✕

Neonati sepolti, lettere e peluche sul cancello di Chiara: “Un paese sperduto piange un lutto che non si merita”

Ascolta l'audio

In attesa dell’autopsia sul secondo neonato ritrovato, il via vai silenzioso di persone a Vignale per ricordare i due “angioletti”
2 minuti di lettura

TRAVERSETOLO (PARMA) - Il cancello in ferro battuto al di là del quale è stato scoperto l'orrore, ora è diventato l'albo di mamme e papà che attaccano alla ringhiera fasci di rose bianche, palloncini blu a forma di cuore, lettere rivolte agli "angioletti" e peluche di orsacchiotti tolti ai loro figli "perché loro ne hanno tanti e voi invece non potrete mai giocare". Oltre il cancello si fermano gli sguardi sul giardino dove i due neonati sono stati sepolti appena nati dalla loro mamma. Un pensiero che fa atterrire chi arriva nella frazione di Vignale e ripete: "È un incubo".

C'è chi è partito da Salsomaggiore Terme o da Reggio Emilia, chi da Parma, altri dalle frazioni vicine in questa terra di agricoltori e i…

TRAVERSETOLO (PARMA) - Il cancello in ferro battuto al di là del quale è stato scoperto l'orrore, ora è diventato l'albo di mamme e papà che attaccano alla ringhiera fasci di rose bianche, palloncini blu a forma di cuore, lettere rivolte agli "angioletti" e peluche di orsacchiotti tolti ai loro figli "perché loro ne hanno tanti e voi invece non potrete mai giocare". Oltre il cancello si fermano gli sguardi sul giardino dove i due neonati sono stati sepolti appena nati dalla loro mamma. Un pensiero che fa atterrire chi arriva nella frazione di Vignale e ripete: "È un incubo".

C'è chi è partito da Salsomaggiore Terme o da Reggio Emilia, chi da Parma, altri dalle frazioni vicine in questa terra di agricoltori e imprenditori. Un viavai silenzioso che ha avuto inizio il 20 settembre, il giorno in cui Chiara Petrolini è stata arrestata e portata ai domiciliari per avere partorito, ucciso e seppellito almeno uno dei suoi due figli appena nati. Per i resti del secondo neonato ritrovati in giardino c'è l'accusa di soppressione. Gli esami del Ris diranno se anche quel bambino è nato vivo ed è stato lasciato morire.

Ha iniziato questa processione una donna, proprio quel venerdì in cui c'è stata la svolta con gli arresti e una conferenza stampa fiume della procura, portando tre rose bianche strette da un nastro azzurro. "Non conosco la famiglia, sono di un'altra città ma come mamma sento il bisogno di lasciare la mia testimonianza". Anche il "Circolo Baratti", che si occupa di iniziative culturali e accoglie i giovani della zona, ha voluto agganciare al cancello un pensiero rivolto a tutta Vignale e che inizia così: "Un paese sperduto nel nostro appennino, tranquillo ed operoso, patria di artisti, piange un lutto che non comprende e che non si merita". Fino a citare i ricordi del passato in cui è inclusa anche Chiara e che diventano "l'unico e vero futuro interiore" e "speranza".

A meno di 2 chilometri da Vignale dove Chiara viveva fino a inizio agosto con la sua famiglia, c'è il centro di Traversetolo. I ragazzi trascorrono il loro tempo libero tra i circa 20 bar del paese. C'è un ragazzo che ha la stessa età di Chiara, 21 anni, e che dal giorno del suo arresto ha modificato quella che qui è una consuetudine legata alla fiducia che si ripone nella comunità. "Ero nella sua comitiva. Fino alla fine ho messo la mano sul fuoco per lei. Ma quando è arrivato l'arresto mi sono dovuto arrendere - racconta - e la sera, dal 20 settembre, quando rientro a casa do le mandate alla porta di casa. Qui nessuno le dà perché ci siamo sentiti sempre sicuri. Adesso io non mi sento più tranquillo".

Leggi i commenti