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Meta, appello all’Ue: “Serve una legge unica sul download delle app per chi ha meno di 16 anni”

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Il cambio proposto dall’azienda di Zuckerberg prevede che siano gli app store o i sistemi operativi a verificare l'età degli utenti. E i genitori riceverebbero notifiche per approvare o meno il download
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Meta propone un cambio radicale nelle regole europee per proteggere i minori online.
L’azienda guidata da Mark Zuckerberg ha chiesto all’Ue una nuova legge sul download delle applicazioni da parte dei minori di sedici anni.

La proposta di Meta prevede che siano gli app store o i sistemi operativi a verificare l'età degli utenti, evitando che le singole applicazioni debbano raccogliere dati sensibili come documenti d’identità. Inoltre, i genitori riceverebbero notifiche per approvare o meno il download di app, come già avviene per gli acquisti digitali.

L’iniziativa di Meta mira a standardizzare i contenuti per fasce d'età e a evitare una frammentazione normativa che appare già in corso.

La Francia sta lavorando a una legge che vieti gli smartphone ai minori di 11 anni e i social agli under 15.

Il Digital Services Act (DSA) dell'Unione Europea include, invece, disposizioni per tutelare i minori online, come il divieto di pubblicità mirata basata sui profili per gli utenti sotto i 18 ann…

Meta propone un cambio radicale nelle regole europee per proteggere i minori online.
L’azienda guidata da Mark Zuckerberg ha chiesto all’Ue una nuova legge sul download delle applicazioni da parte dei minori di sedici anni.

La proposta di Meta prevede che siano gli app store o i sistemi operativi a verificare l'età degli utenti, evitando che le singole applicazioni debbano raccogliere dati sensibili come documenti d’identità. Inoltre, i genitori riceverebbero notifiche per approvare o meno il download di app, come già avviene per gli acquisti digitali.

L’iniziativa di Meta mira a standardizzare i contenuti per fasce d'età e a evitare una frammentazione normativa che appare già in corso.

La Francia sta lavorando a una legge che vieti gli smartphone ai minori di 11 anni e i social agli under 15.

Il Digital Services Act (DSA) dell'Unione Europea include, invece, disposizioni per tutelare i minori online, come il divieto di pubblicità mirata basata sui profili per gli utenti sotto i 18 anni. Sebbene il DSA non preveda un divieto specifico sul download di app per i minori, stabilisce un quadro normativo per rendere le esperienze digitali più sicure per i giovani utenti in tutti gli Stati membri dell'UE.

In Italia, al momento, non esistono leggi specifiche in Italia che vietino il download di app da parte dei minorenni. C’è però una proposta di legge bipartisan, presentata lo scorso maggio alla Camera e al Senato, che intende limitare l’accesso ai social ai minori di 15 anni.

Si lavora a soluzioni simili anche al di fuori dall’Europa. In Australia è stata presentata una proposta di legge per vietare ai minori di 16 anni l'accesso ai social media, con sanzioni previste in caso di violazione da parte delle aziende che non adotteranno sistemi efficaci per la verifica dell’età.

Con il suo appello Meta sposta in realtà l’attenzione dal divieto e controllo delle app social - spesso criticate perché espongono i minori a contenuti inappropriati e per i rischi legati alla privacy - verso una regolamentazione più ampia che coinvolge tutte le applicazioni e i servizi digitali ritenuti inadeguati ai minori di 16 anni.

Una mossa cruciale, considerando che gli adolescenti utilizzano in media 40 app settimanali, passando frequentemente da una piattaforma all'altra.

Meta ha allegato al suo appello un sondaggio che sottolinea come il 75% dei genitori - in otto Paesi europei - avverta la necessità di leggi che richiedano il consenso parentale al download di app ai figli minorenni.

"I genitori si sentono sopraffatti dal numero di applicazioni utilizzate dai ragazzi, spesso senza gli strumenti adeguati per monitorarle" ha detto Antigone Davis, Head of Global Safety di Meta.

Secondo il sondaggio di Meta, commissionato a Morning Consult, la maggioranza dei genitori europei ritiene che i 16 anni siano la soglia ideale entro cui andrebbe richiesto il consenso al download di app.

L'iniziativa segue il lancio da parte di Meta degli "account teenager" su Instagram, già attivi in USA, UK, Canada e Australia, e presto disponibili in Europa. Questi account includono protezioni integrate, come limiti sui contatti e sulle modifiche alle impostazioni, che richiedono il consenso dei genitori per qualsiasi variazione.

Meta spinge per una regolamentazione che, oltre a tutelare i giovani, preservi la privacy.

Gli app store, avendo già accesso a informazioni sull’età degli utenti, potrebbero fungere da garanti, riducendo il rischio di condivisione di dati sensibili. "È tempo di responsabilizzare i genitori e proteggere gli adolescenti, creando un ambiente digitale sicuro e uniforme" ha detto Davis.

In questo modo la responsabilità ricadrebbe, principalmente, su altre due due big tech: Apple, che gestisce l’Apple Store da cui attingono app dispositivi come iPhone e iPad, e Google, che con il suo Play Store consente di scaricare applicazioni ai possessori di smartphone e tablet con sistema operativo Android.

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