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Nella testa di Chiara, la ragazza indecifrabile: “Quei bimbi li volevo”

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Sul web cercava notizie su come provocare un aborto o come si decompone un corpo. Lo shopping e i locali dopo aver sepolto i figli
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Traversetolo (Parma) — Chiara nasconde il viso dietro le pagine del mandato d’arresto, seduta dentro la macchina dei carabinieri. Si vedono solo le unghie laccate di rosso a tenere quei fogli. Lei è in silenzio. È l’ultima immagine di una ragazza misteriosa che — dietro i sorrisi, gli sguardi dolci, i modi affabili dispensati sui social — nella vita reale cela una doppia identità. Una ragazza che ha dentro un tumulto, un enigma così grande che chi l’ha conosciuta, come il procuratore Alfonso D’Avino, attraverso un’indagine serrata e drammatica, si dice «sgomento».

Chiara è la ragazza che a 21 anni, universitaria al secondo anno di Scienze dell’educazione, il giorno dopo in cui ha partorito e ucciso il suo secondo figlio va a ballare, beve nei locali del paese e alle amiche e al fidanzato si limita a dire: «Ho un ciclo abbondante». Quando invece il suo corpo stava eliminando gli ultimi frammenti di una vita che già non c’era più.

Traversetolo (Parma) — Chiara nasconde il viso dietro le pagine del mandato d’arresto, seduta dentro la macchina dei carabinieri. Si vedono solo le unghie laccate di rosso a tenere quei fogli. Lei è in silenzio. È l’ultima immagine di una ragazza misteriosa che — dietro i sorrisi, gli sguardi dolci, i modi affabili dispensati sui social — nella vita reale cela una doppia identità. Una ragazza che ha dentro un tumulto, un enigma così grande che chi l’ha conosciuta, come il procuratore Alfonso D’Avino, attraverso un’indagine serrata e drammatica, si dice «sgomento».

Chiara è la ragazza che a 21 anni, universitaria al secondo anno di Scienze dell’educazione, il giorno dopo in cui ha partorito e ucciso il suo secondo figlio va a ballare, beve nei locali del paese e alle amiche e al fidanzato si limita a dire: «Ho un ciclo abbondante». Quando invece il suo corpo stava eliminando gli ultimi frammenti di una vita che già non c’era più.

Come il 12 maggio 2023, quando Chiara annuncia per la prima volta un malessere legato al ciclo e, nonostante il dispiacere, non va al saggio di pianoforte del fratello. In quel giorno ha anche detto al padre dei tre bambini che accudiva vicino casa di avere mal di schiena. Lei che a quei tre fratellini ripeteva sempre: «Vi amo tanto». E intanto rimaneva in solitudine col suo segreto inconfessabile: l’avere partorito e seppellito il suo primo figlio. Scavando a mani nude la fossa nel giardino di casa: un sepolcro proprio sotto alla finestra della sua stanza «perché lo volevo vicino a me».

Il giorno dopo Chiara si è risvegliata sorridente e affabile come sempre. Pronta per il giro di shopping con le amiche del cuore che aveva iniziato a ingannare qualche ora prima, quando aveva raccontato, come ha messo a verbale una di loro, che «ho un virus», «oggi la schiena non va», «mi sento poco bene». Tanti piccoli malanni snocciolati poco a poco da lì a un anno, durante quelle gravidanze non volute. Perché non c’è un solo elemento dentro la memoria del cellulare di Chiara che possa testimoniare che lei quei bambini volesse davvero stringerli a sé.

Nonostante abbia detto ai carabinieri che l’hanno interrogata per due volte: «Io i figli li volevo». «Vivi?», le hanno chiesto. E lei: «Sì». Ma è difficile crederlo davanti a quanto il suo telefono rivela. Nei mesi ha cercato online «come si decompone un corpo» o «come abortire», «come accelerare un parto» e «come si rompono le membrane». Centinaia di siti dello stesso tenore, consultati man mano che i mesi passavano. Nemmeno una ricerca web fa accenno all’acquisto di un giochino o di un ciuccio.

Le lacrime del 10 settembre, quando dice a chi indaga «è giusto che parli per quello che avete scoperto (le ossa del primo neonato, ndr)», si scontrano con la sua gioia urlata al concerto di Vasco Rossi a Reggio Emilia, appena un mese prima del parto del 7 agosto. Chiara cercava in tutti i modi di mimetizzare un accenno di pancia con qualche camicione, o mangiando così poco da sperare che anche quel bambino dimagrisse insieme a lei. E in quegli stessi mesi continuava ad avere rapporti con il fidanzato, assicurandogli che usava precauzioni.

A lui, «un ventenne privato della sua paternità», come scrive la procura, si è stretta anche la notte dopo che ha lasciato andare via il secondo figlio, recidendogli il cordone ombelicale e provocando un’emorragia. Il fidanzato si sentiva amato, lei non si è confidata con lui perché, ha spiegato «temevo il suo giudizio».

Ma anche quello dei genitori ai quali non ha mai detto cosa le stava accadendo. La mamma, una volta scoperto il primo corpicino, ha ricordato quel malessere legato al ciclo dell’anno prima e le ha chiesto: «L’hai fatto anche l’anno scorso?». «No», ha mentito ancora Chiara. E il discorso è finito lì. Il padre, davanti alle macchie di sangue trovate in bagno e sui tappetini, non ha indagato ma ha chiesto semplicemente alla moglie di pulire.

Tante, troppe le dissonanze nella vita di Chiara. Lei ricostruisce di essere svenuta mentre partoriva il secondo figlio ma nel frattempo, dicono le indagini, stringeva in una mano il telefonino per informarsi su come uccidere il neonato e nell’altra la marijuana. La fossa, stavolta, l’ha trovata scavata da Full, il suo golden retriever che spesso abbraccia nelle foto sui suoi profili social.

È proprio Full, adesso affidato ai vicini, ad aver “tradito” la sua padrona: quando ha visto la buca ricoperta di terra ha cominciato a scavare, trovando il primo bambino. Da quel momento è emerso l’orrore e tutti hanno iniziato a chiedersi: «Perché?». Ma Chiara, che fino a pochi giorni fa beveva nei locali di Parma, quella risposta la tiene in fondo al suo abisso.

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