Cronaca

Sardegna, pala eolica vandalizzata nel nuorese. Bulloni svitati: rischiava di cadere sulla strada e uccidere qualcuno

Sardegna, pala eolica vandalizzata nel nuorese. Bulloni svitati: rischiava di cadere sulla strada e uccidere qualcuno

Sull’isola va avanti da mesi lo scontro fra favorevoli e contrari all’energia dal vento

1 minuti di lettura

Una pala eolica che si trova accanto alla strada provinciale 30 che collega Mamoiada a Gavoi, nel Nuorese, è stata vandalizzata. Qualcuno ha svitato i bulloni che tenevano la base sul piedistallo col rischio che la turbina precipitasse sulla sede stradale o nei terreni agricoli limitrofi.

È stato un dipendente della Emmeimpianti di Samassi, la società che cura la manutenzione delle pale, ad accorgersi del fatto lunedì mattina, a denunciare l'accaduto ai carabinieri di Mamoiada e a informare i vertici aziendali. Gli atti relativi alle indagini sul danneggiamento della pala eolica, sulla provinciale 30 tra Mamoiada e Gavoi nel Nuorese, sono approdati ai tavoli della Procura di Nuoro.

La base senza bulloni
La base senza bulloni 

Il braccio di ferro sull’eolico

Da settimane il tema delle rinnovabili in Sardegna tiene banco. Da una parte ci sono le numerose richieste di realizzare parchi eolici a terra e off-shore, dall’altra la legge approvata dal Consiglio regionale - e impugnata dal governo nazionale - che blocca tutti i progetti approvati con lavori non ancora avviati.

Il pericolo

Il titolare della Emmeimpianti, Edoardo Melis ha espresso la sua amarezza su Facebook: "Siamo una piccola azienda che opera in tutta la Sardegna da circa 10 anni nel settore delle rinnovabili. Nell'ultimo periodo si è parlato tanto del nostro settore, ma quanto accaduto oggi è assurdo. Un nostro operatore che lavorava alla manutenzione ha trovato i dadi alla base della torre completamente svitati e sparsi, la cui funzione è quella di tenere in sicurezza la torre ancorata al plinto”.

I bulloni sparsi a terra
I bulloni sparsi a terra 

"Un atto vandalico - prosegue l'imprenditore - che con il forte vento, poteva mettere in pericolo la vita dei nostri operatori oppure anche di un semplice passante. Protestare o non essere d'accordo sul come le seguenti fonti vegano gestite è lecito, ma mettere a rischio la vita delle persone non è più tollerabile e non si può stare in silenzio davanti a certe azioni".

I commenti dei lettori