I neonati sepolti a Parma, s’indaga nel passato di Chiara. “Violentata da un amico, non denunciò”
dalla nostra inviata Romina MarcecaChiara Petrolini all'uscita dal tribunale (foto Marco Vasini)
Traversetolo (Parma) — Nel passato di Chiara Petrolini potrebbe esserci una violenza sessuale non denunciata. È su questa pista che la procura di Parma e i carabinieri stanno indagando per capire fino in fondo cosa ci sia nel vissuto della studentessa di 21 anni, agli arresti domiciliari con l’accusa di omicidio volontario premeditato e dell’occultamento di un figlio partorito lo scorso 7 agosto, e della soppressione di un altro neonato dato alla luce l’anno precedente. I bambini sono stati sepolti nel giardino di casa, sotto la finestra della stanza della ragazza, che era nota in paese come una baby sitter amorevole. Ad oggi, le indagini portano a pensare che abbia fatto tutto da sola.
Quella che sembra una ferita nella…
Traversetolo (Parma) — Nel passato di Chiara Petrolini potrebbe esserci una violenza sessuale non denunciata. È su questa pista che la procura di Parma e i carabinieri stanno indagando per capire fino in fondo cosa ci sia nel vissuto della studentessa di 21 anni, agli arresti domiciliari con l’accusa di omicidio volontario premeditato e dell’occultamento di un figlio partorito lo scorso 7 agosto, e della soppressione di un altro neonato dato alla luce l’anno precedente. I bambini sono stati sepolti nel giardino di casa, sotto la finestra della stanza della ragazza, che era nota in paese come una baby sitter amorevole. Ad oggi, le indagini portano a pensare che abbia fatto tutto da sola.
Quella che sembra una ferita nella vita precedente di Chiara è stata ricostruita dagli investigatori attraverso le testimonianze di persone vicine alla ragazza. Un trauma che la ventunenne avrebbe subito circa due anni fa, pochi mesi prima di rimanere incinta del suo fidanzato per la prima volta. E che Chiara non avrebbe raccontato neppure ai suoi genitori. Il ragazzo che, stando alle indagini, avrebbe abusato di lei è stato già identificato e sarà presto sentito da chi indaga.
La violenza sessuale sarebbe avvenuta dopo una serata tra amici. Non è stata perseguita e non potrà più esserlo: la denuncia penale poteva essere presentata entro un anno dai fatti. Nelle sue spontanee dichiarazioni, Chiara non ha mai parlato di questo episodio del suo passato e non è escluso che, una volta risentita sul punto, non lo confermi.
L’inchiesta sui due neonati sepolti nel giardino della villa della famiglia Petrolini, a Vignale di Traversetolo, è tutt’altro che conclusa, ma da giorni si concentra soprattutto sui moventi. Un team di psicologi e criminologi è stato incaricato di definire un profilo di Chiara Petrolini. E di rispondere alla domanda che si è posto il procuratore di Parma Alfonso D’Avino, davanti a uno scenario che sembrava incredibile, ma che tuttora appare confermato dalle indagini, cioè l’ipotesi che Chiara abbia fatto tutto da sola: «Cosa c’è dentro a questa ragazza?».
Gli investigatori hanno acquisito i filmati delle farmacie di Traversetolo e dintorni: vogliono verificare se Chiara abbia mai acquistato farmaci per indurre il parto. Intanto, il telefonino della ragazza continua a rivelare centinaia di ricerche su come accelerare la nascita o sulla “sindrome alcolica fetale” che può ostacolare lo sviluppo del feto o causare un aborto. Agli atti anche i filmati delle telecamere dell’aeroporto che hanno ripreso il momento in cui la ragazza, due giorni dopo aver sepolto in giardino il secondo figlio, è partita con i genitori per New York. Dopo la copia forense disposta dalla procura, è in corso l’analisi dei cellulari proprio dei genitori di Chiara, ancora indagati: se il contenuto consentirà di escludere la loro complicità nel progetto della figlia, il procedimento a loro carico sarà chiuso.
La studentessa, dopo il ritorno dall’America, vive in una casa presa in affitto con il padre e la madre. Il fratello minore è stato affidato a una parente per tenerlo al riparo il più possibile in questo momento di sofferenza.