male o la sofferenza che hai dentro e riesce a toglierteli. I rituali amazzonici non sono per tutti poiché comportano il dover affrontare ciò che tormenta o ferisce interiormente oppure vedere i traumi che condizionano il proprio comportamento. Questi rituali avvengono attraverso dei canti chiamati icari amazzonici cantati dagli sciamani ayahuasqueros».
Icaro come Icaro Felice, il canto del duo ZuMusic. Quindi il gruppo potrebbe aver assunto l’ayahuasca?
«Non lo so, ma per me la persecuzione e la proibizione degli usi e dei saperi ancestrali, come le piante maestre, nonostante il terribile e sfortunato incidente, è come la caccia alle streghe, un modo per monopolizzare l’accesso alla salute e alla libertà da parte dello Stato. Speriamo che questo caso non serva come precedente per criminalizzare le culture precolombiane, così importanti per la preservazione dell’Amazzonia».
La replica del legale dei Marangon: “Se gli sciamani non c’entrano perché si nascondono?”
Dopo l’intervista al collega spagnolo, il legale Nicodemo Gentile che rappresenta la famiglia Marangon, replica: “Vorrei ricordare che in Italia non si criminalizza nulla solo per il gusto di farlo. L’Italia è paese accogliente e ospitale e lo stimato collega spagnolo può stare tranquillo che anche la cultura precolombiana da noi è al sicuro. Però – sostiene l’avvocato – qui si sottovaluta un dato generale: lo spaccio di droga è reato e va perseguito per questo, non per preconcetti verso altre culture. Altro che caccia alle streghe. Questo caso porta a galla invece un problema: evidentemente c’è una diffusione di questa sostanza tremenda che occorre anche capire chi importa, chi detiene e come circola”.
"Ma tornando al caso specifico – aggiunge Gentile, rivolgendosi ancora a Òscar Palet Santandreu – i suoi assistiti sono in luogo sicuro, ma al sicuro da cosa, esattamente? L’autopsia è interpretazione di chi la fa? Sono stupito, è come dire che la matematica è un’opinione, più o meno. I suoi assistiti sono dispiaciuti e mandano le condoglianze? Beh, aiutassero la Procura a risolvere il caso invece di nascondersi. Sono andati via perché avevano impegni o perché nessuno gli ha detto di restare? Mah, suggerirei più prudenza anche al collega che assiste il Conte. Ci dice che le persone presenti quella sera sono le più buone e pacifiche del mondo. Saranno anche tanto buone e pacifiche ma nessuno ha chiamato i soccorsi prima di diverse ore, solo per dirne una. A maggior ragione dopo aver sentito un tonfo e un grido, come si va dicendo o si vuol far credere”.
"Capiamo – conclude il legale – che l’abbazia sia una importante fonte di reddito e sia importante preservarne l’immagine, ma credo che prima di tutto ci voglia rispetto per la vittima e i propri famigliari .E poi tutta questa corsa al dire che è stato un incidente, senza fornire elementi, anzi dicendo cose che sono già state smentite, ma perché? Qual è il problema? Fosse stato anche commesso un reato, basta non esserne responsabili. È così semplice in fondo. Noi accettiamo qualunque verità, purché sorretta da elementi inconfutabili. E allo Stato gli elementi inconfutabili sono le terribili lesioni sul corpo di Alex.