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Epidemia di epatite C dopo le trasfusioni. Indagato a Venezia un medico No Vax

Ennio Caggiano, medico di base in provincia di Venezia 
Ennio Caggiano diceva di lavare il sangue dei suoi pazienti con le vitamine: era già pendente la proposta di radiazione dall’albo
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All’ambulatorio del dottor Ennio Caggiano si rivolgevano No vax convinti e anche vaccinati pentiti. Il medico per cui è pendente una proposta di radiazione praticava sedute di autotrasfusione, con prelievo di sangue che veniva “lavato” con sostanze particolari e poi re iniettato. Il trattamento poteva richiederlo chi voleva debellare il virus dal proprio organismo ma anche chi desiderava fare lo stesso con le sostanze inoculate con i vaccini. Da questo delirio complottista è germinata un’inchiesta della Procura di Venezia, con l’ipotesi di reato di epidemia. Il motivo è presto detto: ben 6 pazienti sono risultati positivi all’epatite C.

L’indagine nasce proprio per questo motivo, grazie all’alert lanciato dall’ospedale di Dolo (Venezia): più persone con la stessa positività, tutti pazienti del medico di base Ennio Caggiano, che ha lo studio sempre in provincia di Venezia, a Camponogara. I magistrati hanno quindi delegano i carabinieri del Nas a raccogliere le prime testimonianze.

La f…

All’ambulatorio del dottor Ennio Caggiano si rivolgevano No vax convinti e anche vaccinati pentiti. Il medico per cui è pendente una proposta di radiazione praticava sedute di autotrasfusione, con prelievo di sangue che veniva “lavato” con sostanze particolari e poi re iniettato. Il trattamento poteva richiederlo chi voleva debellare il virus dal proprio organismo ma anche chi desiderava fare lo stesso con le sostanze inoculate con i vaccini. Da questo delirio complottista è germinata un’inchiesta della Procura di Venezia, con l’ipotesi di reato di epidemia. Il motivo è presto detto: ben 6 pazienti sono risultati positivi all’epatite C.

L’indagine nasce proprio per questo motivo, grazie all’alert lanciato dall’ospedale di Dolo (Venezia): più persone con la stessa positività, tutti pazienti del medico di base Ennio Caggiano, che ha lo studio sempre in provincia di Venezia, a Camponogara. I magistrati hanno quindi delegano i carabinieri del Nas a raccogliere le prime testimonianze.

La figlia di uno di questi positivi all’epatite ha raccontato agli investigatori il calvario del padre, che lo scorso gennaio aveva iniziato a manifestare un ittero molto forte. Era stato da Caggiano qualche settimana prima e lì si era sottoposto a queste autotrasfusioni, nel corso delle quali il sangue prelevato dal corpo veniva mescolato con vitamine di vario genere e altre sostanze, per poi essere nuovamente trasfuso. Quando si rende conto di stare male il paziente torna da Caggiano che però, sempre secondo le dichiarazioni rese dalla figlia, lo avrebbe sconsigliato di rivolgersi all’ospedale. E giù con altre flebo, nel tentativo di risolvere una situazione in costante peggioramento. I successivi esami al pronto soccorso di Dolo hanno rilevato “transaminasi a livelli eccezionali” e una diagnosi di “insufficienza epatica”.

In quel momento è scattata l’indagine, con la conseguente iscrizione nel registro degli indagati del dottor Ennio Caggiano, che durante il periodo del Covid si era fatto conoscere per un folle post in cui paragonava i vaccini ad Auschwitz. “Il vaccino rende liberi”, scrisse. L’Azienda sanitaria di Venezia raccolse poi una serie di prove contro di lui, arrivando addirittura a chiederne la radiazione. Ma lui ha fatto ricorso e in considerazione del fatto che il procedimento è ancora pendente, può continuare a ricevere pazienti nel suo studio. Qualche giorno fa però ha dovuto ricevere anche i carabinieri, che hanno perquisito l’ambulatorio e verificato le condizioni in cui svolge la sua professione. «Sono sereno dal punto di vista medico ma molto dispiaciuto sotto l’aspetto umano», dice lui attraverso il suo avvocato Alessio Morosin. Nel frattempo la pm Elisabetta Spigarelli ha affidato una consulenza tecnica irripetibile, per verificare il genotipo del virus contratto dai pazienti.

L’accertamento rientra sempre nell’ottica di accertare le responsabilità. «Ennio Caggiano ha eseguito dei trattamenti medici osservando i protocolli», ci tiene a specificare il legale. «È molto amato dai suoi pazienti e nonostante la pensione continua a lavorare per loro. Durante il periodo del Covid andava persino a domicilio, cosa che non fa più nessuno». Ma il negazionismo del dottor Caggiano è un dato di fatto, riscontrato e contestato dalla stessa Azienda sanitaria che gli dava lavoro, come dimostra l’azione disciplinare promossa contro di lui. «Non è un No vax», continua l’avvocato Morosin. «Casomai è un free vax. Si è solo limitato a fornire spiegazioni a chi le chiedeva. Mi pare esista la legge 219 sul consenso informato del paziente».

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