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Verona prete influencer contro l’albero di Natale del Comune: “Pistolotto fucsia fuori dalla chiesa”

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Don Mazzai, oltre 300mila followers scrive sui social: “Troppa frociaggine”
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Forse, essendo ormai una star dei social (lo chiamano “don Tik Tok”), ha pensato che postare una roba simile gli fosse come minimo consentito in nome della popolarità. Ma il risultato è – per usare un eufemismo – imbarazzante. “Oggi pomeriggio mi ritrovo questo pistolotto fucsia davanti alla Chiesa” – ha scritto in una storia dove si vede lui con alle spalle il “pistolotto”, ovvero un albero di Natale appunto fucsia. In basso a destra, un grafico con uno degli ormai classici questionari-sondaggi che rivolge ai suoi trecentomila followers, tre le opzioni di risposta possibile : “Chiedo il vostro parere: 1) All’amministrazione piace spargere soldi pubblici (38%) 2) Troppa frociaggine in Comune (40%) 3) Un’opera d’arte (6%) 4) Inquinamento ambientale (16%).

Lui è don Ambrogio Mazzai, prete della Diocesi di Verona, già reggente della parrocchia di San Zeno a Mozzacane e parroco della chiesa di via Magellano, quartiere Navigatori. Lo chiamano l’ “influencer con la tonaca”. Di certo è il sa…

Forse, essendo ormai una star dei social (lo chiamano “don Tik Tok”), ha pensato che postare una roba simile gli fosse come minimo consentito in nome della popolarità. Ma il risultato è – per usare un eufemismo – imbarazzante. “Oggi pomeriggio mi ritrovo questo pistolotto fucsia davanti alla Chiesa” – ha scritto in una storia dove si vede lui con alle spalle il “pistolotto”, ovvero un albero di Natale appunto fucsia. In basso a destra, un grafico con uno degli ormai classici questionari-sondaggi che rivolge ai suoi trecentomila followers, tre le opzioni di risposta possibile : “Chiedo il vostro parere: 1) All’amministrazione piace spargere soldi pubblici (38%) 2) Troppa frociaggine in Comune (40%) 3) Un’opera d’arte (6%) 4) Inquinamento ambientale (16%).

Lui è don Ambrogio Mazzai, prete della Diocesi di Verona, già reggente della parrocchia di San Zeno a Mozzacane e parroco della chiesa di via Magellano, quartiere Navigatori. Lo chiamano l’ “influencer con la tonaca”. Di certo è il sacerdote italiano con il maggiore seguito social.

Motivo per cui lo scorso marzo Papa Francesco lo scelse per presentare il suo nuovo libro “Life. La mia storia nella Storia”. Ora: chissà se quel termine infelice, “frociaggine”, don Ambrogio lo ha mutuato da Bergoglio che lo sfoderò, tra le polemiche, a giugno (“In Vaticano c’è aria di frociaggine”).

Sta di fatto che il 32enne prete veronese – 500 mila follower tra Tik Tok e Instagram – non ha fatto un plissé. Ed è andato giù bello piatto sul “pistolotto fucsia”. Con tanto di stoccata all’amministrazione comunale. Un riferimento alla decisione della giunta che, appena insediata, ha abolito, 27 anni dopo l’approvazione, le mozioni omofobe, oscurantiste e retrograde che definivano le coppie gay “contro natura” negando loro diritti? Forse.

Appassionato di gatti, chitarra e bicicletta, don Mazzai è finito più volte al centro delle polemiche. Per le sue posizioni radicali sull’aborto – definito “una soppressione della vita umana, uno sterminio oggettivamente”, e per altre uscite piuttosto frontali. In occasione dell’ultima edizione del festival di Sanremo si scagliò – pur senza citarlo - contro Geolier, secondo classificato con il suo brano “I p’ me, tu p’ te”. “C’era una canzone non italiana che ha comprato i voti. Questa schifosissima mentalità mafiosa deve finire”, disse. “Canzone non italiana”, riferita a un pezzo in dialetto napoletano. “Mentalità mafiosa”. Un doppio affondo che procurò al prete accuse di razzismo. Il giovane sacerdote ha sempre fatto spallucce. Lo scorso febbraio ha dato alle stampe il suo primo romanzo, “Poco più di un’estate”, una storia vera sul “coraggio di vivere”, “due giovani, una storia d’amore in una parrocchia di provincia, una tragedia”.

Dai libri a TikTok e ritorno. “Sono solo un prete che parla a tutti”, disse in un’intervista nella quale si vantò di avere fatto un video da 3milioni di visualizzazioni. Mostrava una banconota e diceva che “noi le diamo valore, il quale diminuisce se la stropicciamo”. Doveva essere un’ “analogia con la nostra vita, che resta sempre preziosa anche se segnata da vicissitudini e imprevisti”. E la “frociaggine”? A Verona molti stanno storcendo il naso. Ma è probabile che il prete influencer si senta coperto dal Papa, di cui fu testimonial letterario.

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