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Cosenza, i cittadini dicono No alla maxicittà. Alle urne solo il 26 per cento dei votanti

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La proposta di unificazione del capoluogo di provincia con Rende e Castrolibero è stata bocciata. Era sostenuta da un fronte ampio di partiti, da FdI al Pd
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Tanto tuonò che non piovve. Cosenza, Rende e Castrolibero rimangono tre centri distinti, con zero voglia di diventare cosa unica. Lo hanno deciso i cittadini, non solo consegnando alle urne il proprio no, ma forse soprattutto ignorandole. Meno di un cittadino su quattro fra gli aventi diritto è andato a votare.

Urne ignorate

I No vincono in modo netto con il 58, 23 per cento, trascinati dal voto dei due centri più piccoli, dove in molti hanno temuti di essere fagocitati dalla più grande (e più indebitata) Cosenza. Castrolibero respinge la proposta con il 74,54 per cento dei voti, Rende con l’81,43, il Sì vince solo a Cosenza ma la vittoria è risicata proprio lì dove si aspettava il trionfo. Ancor più significativa la percentuale dei votanti: giusto il 19 per cento nella città che avrebbe dovuto far da traino al progetto di fusione. In tutto il comprensorio l’affluenza non ha superato il 26 per cento.

La vittoria del No

Il progetto era stato previsto da una proposta di legge regionale…

Tanto tuonò che non piovve. Cosenza, Rende e Castrolibero rimangono tre centri distinti, con zero voglia di diventare cosa unica. Lo hanno deciso i cittadini, non solo consegnando alle urne il proprio no, ma forse soprattutto ignorandole. Meno di un cittadino su quattro fra gli aventi diritto è andato a votare.

Urne ignorate

I No vincono in modo netto con il 58, 23 per cento, trascinati dal voto dei due centri più piccoli, dove in molti hanno temuti di essere fagocitati dalla più grande (e più indebitata) Cosenza. Castrolibero respinge la proposta con il 74,54 per cento dei voti, Rende con l’81,43, il Sì vince solo a Cosenza ma la vittoria è risicata proprio lì dove si aspettava il trionfo. Ancor più significativa la percentuale dei votanti: giusto il 19 per cento nella città che avrebbe dovuto far da traino al progetto di fusione. In tutto il comprensorio l’affluenza non ha superato il 26 per cento.

La vittoria del No

Il progetto era stato previsto da una proposta di legge regionale presentata dal centrodestra, poi sostenuto con diverse sfumature da un fronte impensabile che va da FdI e Lega a Sinistra italiana, con l’appoggio esplicito di tutti i sindacati, ma non ha convinto i cittadini. Alle urne sono stati chiamati per un referendum consultivo, il cui esito non è vincolante, ma un risultato così rotondo non può che portare a uno stop.

“Una vittoria memorabile dei cittadini e una sconfitta storica per l’intera classe dirigente di questa regione che aveva ideato questa unificazione, una classe dirigente autoritaria e inetta che non è in grado di risollevare la Calabria dalle ultime posizioni di tutte le classifiche economiche, sociali e culturali europee”, scrive su Iacchite, portale locale cosentino, l’intellettuale Battista Sangineto, fra gli animatori di uno dei comitati del No.

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