Caserma Corvara, perquisizione della Finanza nell’ufficio del comandante dell’Esercito indagato
di Federica AngeliLa guardia di Finanza di Bolzano, su disposizione della procura, bussa alle porte della caserma Corvara in Badia, all’interno del Villaggio Alpino Tempesti e sequestra carte nell'ufficio del Comandante dell’Esercito Salvatore Boi, denunciato lo scorso aprile da tre suoi sottoposti vessati, insultati e usati come manovali nell’orario di lavoro. Le accuse nei suoi confronti non riguardano solo le angherie subite ma anche episodi per cui sono stati ipotizzati reati di corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio e frode nelle pubbliche forniture. Come se non fosse già pesante la situazione sono agli atti dell’inchiesta anche audio che incastrerebbero il comandante.
Gli audio e le amicizie altolocate
"Bisogna stare attenti a parlare di me”, “Il primo che parla lo sputtano: lo metto qui al centro e lo faccio m..., ho tanti sassolini nel mio ufficio con le cose di tutti”. Sono decine gli audio in cui il comandante parla a ruota libera minacciando chiunque dei suoi sottoposti abbia int…
La guardia di Finanza di Bolzano, su disposizione della procura, bussa alle porte della caserma Corvara in Badia, all’interno del Villaggio Alpino Tempesti e sequestra carte nell'ufficio del Comandante dell’Esercito Salvatore Boi, denunciato lo scorso aprile da tre suoi sottoposti vessati, insultati e usati come manovali nell’orario di lavoro. Le accuse nei suoi confronti non riguardano solo le angherie subite ma anche episodi per cui sono stati ipotizzati reati di corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio e frode nelle pubbliche forniture. Come se non fosse già pesante la situazione sono agli atti dell’inchiesta anche audio che incastrerebbero il comandante.
Gli audio e le amicizie altolocate
"Bisogna stare attenti a parlare di me”, “Il primo che parla lo sputtano: lo metto qui al centro e lo faccio m..., ho tanti sassolini nel mio ufficio con le cose di tutti”. Sono decine gli audio in cui il comandante parla a ruota libera minacciando chiunque dei suoi sottoposti abbia intenzione di denunciare i suoi comportamenti o cose che evidentemente non si devono fare, come vendere birra (comprata da lui e venduta senza essere scontrinata all’interno dello spaccio della caserma). Anche perché non perde occasione per ricordare a chiunque l’inutilità di presentare denunce contro di lui che – così sostiene – può vantare amicizie con alti comandati dell’Esercito e della procura militare di Verona. E infatti ha persino “aperto un locale (quello dentro la caserma, ndr) senza la Scia: io faccio il c.. che voglio”. Se siano millanterie è tutto da dimostrare. Ma gli audio in cui confessa la sua appartenenza a un cerchio magico sono inequivocabili.
“Sono tutti cani morti”
Il più recente di tutti gli audio è nei confronti dei militari della Guardia di finanza che hanno perquisito il suo ufficio. “Sono tutti cani morti”, dice ad alta voce, lasciando intendere che ha gli agganci giusti per farla pagare a chi si è messo sulla sua strada. Intanto da parte dell’Esercito che ha aperto una inchiesta interna ancora non ci sono sviluppi e il comandante Boi continua a stare nella caserma Corvara.