Protagonista in questi anni dei casi giudiziari d’Oltretevere, il più clamoroso dei quali è stato il cosiddetto processo Becciu, Giuseppe Pignatone va in pensione il prossimo 31 dicembre da presidente del tribunale vaticano.
Il ringraziamento del Papa
"Nei giorni scorsi – riferisce un comunicato della sala stampa vaticana – avendo raggiunto i limiti d'età fissati per la magistratura vaticana, il dottor Giuseppe Pignatone si è dimesso dalla carica di Presidente del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano. Ringraziandolo per il servizio reso in questi anni, nel pomeriggio di ieri Papa Francesco ha accettato le dimissioni a far data dal 31 dicembre 2024".
Le nomine bergogliane
Nato a Caltanissetta nel 1949, Pignatone è stato procuratore aggiunto a Palermo, procuratore capo a Reggio Calabria e a Roma, e, andato in pensione nel 2019 dalla magistratura italiana, fu nominato lo stesso anno capo del tribunale vaticano da papa Francesco. Negli stessi mesi, peraltro, Bergoglio nominò Ca…
Protagonista in questi anni dei casi giudiziari d’Oltretevere, il più clamoroso dei quali è stato il cosiddetto processo Becciu, Giuseppe Pignatone va in pensione il prossimo 31 dicembre da presidente del tribunale vaticano.
Il ringraziamento del Papa
"Nei giorni scorsi – riferisce un comunicato della sala stampa vaticana – avendo raggiunto i limiti d'età fissati per la magistratura vaticana, il dottor Giuseppe Pignatone si è dimesso dalla carica di Presidente del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano. Ringraziandolo per il servizio reso in questi anni, nel pomeriggio di ieri Papa Francesco ha accettato le dimissioni a far data dal 31 dicembre 2024".
Le nomine bergogliane
Nato a Caltanissetta nel 1949, Pignatone è stato procuratore aggiunto a Palermo, procuratore capo a Reggio Calabria e a Roma, e, andato in pensione nel 2019 dalla magistratura italiana, fu nominato lo stesso anno capo del tribunale vaticano da papa Francesco. Negli stessi mesi, peraltro, Bergoglio nominò Carmelo Barbagallo, ex Banca d’Italia, alla guida dell’authority finanziaria vaticana, e il gesuita spagnolo Juan Antonio Guerrero alla Segreteria per l’Economia, tutte caselle-chiave nella riforma delle strutture amministrative dello Stato pontificio.
I processi Oltretevere
La principale incombenza che Pignatone ha dovuto gestire è stato il maxi-processo sulla compravendita-truffa di un palazzo al centro di Londra che ha visto sul banco degli imputati – condannato in primo grado – il cardinale Angelo Becciu. Nel corso di 86 udienze, durate un paio d’anni, Pignatone ha guidato con equilibrio l’acceso processo, arrivando ad una sentenza che non ha ricalcato la tesi della pubblica accusa (che infatti ha fatto ricorso, come le difese e alcune parti civili) ed ha riqualificato alcuni reati. Se da procuratore capo di Roma ha supervisionato le indagini relative alla scomparsa di Emanuela Orlandi, non se ne è occupato da presidente del tribunale vaticano, essendo ancora in corso le indagini riaperte dal promotore di giustizia (ossia procuratore) Alessandro Diddi. Tra gli altri processi Pignatone ha presieduto il processo che si è concluso con la condanna degli ex vertici dello Ior per una svendita – con cresta – del patrimonio immobiliare dell’Istituto per le Opere di Religione, il processo che si è concluso con la condanna dei due attivisti ambientalisti che, in una manifestazione di protesta, avevano incollato le mani alla celebre statua del Laocoonte nei Musei vaticani ed il processo che si è appena concluso con la condanna per truffa e peculato dei responsabili di tre quadri del coro della Cappella Sistina.