Padova, la gang di ragazzini che dava la caccia ai gay: “Violenze in stile Arancia meccanica”
di Enrico Ferro“Brutto frocio, i gay qua non ci devono stare”. Organizzati, determinati, crudeli. Nelle notti di Padova la caccia ai gay era diventata una delle missioni preferite per un gruppo di ragazzi tra i 15 e i 23 anni. Avevano individuato un buio piazzale della zona industriale, frequentato da molti omosessuali per i loro incontri e lì scatenavano la violenza. “Quasi in stile Arancia meccanica”, suggerisce un investigatore dei carabinieri, evocando la suggestione del film di Kubrick.
Usavano bastoni di ferro, mazze da baseball, coltelli e maschere per nascondere il volto. Facevano fare da esca ai membri più giovani della gang e, una volta adescata la vittima di turno con l’illusione di un approccio, spuntavano tutti insieme per il pestaggio. Botte e rapine. Rubavano soldi, orologi, tessere bancomat. Tra i reati contestati dalla Procura di Padova c’è addirittura il sequestro di persona, perché uno di questi sventurati, una notte, è rimasto nelle loro grinfie per oltre un’ora. Le altre accuse …
“Brutto frocio, i gay qua non ci devono stare”. Organizzati, determinati, crudeli. Nelle notti di Padova la caccia ai gay era diventata una delle missioni preferite per un gruppo di ragazzi tra i 15 e i 23 anni. Avevano individuato un buio piazzale della zona industriale, frequentato da molti omosessuali per i loro incontri e lì scatenavano la violenza. “Quasi in stile Arancia meccanica”, suggerisce un investigatore dei carabinieri, evocando la suggestione del film di Kubrick.
Usavano bastoni di ferro, mazze da baseball, coltelli e maschere per nascondere il volto. Facevano fare da esca ai membri più giovani della gang e, una volta adescata la vittima di turno con l’illusione di un approccio, spuntavano tutti insieme per il pestaggio. Botte e rapine. Rubavano soldi, orologi, tessere bancomat. Tra i reati contestati dalla Procura di Padova c’è addirittura il sequestro di persona, perché uno di questi sventurati, una notte, è rimasto nelle loro grinfie per oltre un’ora. Le altre accuse sono rapina aggravata, lesioni aggravate, estorsione e danneggiamento.
L’altro ieri però è scattato il blitz. Due giovani di 23 anni sono stati arrestati, ma poi ci sono altri sei ragazzini minorenni indagati per questa sfilza di reati. Durante le perquisizioni sono stati trovati anche alcuni oggetti rubati, maschere, armi e anche un posacenere con le svastiche incise. La maggior parte del gruppo era composta da giovani di origini nordafricane, tutti di seconda generazione. Non risulta, al momento, l'appartenenza a gruppi di estrema destra.
“Mi hanno rotto la mandibola e picchiato a sangue per poche decine di euro”, ha raccontato una delle vittime. Volevano “fare pulizia”, punire gli omosessuali in quanto tali. Dopo averli picchiati si accanivano anche sulle loro auto vergando simboli fallici o incidendo la parola “gay” sul cofano.
L’inchiesta è stata avviata in seguito alla denuncia di uno degli uomini pestati. Ha raccontato di essere stato aggredito la notte dell’11 giugno, appunto nel parcheggio di via Polonia. Stava fumando una sigaretta quando quattro giovani mascherati si sono avvicinati a lui l’hanno colpito con una mazza da baseball. Gli hanno poi rubato un anello d’oro, il telefono cellulare e 150 euro. Poi hanno inciso sull’auto la scritta “brutto frocio”. E’ riuscito a sottrarsi alla violenza solo grazie all’aiuto di un passante. Nelle successive aggressioni hanno affinato la tecnica, utilizzando perfino radioline walkie-talkie per agire in modo coordinato. Si parla di una decina di colpi, l’ultimo dei quali il 31 luglio scorso. Alla fine i carabinieri sono riusciti a individuarli grazie alle immagini degli impianti di videosorveglianza e anche con i dati delle celle di telefonia mobile.
Il giudice, nella misura cautelare, ha sottolineato una “accentuata brutalità ed efferatezza”, non esitando a definirle vere e proprie “spedizioni punitive”. “L’arresto della banda responsabile delle violente aggressioni omofobe a Padova dimostra ancora una volta quanto l’Italia abbia bisogno di una legge chiara ed efficace contro i crimini d’odio. Questi episodi non sono semplici atti di violenza, ma attacchi mirati contro persone colpite per il loro orientamento sessuale”, ha sottolineato l’eurodeputato del Pd Alessandro Zan.