Trentino, turista francese aggredito da un orso a monte del Lago di Garda. Riesplode la polemica: “Ormai è un’emergenza sociale”
di Giampaolo VisettiTRENTO – Per gli orsi l’estate segna il tempo breve e critico dello svezzamento dei cuccioli. Per gli esseri umani, sulle Alpi, è invece la stagione cruciale del turismo e dell’alpeggio. In queste ore il conflitto tra necessità vitali diverse fa riesplodere lo scontro tra chi vuole porre fine al progetto europeo di ripopolamento dei plantigradi sull’arco alpino e chi ne chiede al contrario una tutela scientifica, gestita meglio e sottratta al populismo politico. A infiammare la “guerra dell’orso” l’ultimo incidente in Trentino, che segue un crescendo di avvistamenti e contatti ravvicinati. L’allarme, questa mattina alle 7, è scattato in località Naroncolo, comune di Dro, nell’Alto Garda.
Trentino, avvistata un'orsa con i cuccioli nelle campagne di Dro
L’ultima aggressione
Un turista francese di 43 anni è stato ferito da un orso mentre faceva jogging nel bosco, lungo il s…
TRENTO – Per gli orsi l’estate segna il tempo breve e critico dello svezzamento dei cuccioli. Per gli esseri umani, sulle Alpi, è invece la stagione cruciale del turismo e dell’alpeggio. In queste ore il conflitto tra necessità vitali diverse fa riesplodere lo scontro tra chi vuole porre fine al progetto europeo di ripopolamento dei plantigradi sull’arco alpino e chi ne chiede al contrario una tutela scientifica, gestita meglio e sottratta al populismo politico. A infiammare la “guerra dell’orso” l’ultimo incidente in Trentino, che segue un crescendo di avvistamenti e contatti ravvicinati. L’allarme, questa mattina alle 7, è scattato in località Naroncolo, comune di Dro, nell’Alto Garda.
Trentino, avvistata un'orsa con i cuccioli nelle campagne di Dro
L’ultima aggressione
Un turista francese di 43 anni è stato ferito da un orso mentre faceva jogging nel bosco, lungo il sentiero degli Scaloni, parte del Sentiero delle Cavre. E’ stata la stessa vittima, sotto shock, a chiamare aiuto con il cellulare. Raggiunta degli uomini del soccorso alpino e da un elicottero, è stata ricoverata all’ospedale S. Chiara di Trento. Non rischia la vita, non gravi le ferite a gambe e braccia: il referto del medico, intervenuto sul posto, ha confermato però l’evidenza dei graffi incisi con gli artigli. Carabinieri, Forestale e squadre provinciali di specialisti nel monitoraggio dei grandi carnivori hanno subito isolato la zona. Individuato il luogo del contatto, sono state rilevate tracce genetiche che possono favorire l’individuazione dell’esemplare che ha ferito l’uomo, sentito in serata dalle forze dell’ordine. “Va studiata bene la dinamica – dice il capo della Forestale trentina, Giovanni Giovannini – per capire cosa è realmente successo. Certo è che si è trattato di un incontro fortuito, in una zona boschiva e isolata”
Poco lontano, nei giorni scorsi, un’orsa con tre cuccioli era stata filmata nel giardino di una casa a Varignano di Arco e segnalata poi in località Mandrea. La dinamica dell’incidente rafforza l’ipotesi che una femmina abbia messo a segno un “falso attacco”, teso non a uccidere, ma a spaventare l’individuo per farlo allontanare dai piccoli e per proteggere la prole. “Dai campioni genetici – dice Roberto Failoni, assessore provinciale al Turismo con delega alla gestione di orsi e lupi – risaliremo all’animale responsabile dell’attacco. Poi valuteremo le contromisure da adottare”.
Gli attacchi precedenti
La scorsa settimana, sulle rive del lago di Molveno, ai piedi delle Dolomiti di Brenta e a una trentina di chilometri dal luogo dell’aggressione di ieri, un’orsa accompagnata da un cucciolo era corsa verso una turista svizzera.
La donna, avvistati gli animali su una rampa a bordo strada, si era girata per proteggere i tre figli: mamma orsa aveva interrotto la carica a pochi centimetri dalla turista, limitandosi a toccarle gli abiti prima di sparire nel bosco. Questi ultimi attacchi, definiti “falsi” per distinguerli dai rarissimi “veri” che mai lasciano scampo alle persone, ravvivano il ricordo della tragedia costata la vita ad Andrea Papi.
Il 5 aprile 2023, a Caldes in Valle di Sole, il giovane di 26 anni è stato aggredito e ucciso da un’orsa, pure accompagnata dai cuccioli. Anche Andrea Papi stava correndo da solo in montagna, lungo una forestale: si è trattato della prima vittima di un orso in Italia da oltre un secolo.
Un mese prima, nella vicina Val di Rabbi, Alessandro Ciccolini si era salvato solo perché l’orso che l’aveva attaccato su un sentiero, forse spaventato dal cane dell’uomo, era rotolato con lui lungo una scarpata. “Risalire all’esemplare che ha ferito il turista francese – avvertono gli uomini della Forestale – non è scontato”.
In Trentino vivono 98 orsi adulti
In Trentino, dove 25 anni fa furono reintrodotti i primi due orsi prelevati in Slovenia, vivono oggi oltre cento plantigradi: 98 adulti, secondo il censimento 2023, più i cuccioli nati questa primavera. Pochi sono dotati di radiocollare, non tutti sono geneticamente noti e individuabili grazie a una sigla. Una legge voluta dal governatore del Trentino, il leghista Maurizio Fugatti, sotto scorta a seguito delle minacce di morte di sedicenti animalisti, da pochi mesi autorizza la Provincia autonoma a uccidere un massimo di 8 “orsi confidenti” all’anno. Nei mesi scorsi, prima del via libera alla contestata “selezione”, due esemplari sono stati trovati morti, misteriosamente uccisi a fucilate e con bocconi avvelenati. L’attacco di ieri torna a esasperare gli animi. Partiti di destra, autonomisti e i sindaci dei paesi più frequentati dagli orsi, invocano “subito azioni concrete per tutelare la vita dei cittadini e porre fine a un’emergenza sociale”. In rivolta anche contadini e allevatori, che giovedì scorso hanno manifestato a Trento. “La presenza non gestita di orsi e lupi – dice Gianluca Barbacovi, presidente regionale di Coldiretti – è un problema serio con un impatto economico pesante”. Tra le proposte, la dotazione di spray anti-orso a chi lavora in montagna e la ridefinizione Ue della direttiva Habitat, che tutela rigidamente orsi e lupi in quanto specie a rischio estinzione. Centrosinistra e ambientalisti chiedono invece copia dei verbali che documentano quest’ultimo incidente e denunciano “il gravissimo ritardo di azioni strutturate e di comunicazioni che favorirebbero la convivenza uomo-orso”. “Non è tollerabile – dice Massimo Vitturi, consulente scientifico Lav – che la responsabilità degli incidenti sia sempre addossata agli animali: spesso sono i nostri comportamenti ad esporci al rischio, come quando in auto superiamo i limiti di velocità”. Sotto accusa, la diffusione ancora scarsa di cassonetti per i rifiuti anti-orso e di cartelli che comunicano la loro presenza nei luoghi dove la concentrazione è maggiore, la mancata attivazione di un’applicazione per cellulari capace di indicare i luoghi dove si trovano femmine di orso con i cuccioli. Nelle prossime ore l’esemplare che ha ferito il turista francese potrebbe essere identificato: in quanto “confidente” e pericoloso, rischia di essere raggiunto da un’ordinanza di abbattimento.