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Nuoro, chi sono Roberto Gleboni e le vittime della strage familiare

Giusi Massetti a sinistra e a destra la figlia Martina (foto da Fb) (fotogramma)

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Il ritratto di una famiglia sterminata fatto da amici e vicini di casa. Il giorno della sua morte Martina aveva la selezione per funzionari amministrativi
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Roberto Gleboni, l’autore della strage di Nuoro che all’alba del 25 settembre, ha iniziato a sparare con una calibro 7,65 alla moglie e ai suoi tre figli, a 72 ore dal massacro viene descritto da chi ha lavorato con lui come una persona “tranquillissima, onesta e sempre disponibile”. Quella mattina per Martina, la primogenita, era un giorno speciale: avrebbe preso parte alla selezione per funzionari del settore amministrativo, un ruolo al quale ambiva in virtù della laurea triennale in Scienze dei servizi giuridici conseguita nel 2022.

L’assassino

Cinquantadue anni, dipendente della Forestas, il servizio forestale dei parchi della Sardegna, Gleboni aveva mostrato, secondo il racconto di alcuni condomini della palazzina di via Ichnusa dove la famiglia viveva in affitto da 6 anni, qualche segno di disagio. “Aveva delle reazioni sproporzionate per cose banali che succedevano nel condominio – racconta un vicino -. Aveva messo in atto anche dei piccoli dispettucci sui contenitori della rac…

Roberto Gleboni, l’autore della strage di Nuoro che all’alba del 25 settembre, ha iniziato a sparare con una calibro 7,65 alla moglie e ai suoi tre figli, a 72 ore dal massacro viene descritto da chi ha lavorato con lui come una persona “tranquillissima, onesta e sempre disponibile”. Quella mattina per Martina, la primogenita, era un giorno speciale: avrebbe preso parte alla selezione per funzionari del settore amministrativo, un ruolo al quale ambiva in virtù della laurea triennale in Scienze dei servizi giuridici conseguita nel 2022.

L’assassino

Cinquantadue anni, dipendente della Forestas, il servizio forestale dei parchi della Sardegna, Gleboni aveva mostrato, secondo il racconto di alcuni condomini della palazzina di via Ichnusa dove la famiglia viveva in affitto da 6 anni, qualche segno di disagio. “Aveva delle reazioni sproporzionate per cose banali che succedevano nel condominio – racconta un vicino -. Aveva messo in atto anche dei piccoli dispettucci sui contenitori della raccolta differenziata”. “Urlava spesso”, dicono sempre di lui nel quartiere, e qualcuno addirittura lo descrive come una persona “prepotente, quasi esaltata” “ossessivo nei confronti della moglie e della figlia” e con la passione per le armi. Ma certo nulla che lasciasse presagire una tragedia così efferata contro la sua famiglia. E neanche una persona psicologicamente instabile, come era invece il fratello dell’uomo, che aveva un disturbo psicologico conclamato.

Il killer Roberto Gleboni (ansa)

La moglie e i figli

Giuseppina Massetti, 43 anni, e la figlia Martina, di 26, vengono uccise per prime e muoiono sul colpo. Madre e figlia, avuta a soli 17 anni, avevano un rapporto molto intimo. La donna, casalinga e molto devota alla famiglia, aveva interrotto i rapporti invece con la sua famiglia d’origine (padre, madre e due fratelli) subito dopo il matrimonio. Sulla pagina Fb della donna appare in evidenza una foto in bianco e nero che la ritrae con la figlia. Nel 2022 la giovane Martina si era laureata in Scienze dei Servizi Giuridici all’Università degli Studi di Sassari e faceva il praticantato nel Tribunale di Nuoro. Nella sua tesi per il corso triennale di laurea aveva dedicato il lavoro al padre, che descriveva come “l’amore più grande della mia vita”. L'uomo quindi rivolge l'arma verso gli altri due figli, di 14 e 10 anni: il primo lo prende di striscio e lo ferisce lievemente, il secondo, Francesco, lo colpisce in pieno e anche per lui non c’è nulla da fare. Due ragazzini “molto educati e molto bravi a scuola”, dicono i vicini.

Paolo Sanna, il vicino di casa ucciso da Gleboni (fotogramma)

L’anziana madre e il vicino

Una volta sterminata la famiglia, Gleboni esce sul pianerottolo e spara contro Paolo Sanna, pensionato di 69 anni, ex dipendente della Asl, sposato, padre di due figlie e con la passione per il canto tanto che era nel coro di Nuoro. Era il proprietario della casa che i Gleboni avevano in affitto e abitava al terzo piano del palazzo: quella mattina era sceso al piano terra forse perché aveva sentito gli spari. L'uomo viene ferito gravemente, più tardi ne viene dichiarata la morte cerebrale e la famiglia, alla quale era unitissimo, autorizza l’espianto e la donazione degli organi. La guardia forestale esce quindi di casa e si sposta a casa della madre, Maria Esterina Riccardi, 83 anni pensionata e vedova che dedicava la sua vita ad accudire l’altro figlio che a causa dei suoi disturbi viveva ancora con lei. E’ l’ultima vittima della mattanza prima di rivolgere a se stesso la pistola e togliersi la vita sparandosi un colpo alla tempia nella cucina di casa della madre.

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