Università, il balzo in avanti dell’Unical, il rettore: “Scontiamo pregiudizi e luoghi comuni sulla Calabria, ma i numeri certificano che siamo eccellenza”
di Alessia CanditoCon l’arrivo da Oxford del professore Georg Gottlob, luminare dell’informatica, membro della Royal society e dell’accademia Leopoldina, l’Unical aveva già fatto notizia. Lo stesso è successo quando startup nate all’interno dell’ateneo calabrese hanno conquistato colossi dell’hi-tech. Ma adesso che l’Università della Calabria di Rende, non lontano da Cosenza, sia diventata fra le più importanti in Italia lo certifica anche il Censis. Fra i grandi atenei, tra i 20mila e i 40mila iscritti, guadagna il gradino più alto del podio, lasciando indietro Pavia e Perugia. “Già la classifica di Alma laurea ci laureava come l’ateneo con il più alto gradimento degli iscritti, ma questo è un riconoscimento importante”, dice senza nascondere la soddisfazione il rettore Nicola Leone. “Paghiamo ancora il prezzo di pregiudizi e luoghi comuni sulla regione, ma i numeri parlano chiaro”.
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“Con una percentuale di iscritti che vivono in strutture del…
Con l’arrivo da Oxford del professore Georg Gottlob, luminare dell’informatica, membro della Royal society e dell’accademia Leopoldina, l’Unical aveva già fatto notizia. Lo stesso è successo quando startup nate all’interno dell’ateneo calabrese hanno conquistato colossi dell’hi-tech. Ma adesso che l’Università della Calabria di Rende, non lontano da Cosenza, sia diventata fra le più importanti in Italia lo certifica anche il Censis. Fra i grandi atenei, tra i 20mila e i 40mila iscritti, guadagna il gradino più alto del podio, lasciando indietro Pavia e Perugia. “Già la classifica di Alma laurea ci laureava come l’ateneo con il più alto gradimento degli iscritti, ma questo è un riconoscimento importante”, dice senza nascondere la soddisfazione il rettore Nicola Leone. “Paghiamo ancora il prezzo di pregiudizi e luoghi comuni sulla regione, ma i numeri parlano chiaro”.
Ricevete il massimo punteggio per servizi e borse di studio
“Con una percentuale di iscritti che vivono in strutture dell'università pari al 15 per cento, siamo il primo ateneo in Italia per rapporto fra numero di studenti e alloggi forniti. Al momento sono 2.500, ma prevediamo di aumentarli ancora. Nel bilancio di quest’anno, sono stati stanziati 21 milioni di euro per le borse di studio, due milioni e mezzo in più dell’anno precedente. Ma non sono gli unici indicatori in crescita, anche l’occupabilità fa un balzo di cinque punti ed è significativo per un ateneo che inevitabilmente sconta un handicap territoriale”.
C’è un dipartimento che sta contribuendo a rendere l’Unical particolarmente attrattiva?
“In realtà credo che in generale abbia aiutato molto la profonda riforma formativa che è stata attuata da alcuni anni. Abbiamo attivato nuovi corsi di laurea e rinnovato quelli esistenti. In particolare, sono state attivate dieci lauree internazionali erogate interamente in lingua inglese”.
Risultato?
“Attualmente hanno fatto domanda più di cinquemila studenti stranieri provenienti da più di cento Paesi al mondo. Ha fatto notizia l’arrivo del professore Gottlob, ma in realtà è solo la punta dell’iceberg. L’Unical sta diventando attrattiva per molti docenti stranieri, così come per i nostri ‘cervelli in fuga’”.
L’internazionalizzazione però non è fra i parametri migliori
“Miglioriamo di tre punti in un anno, da 75 a 78. Significa che stiamo lavorando e in prospettiva potremo crescere ancora. L’handicap territoriale pesa anche in questo, da qui l’Europa è molto più lontana che da un ateneo del Nord Italia”.
Ma non i Paesi del Mediterraneo
“Che sono interlocutori privilegiati. Molti degli studenti stranieri dell’Unical arrivano dal Mediterraneo o dal Nord Africa. Stiamo lavorando per migliorare i processi di selezione, come i progetti di scambio e sviluppo con atenei internazionali”.
C’è chi suggerisce che la crescita dell’Unical sia dovuta anche all’impossibilità per molte famiglie di sostenere i figli al Nord o nelle grandi città. A suo parere è fattore che pesa?
“In realtà, secondo un’analisi del gennaio scorso solo tre atenei italiani sono cresciuti costantemente negli ultimi quattro anni e l’Unical è l’unica del Sud. La migrazione universitaria c’è, ma più che l’offerta formativa a determinarla è il desiderio di fare un’esperienza di vita in una grande città”
C’è un motivo particolare per cui uno studente dovrebbe scegliere il vostro ateneo?
“In realtà non c’è motivo per non sceglierlo. C’è un’offerta formativa ampia, di qualità e rispondente alle esigenze del mondo del lavoro. Siamo i primi in Italia per servizi agli studenti, come la classifica di Alma laurea certifica. E poi l’Unical è un campus, qui si può vivere a pieno una vera esperienza universitaria. La crescita avviene nel confronto e qui le occasioni sono continue, non solo nell’ambito delle lezioni. Siamo una vera e propria cittadella, con due cinema, due teatri, un centro sportivo, una radio. Non è un’università, è un mondo”.