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Rigopiano, le famiglie alla vigilia della sentenza di Cassazione: “Non ci sarà giustizia per noi”

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Sky presenta la docuserie “E poi il silenzio” scritta da Pablo Trincia
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Pescara - “Sono certo che lo Stato non condannerà lo Stato. Non ci sarà giustizia per le vittime di Rigopiano”, è diretto Marco Foresta, 36 anni, scampato per caso alla valanga che il 18 gennaio 2017 travolse l’hotel di Farindola alle pendici del Gran Sasso. E parla quando mancano dieci giorni alla decisione della Cassazione sul processo dopo la valanga che ha fatto più vittime nella storia del nostro Appennino, tra le quali i suoi genitori Tobia Foresta e Bianca Iudicone. A Rigopiano, nell’hotel Spa meta di weekend di relax, morirono in 29: 18 ospiti e 11 dipendenti. Dopo 8 anni il tribunale di Pescara ha condannato per pochissimi anni 8 imputati e ne ha assolti 22.

Marco Foresta con i genitori, vittime di Rigopiano 

In quell’hotel doveva esserci anche lui, Marco Foresta. E’ stato salvato dalla donna che sposerà tra 20 giorni, Magda. “Avevo la valigia già pronta, vicino al divano di casa. C…

Pescara - “Sono certo che lo Stato non condannerà lo Stato. Non ci sarà giustizia per le vittime di Rigopiano”, è diretto Marco Foresta, 36 anni, scampato per caso alla valanga che il 18 gennaio 2017 travolse l’hotel di Farindola alle pendici del Gran Sasso. E parla quando mancano dieci giorni alla decisione della Cassazione sul processo dopo la valanga che ha fatto più vittime nella storia del nostro Appennino, tra le quali i suoi genitori Tobia Foresta e Bianca Iudicone. A Rigopiano, nell’hotel Spa meta di weekend di relax, morirono in 29: 18 ospiti e 11 dipendenti. Dopo 8 anni il tribunale di Pescara ha condannato per pochissimi anni 8 imputati e ne ha assolti 22.

Marco Foresta con i genitori, vittime di Rigopiano 

In quell’hotel doveva esserci anche lui, Marco Foresta. E’ stato salvato dalla donna che sposerà tra 20 giorni, Magda. “Avevo la valigia già pronta, vicino al divano di casa. Con i miei genitori avevamo deciso di andare a Rigopiano per rilassarci dopo le feste natalizie – racconta a Repubblica – perché avevamo una vineria e si sa che quei giorni sono stressanti per i commercianti. Ma ho deciso all’ultimo di non partire. Avevo conosciuto questa ragazza che era entrata nel locale per chiedere informazioni sul Capodanno. La sera del 18 sono uscito con lei per la prima volta. Lei mi ha strappato alla tragedia”.

Paolo Trincia 

Marco, come Giampaolo Matrone e Rossella De Rosso, sopravvissuti e parenti delle vittime, sono arrivati a Pescara per la presentazione della docuserie Sky original “E poi il silenzio. Il disastro di Rigopiano - La serie”, ideata da Paolo Negro, che ne cura anche la regia, Pablo Trincia e Debora Campanella. Prodotta da Sky Italia e Sky Tg24, in collaborazione con Chora Media, la docuserie andrà in onda dal 20 al 22 novembre. Sulle tracce di questa “moderna Pompei di montagna” si muove Pablo Trincia in cinque episodi. Entra dentro l’hotel devastato e il suo racconto si intreccia con i video esclusivi girati dalle vittime prima della valanga. Poi ci sono le testimonianze dei sopravvissuti e anche il supporto dell'intelligenza artificiale per la ricostruzione della valanga. “Perché nessuno – spiega il regista Paolo Negro – è riuscito a spiegarcela quella valanga, la grande protagonista a Rigopiano”.

"Non appena abbiamo iniziato a raccontare questa storia - spiega l'autore Pablo Trincia, accanto al vicedirettore di Sky Omar Schillaci, al teatro Massimo - abbiamo capito che ognuno di noi si sarebbe potuto trovare dentro quell'hotel. La tragedia di Rigopiano è una storia di esseri umani, persone che si sono trovate isolate e terrorizzate in mezzo alla neve per ore ed ore. Abbiamo tentato di evitare la tv del dolore ma ci è sembrato giusto che le persone, grazie alla docuserie, sentano con il proprio corpo, la paura e il dolore dei sopravvissuti".

Giampaolo Matrone 

Giampaolo Matrone a Rigopiano ha perso la moglie, Valentina Cicioni, 32 anni. Lui è stato estratto dalle macerie dopo 62 ore: “Non so cosa aspettarmi: se in Cassazione confermeranno ciò che è stato fatto finora, secondo me, non c'è stata giustizia", aggiunge Matrone. La Cassazione deciderà il 27 novembre se confermare le 8 condanne e le 22 assoluzioni. Marco Foresta non si dà pace: “Lo sbaglio è partito dal tribunale di Pescara. Come mai la procura è arrivata nel suo impianto a chiedere 152 anni e siamo passati in sentenza a poco meno di 10? Perché tutta la politica è stata lasciata fuori? Dalla Regione alla Provincia?”.

Rossella Del Rosso, sorella di Roberto, il titolare dell’hotel, punta il dito contro le troppe responsabilità ignorate, "da parte dello Stato e delle istituzioni". E lo stesso Trincia tira in ballo "la Regione Abruzzo", citando quel "piano anti-valanga che mancava dal 1992". E sono un pugno allo stomaco i video-selfie delle vittime girati durante la vacanza finita con la tragedia e che Paolo Negro ha deciso di proiettare sui muri di ciò che rimane dell’hotel Rigopiano: “Mi è sembrato giusto. Perché quelle immagini esprimono una richiesta di giustizia”.

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