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Nuovo codice della strada, Salvini: “Deroghe per chi fa uso cannabis terapeutica”

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Il nuovo decreto prevede che sia punibile chiunque risulti positivo agli stupefacenti, non solo chi risulti in stato di alterazione psicofisica. Lettera ai ministri dell’Interno e della Salute per stabilire dei paletti
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Lettera di Matteo Salvini alla vigilia dell’entrata in vigore del decreto sulla sicurezza stradale. Il nuovo codice prevede sanzioni per chiunque risulti positivo alle droghe pur in assenza di alterazione psicofisica. E di fatto renderebbe impossibile guidare a chiunque sia sottoposto anche a una blanda terapia con cannabis terapeutica. Ora il ministero dei Trasporti – dopo un confronto con le associazioni di categoria – ha deciso di intervenire per tutelare le persone in cura con sostanze psicotrope con protocolli terapeutici, sotto controllo medico (un esempio è appunto la cannabis terapeutica).

Per questo il ministro Salvini ha inviato una lettera ai ministri di Interno e Salute, Matteo Piantedosi e Orazio Schillaci e al sottosegre…

Lettera di Matteo Salvini alla vigilia dell’entrata in vigore del decreto sulla sicurezza stradale. Il nuovo codice prevede sanzioni per chiunque risulti positivo alle droghe pur in assenza di alterazione psicofisica. E di fatto renderebbe impossibile guidare a chiunque sia sottoposto anche a una blanda terapia con cannabis terapeutica. Ora il ministero dei Trasporti – dopo un confronto con le associazioni di categoria – ha deciso di intervenire per tutelare le persone in cura con sostanze psicotrope con protocolli terapeutici, sotto controllo medico (un esempio è appunto la cannabis terapeutica).

Per questo il ministro Salvini ha inviato una lettera ai ministri di Interno e Salute, Matteo Piantedosi e Orazio Schillaci e al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano chiedendo un tavolo di lavoro che stabilisca eventuali deroghe o una disciplina di dettaglio che consenta di individuare in via interpretativa le ipotesi di non sanzionabilità, debitamente certificate dal medico curante, per i pazienti soggetti ad un trattamento farmacologico che, per il principio attivo, la posologia, la durata temporale e le condizioni psico-fisiche generali del paziente è idoneo a non pregiudicare, comunque, l'idoneità alla guida.

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