✕

Neonati sepolti a Traversetolo, nuove tracce di sangue nella camera di Chiara Petrolini

Chiara Petrolini (foto Marco Vasini)

 

Ascolta l'audio

Nuovo sopralluogo dei carabinieri nella stanza da letto, dove la 22enne ha partorito il primo bambino. Il padre della ragazza torna per la prima volta a casa e toglie fiori, lettere e palloncini dal cancello: “Non è un cimitero”
2 minuti di lettura

PARMA — Nuove tracce di sangue nella villa di Traversetolo. Sono quelle lasciate dopo il primo parto di Chiara Petrolini, la ventunenne arrestata per avere ucciso e sotterrato i suoi due bambini appena nati. I carabinieri del Ris sono tornati ancora una volta nel luogo dove l’universitaria ha partorito i due neonati a distanza di un anno.

La camera di Chiara Petrolini

Ma stavolta il sopralluogo non è stato nel giardino dove sono stati trovati il corpo del secondo bimbo, il 9 agosto scorso, nato nella tavernetta dove Chiara dormiva d’estate, e i resti ossei del primo, il 7 settembre. Con apparecchiature sofisticate i carabinieri, su disposizione della procura di Parma, hanno passato al setaccio la camera da letto, al pr…

PARMA — Nuove tracce di sangue nella villa di Traversetolo. Sono quelle lasciate dopo il primo parto di Chiara Petrolini, la ventunenne arrestata per avere ucciso e sotterrato i suoi due bambini appena nati. I carabinieri del Ris sono tornati ancora una volta nel luogo dove l’universitaria ha partorito i due neonati a distanza di un anno.

La camera di Chiara Petrolini

Ma stavolta il sopralluogo non è stato nel giardino dove sono stati trovati il corpo del secondo bimbo, il 9 agosto scorso, nato nella tavernetta dove Chiara dormiva d’estate, e i resti ossei del primo, il 7 settembre. Con apparecchiature sofisticate i carabinieri, su disposizione della procura di Parma, hanno passato al setaccio la camera da letto, al primo piano, dove dormiva Chiara d’inverno. Il primo bambino è stato partorito il 12 maggio del 2023. Le tracce di sangue sono state rilevate nelle insenature del letto, a terra e nel materasso. Prove che, adesso, ingrossano il fascicolo sulla giovane che si trova agli arresti domiciliari.

Dopo l’ultimo ritrovamento Chiara Petrolini, il 10 settembre, si è presentata in procura, insieme al suo avvocato Nicola Tria, per rendere spontanee dichiarazioni. Solo allora ha ammesso di avere partorito un primo bambino proprio nella stessa stanza dove adesso sono tornati gli investigatori. “Quando è nato, ho provato a scuoterlo per vedere se respirava, ma era morto e allora mi è passato per la testa di metterlo nel giardino”, ha detto. E la buca l’ha scavata “con le mie mani”. Ma anche stavolta non ha detto tutta la verità che ancora aspettano gli investigatori e è tornata a casa, ai domiciliari.

“Questo posto non è un cimitero”

Dal momento in cui la villa di via Baietta 18 ha restituito il corpo e le ossa dei due neonati, nei paesi vicini ma anche da Reggio Emilia, è stato un continuo viavai di mamme e papà con fiori, peluche e lettere per i due bimbi seppelliti. E così il cancello della villa che custodisce l’orrore delle scelte di Chiara Petrolini è diventato un muro del ricordo. Tutto questo, nei primi giorni di novembre, è stato cancellato dal papà della 22enne.

A Repubblica lo racconta una vicina che lo ha visto e sentito urlare davanti a quei fiori avvolti con i nastri azzurri, i palloncini a forma di cuore e alle lettere scritte anche dai bambini. “Ero in cucina, era mattina – sono le parole della donna – e a un certo punto sento urlare ‘Questo luogo non è un cimitero’. Mi sono affacciata e ho riconosciuto il papà di Chiara. Con lui c’erano i carabinieri”.

Subito dopo l’ingegnere Petrolini ha infilato tutti quei doni dentro un sacco nero. Era la prima volta che il padre di Chiara rimetteva piede in casa sua. “Ha preso l’auto della figlia, una Panda che è rimasta posteggiata qui da agosto – continua la vicina – e l’ha portata via”. La voce del gesto del papà di Chiara ha fatto il giro di Traversetolo. Da quel giorno nessuno ha più osato portare un fiore per quei bambini. Privati della vita e adesso anche del ricordo.

Leggi i commenti