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Morte di Matilde Lorenzi, la procura generale di Trento vuole vederci chiaro

Matilde Lorenzi (ansa)

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Il procuratore generale ha invitato il procuratore capo ad interim di Bolzano a illustrargli le indagini svolte sul decesso della sciatrice 19enne: potrebbe chiedere approfondimenti. Due consiglieri del Csm denunciano carenze da parte dei pm
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BOLZANO – Sulla morte della sciatrice Matilde Lorenzi, avvenuta lo scorso 28 ottobre a seguito di un incidente in allenamento, la procura generale di Trento vuole vederci chiaro. Corrado Mistri, che guida l’ufficio, ha invitato il procuratore capo ad interim di Bolzano, Axel Bisignano, a informarlo sulla dinamica del decesso della 19enne, già campionessa italiana di super-G , e su come sono state condotte le prime indagini. Allo stato attuale non si tratta di una convocazione formale – si apprende dagli uffici giudiziari trentini – ma di un invito alla collaborazione. L’incontro è in calendario per martedì 26 novembre.

La morte della sciatrice

Quello che Bisignano illustrerà a Mistri è come abbia lavorato il sostituto procuratore di Bolzano Igor Secco, di turno il 28 ottobre scorso, giorno in cui, durante un allenamento di slalom gigante sul ghiacciaio della Val Senales, intorno alle 10 del mattino Matilde Lorenzi è caduta, riportando un trauma al capo, “in un contesto politraumatico”…

BOLZANO – Sulla morte della sciatrice Matilde Lorenzi, avvenuta lo scorso 28 ottobre a seguito di un incidente in allenamento, la procura generale di Trento vuole vederci chiaro. Corrado Mistri, che guida l’ufficio, ha invitato il procuratore capo ad interim di Bolzano, Axel Bisignano, a informarlo sulla dinamica del decesso della 19enne, già campionessa italiana di super-G , e su come sono state condotte le prime indagini. Allo stato attuale non si tratta di una convocazione formale – si apprende dagli uffici giudiziari trentini – ma di un invito alla collaborazione. L’incontro è in calendario per martedì 26 novembre.

La morte della sciatrice

Quello che Bisignano illustrerà a Mistri è come abbia lavorato il sostituto procuratore di Bolzano Igor Secco, di turno il 28 ottobre scorso, giorno in cui, durante un allenamento di slalom gigante sul ghiacciaio della Val Senales, intorno alle 10 del mattino Matilde Lorenzi è caduta, riportando un trauma al capo, “in un contesto politraumatico”, come messo a referto dall’ospedale di Bolzano. Per effetto del trauma – una caduta di faccia, secondo i racconti concordanti di diversi testimoni – il cuore della ragazza ha smesso di battere per oltre venti minuti, prima che i soccorritori riuscissero a rianimarla. Trasportata a Bolzano, e operata invano, è stata dichiarata morta prima della mezzanotte. Il lungo periodo senza ossigenazione ha danneggiato a tal punto gli organi da non consentirne la donazione.

Un caso subito archiviato

Ricevuta la relazione dei carabinieri della compagnia di Silandro - che hanno svolto un sopralluogo sulla pista G1 dove è avvenuto l’incidente - il sostituto procuratore Secco ha ritenuto di aprire un fascicolo a modello 45, senza ipotesi di reato, e poi archiviarlo, nella convinzione che non vi fossero elementi tali da immaginare possibili responsabilità di terzi nell’incidente. Sul corpo della ragazza non è stata quindi disposta autopsia. Una linea che il procuratore aggiunto Bisignano, facente funzioni di capo dal settembre 2023, ha appoggiato e appoggia, ritenendo che il suo sostituto abbia agito correttamente.

La questione al Csm

Non la pensano così i consiglieri del Consiglio superiore della magistratura Ernesto Carbone e Claudia Eccher che – a partire dalla denuncia pubblica dell’ex sciatore Paolo De Chiesa sulle condizioni di sicurezza della pista – ipotizzano omissioni nell’indagine e chiedono chiarezza con l’obiettivo di “accertare eventuali profili di responsabilità in capo ai magistrati titolari delle indagini”. Intanto, dopo il confronto con Bisignano, il procuratore generale di Trento potrebbe decidere di sollecitare la procura di Bolzano a svolgere ulteriori indagini, se dovesse individuare elementi che non erano stati valutati. Esiste anche la possibilità teorica che il procuratore generale voglia avocare a sé il fascicolo. Un’ipotesi irrituale, trattandosi di un fascicolo a modello 45.

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