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Coppola, Abu Dhabi lo scarica. Torna in Italia uno dei “furbetti”

(ansa)
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MILANO — Finisce la latitanza ad Abu Dhabi di Danilo Coppola, l’immobiliarista arrestato e rilasciato negli Emirati lo scorso dicembre, ma ieri estradato in Italia, che da tempo lo reclamava dopo le condanne per bancarotta fraudolenta nei fallimenti di Gruppo Immobiliare 2004, Mib Prima e Porta Vittoria. Le pendenze a suo carico nel 2022 gli erano valse una condanna a sette anni, ma Coppola era riparato prima in Svizzera e di lì negli Emirati, lanciando accuse sui giudici italiani e dicendosi “vittima di una follia giudiziaria”.

Coppola è stato trasferito nel carcere di Mammagialla, a Viterbo, dove sconterà un residuo di 6 anni, due mesi e 12 giorni per passate sentenze di Roma e Milano. Non per i suoi legali: “Siamo vivamente preoccupati delle condizioni di salute del nostro assistito, da tempo seriamente affetto da gravi patologie cardiovascolari — hanno detto i difensori Francesco Caroleo Grimaldi e Pietro Pomanti — Avanzeremo un’istanza al tribunale di sorveglianza di sospensione…

MILANO — Finisce la latitanza ad Abu Dhabi di Danilo Coppola, l’immobiliarista arrestato e rilasciato negli Emirati lo scorso dicembre, ma ieri estradato in Italia, che da tempo lo reclamava dopo le condanne per bancarotta fraudolenta nei fallimenti di Gruppo Immobiliare 2004, Mib Prima e Porta Vittoria. Le pendenze a suo carico nel 2022 gli erano valse una condanna a sette anni, ma Coppola era riparato prima in Svizzera e di lì negli Emirati, lanciando accuse sui giudici italiani e dicendosi “vittima di una follia giudiziaria”.

Coppola è stato trasferito nel carcere di Mammagialla, a Viterbo, dove sconterà un residuo di 6 anni, due mesi e 12 giorni per passate sentenze di Roma e Milano. Non per i suoi legali: “Siamo vivamente preoccupati delle condizioni di salute del nostro assistito, da tempo seriamente affetto da gravi patologie cardiovascolari — hanno detto i difensori Francesco Caroleo Grimaldi e Pietro Pomanti — Avanzeremo un’istanza al tribunale di sorveglianza di sospensione della esecuzione della pena con la richiesta di detenzione ai domiciliari per le condizioni di salute”.

Il ministro della giustizia Carlo Nordio, che per mesi ha svolto intensa attività di confronto con le autorità emiratine, s’è rallegrato: "Sono grato al ministro Al Nuaimi, questo sviluppo positivo nella cooperazione giudiziaria mostra che non può esservi nessuna impunità per chi commette crimini in Italia e cerca rifugio all’estero”.

Coppola, classe 1967 e rampollo di una famiglia di immobiliaristi della periferia romana, nei primi anni Duemila si affermò tra gli antagonisti della finanza dei salotti, allora alquanto compassata. Con Stefano Ricucci, Giuseppe Statuto, Emilio Gnutti, Gianpiero Fiorani, Luigi Zunino, Romain Zaleski, aveva moltiplicato in breve gli averi grazie al credito facile delle banche, ottenuto dando in garanzia immobili o quote azionare per comprare altri cespiti.

Una genie immortalata, dallo stesso Ricucci, come “i furbetti del quartierino”, per la disinvoltura che spesso ne caratterizzò i rapporti con fisco, leggi e prassi del mercato. Dapprima sfondarono, approfittando della sclerotizzazione del capitalismo nostrano. Il solo Coppola nel 2005 vantava un patrimonio di 3,5 miliardi, costituito da immobili di pregio e pacchetti azionari tra cui un 5% in Mediobanca, un 5% in Bnl (di cui fu attore della controscalata dei “furbetti” contro l’Ops spagnola di Bbva), un 2% di Bim, il 10% nell’As Roma, il polo Editori Per La Finanza.

Ma in pochi anni, per le indagini o per la stretta creditizia seguita al crac di Lehman, quasi tutti i “furbetti” hanno patito crac, condanne, talora il carcere. Coppola era già stato arrestato nel marzo 2007 per bancarotta, riciclaggio, associazione a delinquere e appropriazione indebita; e dopo 104 giorni di isolamento in cui aveva tentato il suicidio e l’evasione andò ai domiciliari, per un’accertata ‘claustrofobia intramuraria’.

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