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Pantani, l’ombra della camorra sul Giro del ‘99: riaperta l’indagine sull’esclusione per doping del campione

(afp)
Per primo ne parlò Renato Vallanzasca. Le sue dichiarazioni riprese dalla Commissione Antimafia. La pm in carcere dall’ex bandito della Comasina, ma lui non parla
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TRENTO — Un caso senza fine. Venticinque anni dopo s’indaga ancora su Marco Pantani. Stavolta non sulla morte, ma sul suo tramonto: l’esclusione dal Giro d’Italia del 1999, per doping. Riavvolgiamo il nastro e torniamo lì.

Marco Pantani taglia il traguardo di Madonna di Campiglio, terzultima tappa del Giro d’Italia, con un minuto di distacco sugli inseguitori. Uno scatto bruciante a poco più di 4 chilometri dalla fine gli consegna l’ennesima vittoria. È il 4 giugno del 1999. Ha la corsa rosa in pugno: Paolo Savoldelli, secondo in classifica, ha un ritardo di quasi 6 minuti. Il giorno successivo, 5 giugno 1999, il Pirata — reduce dalla doppietta Giro-Tour dell’anno precedente — viene fermato ed escluso a causa di un tasso di ematocrito fuori norma: 51,8%, quando il massimo consentito è il 50%. Sul campione romagnolo cala l’ombra del doping. Non è solo la fine del Giro: per Marco Pantani inizia un declino, sportivo e umano, che si concluderà il 14 febbraio del 2004 nel residence Le Rose…

TRENTO — Un caso senza fine. Venticinque anni dopo s’indaga ancora su Marco Pantani. Stavolta non sulla morte, ma sul suo tramonto: l’esclusione dal Giro d’Italia del 1999, per doping. Riavvolgiamo il nastro e torniamo lì.

Marco Pantani taglia il traguardo di Madonna di Campiglio, terzultima tappa del Giro d’Italia, con un minuto di distacco sugli inseguitori. Uno scatto bruciante a poco più di 4 chilometri dalla fine gli consegna l’ennesima vittoria. È il 4 giugno del 1999. Ha la corsa rosa in pugno: Paolo Savoldelli, secondo in classifica, ha un ritardo di quasi 6 minuti. Il giorno successivo, 5 giugno 1999, il Pirata — reduce dalla doppietta Giro-Tour dell’anno precedente — viene fermato ed escluso a causa di un tasso di ematocrito fuori norma: 51,8%, quando il massimo consentito è il 50%. Sul campione romagnolo cala l’ombra del doping. Non è solo la fine del Giro: per Marco Pantani inizia un declino, sportivo e umano, che si concluderà il 14 febbraio del 2004 nel residence Le Rose di Rimini, dove il Pirata morì a causa di un’overdose di cocaina.

Sull’episodio di Campiglio sin dai giorni successivi si intrecciano tante interpretazioni, non ultima quella della trappola orchestrata dalla criminalità organizzata, la camorra, decisa a fermare il trionfo di Marco per aver scommesso contro il suo successo, nei canali illegali delle giocate, fiumi di denaro. L’ipotesi del complotto — peraltro da sempre sostenuta da Tonina e Paolo, i genitori di Pantani — prende corpo da un’inchiesta della Procura di Forlì nel 2014 ma finisce nei fascicoli archiviati due anni più tardi, perché il reato ipotizzato (associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva) è ormai prescritto. Tra i principali testimoni c’è anche Renato Vallazasca.

Ora — come riferisce l’Ansa — è la Procura di Trento a riaprire il caso, con un’inchiesta coordinata dalla pm della Dda trentina, Patrizia Foiera. Il fascicolo è un modello 44, ossia senza titolo di reato e senza indagati. Nessuna novità rispetto al filo ricostruito in passato dalla Procura di Forlì. L’inchiesta trentina, avviata ormai un anno fa, prende spunto dall’esito della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle mafie, nel corso della quale è stato ricostruito il presunto complotto della camorra per manomettere i campioni prelevati al campione con l’obiettivo di escluderlo dal Giro.

Il primo a parlare di un intervento della criminalità organizzata era stato Renato Vallanzasca, interrogato dai carabinieri di Forlì nel 2014: all’epoca René riferì di aver saputo dell’esclusione di Pantani alcuni giorni prima dei fatti di Campiglio. Episodio che però Vallazasca non avrebbe confermato, anche a causa di una condizioni di salute precaria, alla pm Foiero, che è andata ad interrogarlo venerdì scorso nel carcere di Bollate.

In realtà sono molti i nomi spuntati nel corso dei lavori della Commissione, nomi che la magistrata ha già sentito o sentirà a breve. Tra questi Rosario Tolomelli, camorrista, che all’epoca dell’inchiesta di Forlì rivelò che da tempo la popolazione carceraria era al corrente dell’esclusione di Pantani. Tra i personaggi di spicco che avrebbero confermato questa ricostruzione — è emerso dalla Commissione — c’è anche Francesco Bidognetti, capo del clan dei casalesi.

Difficile dire oggi dove possa condurre questa nuova inchiesta. I familiari, gli amici, i tantissimi tifosi di Pantani sperano ancora oggi di abbracciare una verità che porti pace alla vicenda umana del Pirata.

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