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Funerali di Sammy Basso, in migliaia per una festa di colori. La mamma: “Sei stato un dono speciale”. Gli amici: “Avevi la testa dura, ma il cuore grande”

(fotogramma)

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L’ultimo saluto a Tezze sul Brenta al biologo di 28 anni simbolo della lotta alla progeria. Presenti anche Niccolò e Alessandro, due ragazzi affetti dalla sindrome da invecchiamento precoce
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TEZZE SUL BRENTA (VICENZA) – In una vita sempre allo scoperto, Sammy Basso non si è mai nascosto. Anche il suo congedo, specie per i giovani auto-isolati in casa e ostaggi dei social, è stato una lezione: il funerale come una grande festa popolare, in mezzo a un prato dietro a una chiesa troppo piccola, dopo l’ultimo respiro consumato sabato notte sull’erba, con gli amici, tra i brindisi felici di un matrimonio. Il suo motto è stato “la vita è bella” e anche per la sua granitica voglia di sorridere comunque, migliaia di persone hanno raggiunto Tezze sul Brenta: per un addio subito mutato in una collettiva testimonianza senza tempo sul dovere di provare sempre e in ogni condizione a restare persone qualunque, ma non qualsiasi.

Foto di Giampaolo Visetti 

TEZZE SUL BRENTA (VICENZA) – In una vita sempre allo scoperto, Sammy Basso non si è mai nascosto. Anche il suo congedo, specie per i giovani auto-isolati in casa e ostaggi dei social, è stato una lezione: il funerale come una grande festa popolare, in mezzo a un prato dietro a una chiesa troppo piccola, dopo l’ultimo respiro consumato sabato notte sull’erba, con gli amici, tra i brindisi felici di un matrimonio. Il suo motto è stato “la vita è bella” e anche per la sua granitica voglia di sorridere comunque, migliaia di persone hanno raggiunto Tezze sul Brenta: per un addio subito mutato in una collettiva testimonianza senza tempo sul dovere di provare sempre e in ogni condizione a restare persone qualunque, ma non qualsiasi.

Foto di Giampaolo Visetti 

Sammy Basso, gli organi donati alla ricerca

La sintesi degli scolari del paese, che hanno tappezzato le strade con i disegni fatti per lui, gli sarebbe piaciuta: Sammy che ride su un’astronave in volo con la scritta “Buon viaggio al nostro alieno preferito, peccato che sei morto”. Già, peccato. Collettiva la sensazione di una perdita grave: rara è l’istantanea nostalgia per qualcuno con cui non si è cresciuti. Invece tutti l’hanno provata per il biologo colpito da sindrome dell’invecchiamento precoce più longevo del pianeta, scomparso a quasi 29 anni, oltre il doppio del tempo medio concesso ai malati come lui. Diceva: “Ho un aspetto fuori dal comune, ma mi accetto come sono, E sarei un pazzo se ogni tanto non approfittassi della mia faccia per fare qualche scherzo”. Il penultimo lo ha giocato agli scienziati: organi e tessuti regalati alla ricerca, per continuare a studiare la sindrome di Hutchinson-Gilford e impegnarsi a migliorare i giorni degli altri. Perché non tutti siamo come Sammy Basso, capaci di “vivere felici anche se non si è perfetti”.

La lettera di Sammy Basso

L’ultimo tiro lo ha invece riservato a chi ha voluto salutarlo di persona: una “lettera-testamento dall’aldilà”, scritta nel settembre 2017 e lasciata ai genitori Laura e Amerigo affinché venisse aperta al suo funerale. Davanti a oltre tremila persone commosse l’ha letta il vescovo di Vicenza, Giuliano Brugnotto. L’incipit: “Una cosa non sopportavo, pensando al mio funerale. Non poterci essere da vivo e non poter consolare chi mi è caro”. Nel testo, il senso della sua vita: “Sono grato alla progeria, che mi ha donato un’esistenza unica. All’inizio ho sognato di diventare un grande della storia, poi ho capito che la gloria personale è il desiderio più stupido che si possa avere”. E ancora: “La morte è la cosa più naturale della vita. Se non ci fosse, da vivi non combineremmo niente. All’ultimo istante spero di averla accolta come una sorella”. Ironia, fede e profondità fino al commiato: “Non volevo morire, avessi potuto scegliere, avrei continuato a camminare al vostro fianco. Post scriptum: state tranquilli, tutto questo è solo sonno arretrato”. Sulla spianata applausi, lacrime e risate: anche grazie ai ricordi di amici e compagni di scuola, uniti nella devozione “per quel canchero del Sammo”.

La folla ai funerali di Sammy Basso (foto di Giampaolo Visetti) 

La mamma di Sammy Basso: “Ha reso speciale la nostra vita”

Per anni lo hanno fatto ballare, se lo sono messo sulle spalle, l’hanno fatto viaggiare per il mondo e lo hanno portato alle maratone sulla mitica “sedia da corsa” arancione, la Joelette, ben in vista sul palco-altare. Nel cuore di tutti, una domanda: come ha fatto questo piccolo gigante, malato-scienziato con doppia laurea, poeta e pragmatico visionario, a realizzare così tanti sogni e a farsi amare da così tanta gente? La risposta, e la conferma di una consapevolezza spinta un passo più in là, nei maxischermi accesi a Tezze durante la messa: un primo piano di Sammy senza ritocchi, il suo profilo dantesco miniaturizzato e calvo, il fisico scheletrico di un severo neonato con le rughe, trasfigurato nella bellezza di un defunto rimasto generoso, in cui non ha smesso di battere il cuore di un bambino. “Un grazie a tutti che parte dal cuore – ha detto la mamma davanti alla bara in legno chiaro, coperta di girasoli – per averlo accettato, amato e apprezzato per la sua unicità: sono stati il vostro affetto e il vostro calore a permettergli di vivere così a lungo. E grazie anche a te Sammy: hai reso speciale la nostra vita e colorato la nostra storia, costringendoci ad andare all’essenziale”.

Il governatore del Veneto, Luca Zaia (foto di Giampaolo Visetti) 

Parolin: “Sammy al servizio della pace in Medio Oriente”

A provarlo, la confidenza del cardinale Pietro Parolin, amico che ha accolto Sammy per un Natale, accompagnandolo poi da papa Francesco. “Si era offerto – ha scritto il segretario di Stato vaticano — di mettersi fisicamente al servizio della pace nel conflitto israelo-palestinese. Una grande luce accesa nella notte del mondo”. La testa di ognuno è tornata al testamento politico del cittadino che il presidente Mattarella ha nominato cavaliere della Repubblica: “Se i potenti della terra capissero cosa significa lottare per la vita, non cederebbero alla paura facendo la guerra”.

La maglietta per Sammy Basso (foto di Giampaolo Visetti) 

Ai funerali di Sammy Basso anche Ciriani e Zaia

Anche due amici speciali ad accompagnare Sammy fino al cimitero. Niccolò, 20 anni milanese, e Alessandro, tredicenne di Torino: entrambi colpiti dalla sindrome da invecchiamento precoce. “Lui però – le loro parole – è stato unico, travolgente ed empatico, sorridente sempre. Se presto la medicina sconfiggerà la nostra malattia, lo dobbiamo anche ai suoi studi di biologia molecolare”. Nella folla, per il governo, il ministro Luca Ciriani: tra gli altri il presidente del Veneto Luca Zaia, tanti sindaci e politici regionali. Nessuna star dello spettacolo. Perché a Tezze anche nell’ultimo giorno lo spettacolo è stato lui, un immenso in miniatura. Ci ha sfiorati per suggerirci che “vivere davvero e sempre in pieno, non rinunciando a ridere insieme e a fare festa, permette di realizzare sogni che nemmeno immaginiamo”.

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