Piacenza, per la morte di Aurora fermato l’ex fidanzato. Spunta un video con le prove delle violenze passate
dal nostro inviato Giampaolo VisettiPIACENZA — Da indagato a fermato per omicidio volontario. Il quindicenne M.C.S è formalmente accusato di aver ucciso l’ex fidanzata Aurora Tila. La tredicenne era precipitata venerdì scorso dal terrazzo all’ottavo piano del condominio in cui abitava a Piacenza. Nel tardo pomeriggio di lunedì l’arresto è stato eseguito dai carabinieri piacentini coordinati dalla procura minorile di Bologna. Il ragazzo, prelevato nella casa della frazione Gossolengo dove vive con i genitori, è stato rinchiuso nel carcere per i minori “Pietro Siciliano” di Via del Pratello. A suggerire la custodia cautelare, “nuovi elementi emersi dalle indagini” e i primi rilievi dell’autopsia sulla vittima, cominciata a Pavia con svestizione, analisi degli indumenti e Tac.
Le paure di Aurora
Il dato ormai certo è che Aurora aveva confidato a famigliari e amici la paura che l’ex fidanzatino l’ammazzasse. I suoi timori erano esplosi dopo che ai primi di ottobre aveva troncato per la seconda volta la relazione con il quin…
PIACENZA — Da indagato a fermato per omicidio volontario. Il quindicenne M.C.S è formalmente accusato di aver ucciso l’ex fidanzata Aurora Tila. La tredicenne era precipitata venerdì scorso dal terrazzo all’ottavo piano del condominio in cui abitava a Piacenza. Nel tardo pomeriggio di lunedì l’arresto è stato eseguito dai carabinieri piacentini coordinati dalla procura minorile di Bologna. Il ragazzo, prelevato nella casa della frazione Gossolengo dove vive con i genitori, è stato rinchiuso nel carcere per i minori “Pietro Siciliano” di Via del Pratello. A suggerire la custodia cautelare, “nuovi elementi emersi dalle indagini” e i primi rilievi dell’autopsia sulla vittima, cominciata a Pavia con svestizione, analisi degli indumenti e Tac.
Le paure di Aurora
Il dato ormai certo è che Aurora aveva confidato a famigliari e amici la paura che l’ex fidanzatino l’ammazzasse. I suoi timori erano esplosi dopo che ai primi di ottobre aveva troncato per la seconda volta la relazione con il quindicenne, solo con lei al momento della tragedia. Con il passare delle ore testimonianze, chat, tabulati telefonici e referti medici non si sono limitati a provare gli “atteggiamenti ossessivi, le minacce e le violenze” che avevano convinto la vittima a lasciare l’adolescente con cui stava da gennaio, parlandone anche con i servizi sociali. La madre Morena e la sorella Viktoria, ventiduenne, lunedì mattina avevano presentato una memoria dettagliata a Simone Purgato, sostituto della procura per i minori di Bologna.
In un video le botte a Aurora
La famiglia ha escluso da subito l’ipotesi che Aurora avesse compiuto un gesto estremo. «Anche tre giorni prima della fine — ripete la madre — il suo ex l’aveva picchiata. Era gelosissimo e non accettava di essere stato lasciato: per questo l’ha uccisa». Tra i nuovi elementi consegnati al nucleo investigativo dei carabinieri piacentini c’è anche un video girato per caso da tre ragazze nella stazione dei bus cittadina. Mostra M.C.S che strattona, picchia e insulta Aurora, salvata solo grazie all’intervento delle coetanee. «Prove decisive» sono attese martedì al termine dell’autopsia. Il medico legale Giovanni Cecchetto, assistito da specialisti in analisi tossicologiche e genetiche, chiarirà quali fossero le condizioni di Aurora nell’istante in cui è precipitata. Ecchimosi, ferite, segni di resistenza e di violenza, proverebbero le accuse dei famigliari contro l’ex fidanzato, che da venerdì ripete di essere innocente e che la sua ex è “caduta da sola”.
Gli ultimi minuti di Aurora
Chiarita anche l’esatta dinamica dei fatti. Aurora, che viveva con la madre casalinga, venerdì mattina è uscita di casa poco dopo le 8. Quaranta minuti più tardi era attesa in classe al vicino liceo Colombini, dove frequentava il primo anno dell’indirizzo in scienze umane. «Mi ha salutato con il solito sorriso — dice la madre — felice perché il 9 novembre avremmo festeggiato con un viaggio a Parigi il suo quattordicesimo compleanno. Era proiettata nel futuro e voleva diventare psicologa per aiutare gli altri».
Il terrazzo da cui è precipitata Aurora
L’allarme dell’ex fidanzato, secondo i vicini geloso al punto da dormire più volte sul pianerottolo di Aurora per controllarla, è scattato mezz’ora dopo. In quel lasso di tempo i due si erano incontrati e hanno raggiunto la terrazza sul tetto dell’edificio, dove si affacciano le soffitte. «Erano stati visti lassù altre volte — confermano i vicini — ma per raggiungerla bisogna cambiare scala e aprire due porte solitamente chiuse a chiave». Venerdì però nessuno ha percepito rumori strani, o richieste di aiuto. Nessun testimone e niente telecamere: poco dopo le 8.30 l’ex fidanzato ha chiesto aiuto suonando i citofoni e con una telefonata al 118. Aurora è stata trovata in una pozza di sangue sul terrazzo del quinto piano, dopo un volo di dodici metri. «Nemmeno gli inquilini di quell’appartamento — dice Lorenza Dordoni, legale della famiglia — hanno sentito un tonfo o dei lamenti. Aurora era alta 1.50 e pesava 33 chili: complicato per lei scavalcare una ringhiera alta 1.20 per gettarsi nel vuoto. Se anche ci avesse provato, l’ex fidanzato avrebbe avuto il tempo e il fisico per fermarla». Madre, sorella e zia, che da venerdì condividono sui social accuse e ricordi, dal primo istante si sono dette sicure che nel momento in cui è precipitata la ragazza «non fosse nelle condizioni di opporre resistenza, o che potesse non essere già più in vita».
L’allarme dei residenti
«Sono stata la prima ad aprire la porta a quel giovane che chiedeva aiuto — dice una vicina –: un carabiniere gli ha detto di lavarsi le mani, era perso e sotto shock». Un’impressione diversa rispetto al ritratto “da duro” emerso a Gossolengo. I residenti denunciano da tempo «un’esplosione della criminalità legata allo spaccio e l’imperversare delle bande di ragazzini». «Sabato sera — dice un residente nella via dell’adolescente fermato, difeso dall’avvocato Ettore Maini — l’ex di Aurora è andato tranquillamente al bar con gli amici. Fa impressione, pensando che il giorno prima era con lei quando è morta e che era stato interrogato per ore dai carabinieri. Del resto venerdì non era a scuola perché sospeso dopo le minacce ad un insegnante».
La fiaccolata contro i femminicidi
Fuori dal liceo i compagni di Aurora hanno lasciato fiori e palloncini bianchi. La sorella Viktoria, sui social ha invitato i piacentini a una fiaccolata “contro tutti i femminicidi”. Quasi una profezia, l’ultimo grido d’aiuto della vittima: «Giuro è pazzo — scriveva pochi giorni fa di M.C.S. — mi viene sotto casa e mi viene sotto scuola. Una volta ho provato a fare solo una chiamata, ma mi strappa il telefono dalle mani».