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Neonazisti arrestati, cresce la galassia nera italiana: ritratto di un mondo sempre più radicato

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Dodici persone arrestate: l’organizzazione puntava a sovvertire l’ordinamento. Si conferma la presenza di una rete di gruppi e organizzazioni che si rifanno non più e soltanto al neofascismo
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Neonazisti. Italiani. Armati. Alcuni anche addestrati in campi paramilitari. Collegati in rete - soprattutto via Telegram, ma anche VKontakte - con omologhi di altri Paesi, ucraini in primis, da quando è scoppiata la guerra. Prontissimi a passare all’azione con attentati e “atti eversivi violenti”. Che, tradotto dal linguaggio delle procure, vuol dire colpire e far saltare in aria i luoghi dei “nemici”: ebrei, immigrati, comunità Lgbtq (gli “impuri”), e i presìdi dello Stato “occupato dai sionisti”, prefetture, commissariati, caserme delle forze dell’ordine. E strutture Nato. In nome di un odio cieco e sordo tratto come linfa velenosa dalle storie e dalle imprese di morte degli “eroi” del nazismo: il capo delle SS e braccio destro di Hitler Heinrich Himmler, che ai suoi soldati regalava il candelabro Yule amato dalla galassia neonazifascista e dai vari Marcello De Angelis. O Erich Priebke, il boia delle Fosse Ardeatine. Ma anche gli stragisti neri Anders Breivik, Brenton Terrant, il “…

Neonazisti. Italiani. Armati. Alcuni anche addestrati in campi paramilitari. Collegati in rete - soprattutto via Telegram, ma anche VKontakte - con omologhi di altri Paesi, ucraini in primis, da quando è scoppiata la guerra. Prontissimi a passare all’azione con attentati e “atti eversivi violenti”. Che, tradotto dal linguaggio delle procure, vuol dire colpire e far saltare in aria i luoghi dei “nemici”: ebrei, immigrati, comunità Lgbtq (gli “impuri”), e i presìdi dello Stato “occupato dai sionisti”, prefetture, commissariati, caserme delle forze dell’ordine. E strutture Nato. In nome di un odio cieco e sordo tratto come linfa velenosa dalle storie e dalle imprese di morte degli “eroi” del nazismo: il capo delle SS e braccio destro di Hitler Heinrich Himmler, che ai suoi soldati regalava il candelabro Yule amato dalla galassia neonazifascista e dai vari Marcello De Angelis. O Erich Priebke, il boia delle Fosse Ardeatine. Ma anche gli stragisti neri Anders Breivik, Brenton Terrant, il “lupo” di Macerata Luca Traini.

L’operazione della Procura della Repubblica di Bologna, della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione sui “lupi mannari” aggiunge una nuova, inquietante pagina a un libro nero che – con una progressione lenta ma inesorabile - si compone da anni. Racconta la crescita e il radicamento in Italia di una rete di gruppi e organizzazioni che si rifanno non più e soltanto al neofascismo ma direttamente agli ideali nazisti. Epigoni e colleghi della cellula “Werwolf Division” scompaginata nell’ultimo anno e mezzo dalle procure di Napoli, prima, e Bologna, ora, sono altre formazioni. Ritenute non meno pericolose dagli inquirenti dell’Antiterrorismo. Si chiamano Ultima Legione, Sole Nero, Ordine di Hagal, Ordine Ario Romano, Avanguardia Rivoluzionaria, Partito Nazionalsocialista Italiano, ed altre.

Di questa escalation intercettata in tempo da polizia e carabinieri, l’annus horribilis – se è possibile definirlo così - è stato il 2021. Quando le forze di polizia e la magistratura hanno stroncato ben cinque sodalizi che stavano passando alla lotta armata. Come? “Organizzando vere e proprie milizie paramilitari” per “distruggere gli ebrei”, “il male da eliminare prima di chiunque altri”, nel quadro di una più generale guerra razziale e a tutto campo “contro negri e degenerati”. Sono le parole usate a gennaio 2021 dal 22 enne di Savona Andrea Cavalleri che nella chat Telegram Sole Nero (400 iscritti) chiamava a raccolta “lupi” pronti a imbracciare armi. Nel suo delirio suprematista Cavalleri predicava la necessità di uccidere ebrei e donne considerate “bambole di carne da sterminare”.

“Luce e guida” del giovane neonazi era Adolf Hitler, paragonato a Cristo. Cavalleri aveva un obiettivo: “svegliare le masse”, come già fecero i suoi idoli Breivik, autore della strage di Utoya e Tarrant, che firmò il massacro di Cristchurch in Nuova Zelanda.
Con un complice minorenne e altri quattro “adepti” il 22enne savonese aveva diffuso una sorta di manifesto antisemita scaricato da 1800 utenti.

Ecco alcune delle 30 domande del questionario. “Giuri fedeltà alla tua ideologia nonostante la società contemporanea applichi oppressione ad essa? Giuri di mantenere il progetto nascosto agli occhi dello Stato democratico corrotto? Quanto vale la vita di un nemico della Razza? Cosa pensi degli ebrei? Cosa pensi di ebrei e degenerati? Sei negazionista delle varie bugie sioniste?”. Se volevi entrare a far parte di Sole Nero-Nuovo Ordine Sociale – ispirato alla rete internazionale “Atomwaffen Division” già responsabile di azioni violente nel Sud degli Stati Uniti – dovevi dunque iniziare a giurare “fedeltà”.

L’organizzazione clandestina, scrisse il gip di Genova Paola Faggioni nell’ordinanza di arresto, agiva “per l’affermazione del Nazionalsocialismo e del piano di Hitler”. Base a Milano aveva la filonazista “Ultima Legione”, con succursali tra Liguria, Abruzzo e Veneto. Dall’inchiesta sul gruppo emerse che i 30 indagati – al vertice c’erano “cattivi maestri” di oltre 50anni, anche sopra i 70, armati di fucili, pistole e pugnali – si scambiavano informazioni su come costruire ordigni esplosivi, e condividevano l’ammirazione e il desiderio di emulare “stragi di matrice suprematista”.

La “purezza della razza” è l’ossessione di Ultima Legione e anche di Ordine Ario Romano, altro gruppo, scoperto dal Ros dei carabinieri. Aveva affiliati di età compresa tra i 26 e i 62 anni, estrazione sociale mista, c’era pure un militare dell’Arma. Uno dei progetti a cui lavoravano, tra gli altri, era colpire una struttura Nato. “Fuori i giudei dall’Italia”, scrivevano su Telegram. Puro odio suprematista, dunque. Lo stesso di cui erano imbevuti i membri del sito Stormfront il cui responsabile italiano, Mirko Viola, fu condannato a 2 anni e 8 mesi nel 2014. Lo stesso dei Do.Ra. di Varese che la scorsa settimana hanno esposto uno striscione con tanto di svastica davanti al sacrario partigiano di Cuveglio. Lo stesso ci cui erano imbevuti i quattro ragazzi bloccati a Milano dalla Digos – tutti studenti universitari in possesso di manganelli e coltelli.

Avevano dato vita a Avanguardia Rivoluzionaria: “creiamo il caos assoluto”, “facciamo salire un nuovo dittatore”. Si stavano preparando a colpire un uomo straniero di religione musulmana. Curiosità: uno dei quattro si faceva chiamare “Anders Breivik”. Furono registrati dagli inquirenti i contatti con i neonazi svizzeri Junge tat. Spesso queste cellule si nascondono dietro paraventi. Schermi per confondere le indagini. Prima di occuparsi a maggio 2023 della “Werewolf Division”, la Procura di Napoli fece venire a galla L’Ordine Naturale di Hagal. Formalmente si presentava come associazione religiosa. In realtà era un gruppo paramilitare formato da ex Forza Nuova e da “militanti esperti in materia di armi” addestrati all’uso di “armi corte e lunghe” – leggi pistole e fucili.

Ma addestrati da chi? Le indagini svelarono i contatti fitti con le formazioni armate neonaziste ucraine, Battaglione Azov, Misanthropic Division, Pravy Sector e Centuria. “L’opportunità offerta dalla guerra in Ucraina è stata un volano per diverse di queste piccole organizzazioni italiane - ragiona Saverio Ferrari dell’Osservatorio sulle nuove destre -. Oltre all’elemento suggestivo e simbolico del paganesimo nazista e ai rimandi agli stragisti alla Breivik c’è anche un filo nero che lega questo tipo di estremismo 3.0 ai conflitti in corso, soprattutto quello Russia-Ucraina”.

A tal proposito va menzionato il caso di Andrea Palmeri. Ex Forza Nuova ed ex capo ultrà della Lucchese, latitante da anni in Donbass dove volontari e mercenari di diverse nazioni sono stati arruolati dalle milizie filorusse. Palmeri recentemente – tra mille polemiche - si è collegato per un saluto a una festa degli ultrà lucchesi organizzata allo stadio di proprietà del Comune. In Italia ha operato anche un Partito Nazionalsocialista dei lavoratori (clone di quello di Hitler, con tanto di simbolo tratto dalle Waffen-Ss): la procura di Caltanisetta accertò che i membri, dotati di armi e esplosivi, erano in contatto con l’organizzazione terroristica tedesca Combat 18 (1 e 8 corrispondono alla prima e ottava lettera dell’alfabeto, ovvero A.H., iniziali di Hitler).

Chi guidava il Partito nazionalsocialista che partecipò a un incontro internazionale a Lisbona promosso dal Novo Ordem Social di Mario Machado? Un ex boss della 'ndrangheta , già legionario e vicecoordinatore di Forza Nuova a Imperia. Gli sequestrarono un arsenale nella vicina Francia. I suoi uomini? Tutti ex di FN, Fiamma Tricolore e Veneto Fronte Skinheads. Il materiale umano quello è. La Digos di Firenze scoprì che un gruppo attivo tra Siena e il capoluogo di regione aveva progettato di far saltare in aria la moschea di Colle Val d’Elsa e di costituire una “Guardia nazionale repubblicana” pronta a agire “armi alla mano”. Il capo del sodalizio? Un bancario 60enne. Si faceva fotografare in divisa da SS. Ex Movimento Idea Sociale (fondato da Pino Rauti), l’uomo aveva centinaia di armi, munizioni e bombe risalenti alla seconda Guerra mondiale da cui estraeva tritolo. I piani? “Finalità di terrorismo”. Le stesse dei “lupi mannari” di Bologna.

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