Il 40 per cento, quasi uno su due, ha partecipato a zuffe o risse. Il 12 per cento ha partecipato a episodi di violenza di gruppo e in tanti hanno fatto danneggiamenti o causato ferite gravi ad altri. A preoccupare è che i dati, praticamente in tutti casi, sono in aumento. A dare uno spaccato della violenza giovanile in Italia è lo studio Espad condotto dall’Istituto di Fisiologia clinica del Cnr. I dati vengono raccolti ogni anno intervistando gli adolescenti, persone cioè che hanno tra 15 e 19 anni. Lo stesso studio serve, ad esempio, a valutare il rapporto con le sostanze e l’alcol.
Quasi un milione di ragazzi coinvolti
Sono circa 990 mila i ragazzi che, secondo lo studio, hanno avuto comportamenti violenti nel 2023. Il dato era del 33 per cento nel 2019 ed è salito al 40%. La prevalenza è maggiore tra i maschi rispetto alle femmine. Va detto che negli anni del Covid si era visto un aumento, cioè si era andati sopra a quello dell’ultima rilevazione. A crescere però sono le violenze…
Il 40 per cento, quasi uno su due, ha partecipato a zuffe o risse. Il 12 per cento ha partecipato a episodi di violenza di gruppo e in tanti hanno fatto danneggiamenti o causato ferite gravi ad altri. A preoccupare è che i dati, praticamente in tutti casi, sono in aumento. A dare uno spaccato della violenza giovanile in Italia è lo studio Espad condotto dall’Istituto di Fisiologia clinica del Cnr. I dati vengono raccolti ogni anno intervistando gli adolescenti, persone cioè che hanno tra 15 e 19 anni. Lo stesso studio serve, ad esempio, a valutare il rapporto con le sostanze e l’alcol.
Quasi un milione di ragazzi coinvolti
Sono circa 990 mila i ragazzi che, secondo lo studio, hanno avuto comportamenti violenti nel 2023. Il dato era del 33 per cento nel 2019 ed è salito al 40%. La prevalenza è maggiore tra i maschi rispetto alle femmine. Va detto che negli anni del Covid si era visto un aumento, cioè si era andati sopra a quello dell’ultima rilevazione. A crescere però sono le violenze più significative.
I comportamenti estremi
Lo studio dimostra una crescita dei comportamenti estremi. Le percentuali sono le più alte rilevate dal 2018. Il 6.2% degli adolescenti ha danneggiato beni pubblici e privati. Il 5,8% ha causato gravi ferite, che hanno richiesto cure mediche. Rispettivamente, i numeri sei anni fa erano 5,2 e 4%. “Assistiamo a un incremento di episodi di violenza che rispecchia le tensioni e difficoltà sociali post-pandemia”, dice Sabrina Molinaro, responsabile dello studio Espad. “I dati più allarmanti sono quelli sull’uso delle armi e sulla violenza verso figure di autorità. Il 4,2% degli studenti dichiara di aver colpito un insegnante e il 3,7% di aver usato un’arma per ottenere qualcosa. Questi comportamenti mostrano un’impennata a partire dal 2021, suggerendo un disagio crescente tra i giovanissimi”.
Il ruolo dei dispositivi digitali
La violenza non è solo fisica, spesso è veicolata anche all’uso di dispositivi digitali, dice Espad. Il 10% degli studenti ha assistito a scene di violenza riprese con il cellulare, il 3,6% ha ripreso in prima persona questi episodi. Il 30% dei ragazzi sentiti ha ammesso di aver compiuto atti di cyberbullismo, cosa più diffusa tra i ragazzi. Si parla ad esempio di invio di insulti in chat di gruppo.
Le sostanze
La violenza è spesso associata all’uso di droghe e alcol. “I ragazzi coinvolti in atti di violenza riportano una maggiore tendenza all’abuso di alcol e droghe, con percentuali doppie rispetto a chi non ha messo in atto comportamenti violenti”, dicono dal Cnr. L’8% afferma di aver danneggiato beni pubblici o privati dopo aver bevuto troppo, il 4,1% dopo aver assunto droghe. “I comportamenti violenti tra i giovani tendono a creare un circolo vizioso – dice sempre Molinaro – in cui si intrecciano disagio personale, problemi relazionali e abuso di sostanze. Per questo è fondamentale promuovere campagne di sensibilizzazione e interventi mirati non solo per i ragazzi, ma anche per gli adulti di riferimento”.