✕

Padova, finisce la contesa delle statue. Sì alla prima donna, ma fuori dal pantheon tutto maschile

Prato della Valle, Padova 

Ascolta l'audio

Il busto della filosofa Elena Cornaro Piscopia escluso dalla piazza che ne ospita 78 di uomini
2 minuti di lettura

PADOVA — Dunque Padova avrà la sua statua di donna, sarà posizionata in centro storico e raffigurerà Elena Cornaro Piscopia, la prima laureata al mondo nel 1678. Ma è una vittoria di Pirro perché il pantheon di Prato della Valle resta ancora appannaggio delle figure maschili: ben 78 personaggi illustri che hanno fatto la storia della città. E sono tutti uomini. Dopo tre anni di polemiche e trattative, la vicenda sollevata da due consiglieri comunali di centrosinistra può considerarsi chiusa. Purtroppo non nel modo in cui molti speravano, cioè dando una rappresentazione materiale del cambio culturale in atto. «Non si vuole includere il genere femminile nei luoghi deputati alla memoria collettiva», è la sintesi di Nadia Cario, nel direttivo nazionale dell’associazione “Toponomastica femminile” e referente per il Veneto. «Il rifiuto di far entrare una figura femminile in un luogo pubblico adducendo a una storicità, quando invece Prato della Valle è stato rimaneggiato più volte, è davvero…

PADOVA — Dunque Padova avrà la sua statua di donna, sarà posizionata in centro storico e raffigurerà Elena Cornaro Piscopia, la prima laureata al mondo nel 1678. Ma è una vittoria di Pirro perché il pantheon di Prato della Valle resta ancora appannaggio delle figure maschili: ben 78 personaggi illustri che hanno fatto la storia della città. E sono tutti uomini. Dopo tre anni di polemiche e trattative, la vicenda sollevata da due consiglieri comunali di centrosinistra può considerarsi chiusa. Purtroppo non nel modo in cui molti speravano, cioè dando una rappresentazione materiale del cambio culturale in atto. «Non si vuole includere il genere femminile nei luoghi deputati alla memoria collettiva», è la sintesi di Nadia Cario, nel direttivo nazionale dell’associazione “Toponomastica femminile” e referente per il Veneto. «Il rifiuto di far entrare una figura femminile in un luogo pubblico adducendo a una storicità, quando invece Prato della Valle è stato rimaneggiato più volte, è davvero inaccettabile. Quello è un luogo pubblico, ci sono due posti liberi. E c’è la necessità di restituire figure femminili importanti».

Padova, la battaglia delle statue

Per comprendere a pieno la vicenda bisogna riavvolgere il nastro di qualche anno e raccontare la proposta dei due consiglieri comunali Margherita Colonnello (nel frattempo diventata assessora) e Simone Pillitteri (che ora vive in Indonesia). Volevano che la statua numero 79 della piazza simbolo di Padova fosse dedicata a una donna, individuando in uno dei due basamenti vuoti dell’opera monumentale pensata da Andrea Memmo il luogo ideale per collocarla. La proposta inizialmente fu accolta dalla Sovrintendenza, ma con il cambio di dirigenza è cambiata anche la linea. E il sovrintendente Vincenzo Tiné ha detto no. «Non possiamo riempire quei due pilastri vuoti, perché hanno una loro storia», fu la sua spiegazione. Nel frattempo però era già iniziato un percorso collettivo per preparare l’ingresso di Elena Cornaro Piscopia tra Galileo Galilei, Francesco Petrarca, Andrea Mantegna, papi, giuristi e filosofi. A favore si espresse persino Vittorio Sgarbi, definendolo un «intervento valido», a patto che l’opera venisse commissionata a uno scultore di livello.

La vittoria della prima donna al mondo a laurearsi

Alla fine si è scelta una soluzione che accontenta tutti e nessuno: mettere sì una statua di donna ma non in Prato della Valle, bensì nel corso principale di Padova, tra il municipio e l’ingresso dell’università. È stato indetto anche una specie di referendum, con una serie di candidature. E ha vinto Elena Cornaro Piscopia, filosofa e figlia di un nobile della Repubblica di Venezia. Hanno votato oltre 14 mila persone. Le finaliste erano sei ma per la prima donna laureata al mondo, proprio all’università di Padova, è stato un plebiscito con il 48 per cento dei voti (6.752). Seconda classificata Massimilla Baldo Ceolin, la prima docente di Fisica con cattedra sempre a Padova, che ha ottenuto 3.612 voti. A seguire altre figure femminili divenute un simbolo della città come la scrittrice e attivista Gualberta Alaide Beccari e la nobildonna Sibilla de Cetto, che aveva voluto la costruzione dell’ospedale.

“A Padova le donne devono ancora penare”

«È davvero illogico tutto questo», continua la referente dell’associazione Toponomastica femminile, che si batte per l’equilibrio di genere nei nomi dei luoghi, partendo da un dato inequivocabile: la media nazionale di strade intitolate a donne oscilla tra il 3 e il 5 per cento (in prevalenza madonne o sante), mentre quella delle vie dedicate agli uomini si aggira sul 40. Ci sono oltre trecento associate (ma ne fanno parte anche tanti maschi) in tutta Italia che sollecitano le istituzioni affinché strade, piazze, giardini e spazi urbani, siano dedicati anche alle donne. «A Padova esiste già una statua di Elena Cornaro Piscopia, è all’università. Quella nuova sarà solo una inutile ripetizione», sottolinea Cario. «L’unica soluzione buona era rispettare la mozione originaria, cioè occupare i basamenti vuoti di Prato della Valle non con una statua, ma con due. Non posso fare a meno di osservare che per l’alpino in bronzo messo in un parco cittadino nessuno ha avuto nulla da eccepire. Evidentemente le donne devono ancora penare».

Leggi i commenti