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Migranti, sì al decreto tra le polemiche. Critico il Csm, le ong: norma punitiva

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Tra i punti controversi la competenza delle Corti d’appello sui respingimenti, la lista dei Paesi sicuri, le multe alle navi e la stretta sui ricongiungimenti
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Roma — Non curante del parere negativo del Consiglio superiore della magistratura, la destra con 99 sì, 65 no e un astenuto ha approvato al Senato in via definitiva il decreto Flussi, che contiene anche il testo sui Paesi sicuri. Il punto cardine e più dibattuto riguarda la convalida del trattenimento dei richiedenti asilo che spetterà alle Corti d’appello e non più ai tribunali specializzati.

Questo passaggio di competenze è stato deciso dopo che diverse sezioni immigrazione, tra cui quelle di Roma e di Bologna, hanno sospeso il trattenimento dei migranti in Albania chiedendo ulteriori chiarimenti alla Corte di giustizia europea. Secondo il Csm un cambio così radicale «imporrà una riorganizzazione degli uffici giudiziari di secondo grado, che si tro…

Roma — Non curante del parere negativo del Consiglio superiore della magistratura, la destra con 99 sì, 65 no e un astenuto ha approvato al Senato in via definitiva il decreto Flussi, che contiene anche il testo sui Paesi sicuri. Il punto cardine e più dibattuto riguarda la convalida del trattenimento dei richiedenti asilo che spetterà alle Corti d’appello e non più ai tribunali specializzati.

Questo passaggio di competenze è stato deciso dopo che diverse sezioni immigrazione, tra cui quelle di Roma e di Bologna, hanno sospeso il trattenimento dei migranti in Albania chiedendo ulteriori chiarimenti alla Corte di giustizia europea. Secondo il Csm un cambio così radicale «imporrà una riorganizzazione degli uffici giudiziari di secondo grado, che si troveranno comunque investiti di un numero di reclami». Viene quindi specificato che la mole di lavoro ulteriore provocherà ritardi sugli altri procedimenti civili con «il rischio concreto di pregiudicare il raggiungimento degli obiettivi fissati per il settore giustizia dal Pnrr».

Secondo il Pd è una norma «irragionevole» tanto che la responsabile giustizia Debora Serracchiani chiede al ministro Carlo Nordio di ascoltare il Csm. E presto sarà presentata una proposta di modifica al testo milleproroghe per rinviare di un anno questo passaggio di competenze.

Tutto ruota attorno alla lista dei Paesi cosiddetti sicuri per il rimpatrio che, secondo le sezioni specializzate in immigrazione, non coincide con quella che vorrebbe il governo Meloni e che è stata inserita nel decreto Flussi. Nel testo si ritengono sicuri Egitto, Bangladesh e Marocco, che invece per l’Europa non lo sono. Pertanto la Cassazione ieri avrebbe dovuto decidere sul ricorso presentato dal governo contro la non convalida del trattenimento dei migranti stabilita dal tribunale di Roma, ma ha rinviato il responso. Forse in attesa di una pronuncia della Corte di giustizia Ue che però non si prevede prima di aprile.

Ong: decreto punitivo

Il provvedimento contiene anche una misura invasiva della privacy nei confronti dei migranti. Qualora le autorità non riescono ad accertare le loro identità il questore può disporre l’accesso immediato ai dispositivi elettronici in suo possesso: cellulari, palmari, smartphone, tablet, notebook. È stata stabilità anche la possibilità di revoca della protezione speciale che viene ammessa se sussistono fondati motivi per ritenere che il cittadino straniero costituisca un pericolo per la sicurezza dello Stato. E per le navi di ricerca e soccorso in mare viene ridotto da 60 a 10 giorni il termine entro il quale possono impugnare il provvedimento di fermo amministrativo per aver salvato i migranti. Di fronte anche all’aumento delle multe, le Ong rispondono stigmatizzando il decreto come «punitivo» e scritto per «ostacolare le associazioni umanitarie». L’eurodeputato Leoluca Orlando, presidente con delega alla cultura dell’assemblea per l’Unione del Mediterraneo, vede nel testo «l’ennesima conferma da parte del governo di un atteggiamento liberticida che viola i diritti umanitari». Contro il provvedimento, che prevede, tra l’altro, anche la secretazione dei contratti pubblici relativi a fornitura di mezzi e materiali per il controllo delle frontiere e delle attività di soccorso in mare, si scaglia anche il leader di Italia viva, Matteo Renzi, accusando la maggioranza di «narrazione propagandistica».

Norma disumana

E ancora, per i ricongiungimenti familiari bisognerà soggiornare in Italia due anni, finora era uno. Ciò, secondo il vicepremier Matteo Salvini, consentirebbe «un risparmio di 500 milioni». Eppure da dentro la maggioranza era stato il presidente di Noi moderati Maurizio Lupi, giorni fa, a sollevare dubbi parlando di una norma «disumana che va cambiata». Malgrado ciò la destra non ha cambiato idea imponendo una nuova stretta all’arrivo dei migranti.

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