✕

Bimba salvata in mare, la Croce Rossa: “Siamo sommersi dalle richieste di affido”

Ascolta l'audio

È arrivata nella tarda serata di ieri nel Trapanese. Oggi l’incontro con la procuratrice dei minori
2 minuti di lettura

Sembra aver fame di abbracci la piccola Yasmine, la bambina di undici anni salvata dall’equipaggio della Trotamar III. È ancora molto stanca, nella sua prima giornata in comunità ha alternato momenti di gioco e socialità con gli operatori, a momenti in cui ha detto solo di voler dormire. Fisiologico, spiega chi da sempre ha a che fare con minori resi fragili da eventi o vissuti traumatici. A Yasmine deve essere lasciato il tempo di sentirsi nuovamente bambina.

Valastro: “Per lei, sommersi dalle richieste di affido”

La sua storia ha colpito tanti. “Abbiamo ricevuto tantissime richieste di affido o anche solo di prendersi cura di lei”, dice Rosario Valastro, presidente della Croce Rossa Italiana che gestisce l’hotspot di Lampedusa. “A tutti abbiamo risposto che la decisione spetterà alle autorità competenti, ma è una grande manifestazione di solidarietà e noi siamo contenti per questo abbraccio nei confronti di una bambin…

Sembra aver fame di abbracci la piccola Yasmine, la bambina di undici anni salvata dall’equipaggio della Trotamar III. È ancora molto stanca, nella sua prima giornata in comunità ha alternato momenti di gioco e socialità con gli operatori, a momenti in cui ha detto solo di voler dormire. Fisiologico, spiega chi da sempre ha a che fare con minori resi fragili da eventi o vissuti traumatici. A Yasmine deve essere lasciato il tempo di sentirsi nuovamente bambina.

Valastro: “Per lei, sommersi dalle richieste di affido”

La sua storia ha colpito tanti. “Abbiamo ricevuto tantissime richieste di affido o anche solo di prendersi cura di lei”, dice Rosario Valastro, presidente della Croce Rossa Italiana che gestisce l’hotspot di Lampedusa. “A tutti abbiamo risposto che la decisione spetterà alle autorità competenti, ma è una grande manifestazione di solidarietà e noi siamo contenti per questo abbraccio nei confronti di una bambina che ha vissuto un trauma", spiega.

"In questo momento la bambina ha bisogno di stare tranquilla per poter far sedimentare le esperienze che ha vissuto", spiega Giovanna Di Benedetto, portavoce di Save the children. Ma dovrà fare uno sforzo ancora.

A colloquio con la procuratrice

Nel pomeriggio di oggi la piccola incontrerà la procuratrice per i minorenni Claudia Caramanna, alla presenza di psicologi e operatori che la accompagneranno nella ricostruzione degli eventi degli ultimi giorni. Obiettivo numero uno, cercare di ricostruire la sua rete familiare, per comprendere se e in che misura ci siano parenti stretti con cui poterla far ricongiungere. Nei giorni scorsi la bimba ha parlato in modo confuso del suo nucleo di provenienza.

I familiari

Durante il viaggio avrebbe perso un fratello maggiore e un cugino, in Tunisia sarebbe rimasto un adulto di riferimento che lei considera un padre. Potrebbe essere un familiare, come un amico della famiglia, originaria di un piccolo villaggio, dove – come spesso accade in quei contesti – rapporti familiari e amicali si confondono, si sovrappongono. Con l’aiuto di psicologi e operatori si cercherà di chiarire anche cosa sia successo durante la traversata. Nei colloqui formali e informali dei giorni scorsi - tanto con l’equipaggio della Trotamar III che l’ha soccorsa, tanto con gli operatori in hotspot, come con gli investigatori – ha ripetuto che la iron boat su cui viaggiava si è capovolta e lei per giorni è rimasta in acqua. Prima con altre due persone, poi da sola.

“Riteniamo che non sia rimasta in acqua per più di dodici ore”, hanno detto i medici, spiegando anche che è molto facile che la bambina, sola, in mezzo al mare, bagnata, infreddolita, abbia finito per perdere la cognizione dello spazio e del tempo. Sulle circostanze del salvataggio, l’equipaggio della Trotamar III è stato sentito per l’ennesima volta.

Il naufragio

Del naufragio di cui ha parlato la bambina non sono state trovate tracce, ma ieri dalla Tunisia è arrivata l’eco dell’ennesima tragedia del mare con 9 morti, 27 sopravvissuti e decine di dispersi. E non sarebbe la prima volta che il mare inghiotte decine di persone senza che se ne sappia più nulla. “Ieri, mentre procedeva verso Ravenna, Ocean Viking ha avvistato una barca in vetroresina capovolta: sotto il coordinamento dell'MRCC italiano, i 3 rhib (gommoni di soccorso) sono stati lanciati per indagare ulteriormente. Le ricerche sono andate avanti fino al tramonto, senza trovare sopravvissuti”, fa sapere oggi Sos Méditerranée. Il barchino – spiegano – aveva i motori, non aveva marchi e questo non è un bel segnale. Significa che non sono stati né soccorsi da autorità, navi civili o mercantili, né intercettati dalla Guardia costiera libica.

“Gli attori libici sono soliti recuperare i motori - sottolineano dall’ong - poiché l'imbarcazione aveva ancora 2 motori attaccati e non era marcata, temiamo il peggio senza avere certezze. Nel 2024, almeno 1.617 persone hanno perso la vita nel Mediterraneo centrale” Sono dati che nelle statistiche Frontex, rese note oggi, non vengono neanche tenuti in conto. Ci si limita a registrare che gli arrivi dalla la rotta del Mediterraneo Centrale sono crollati del 60% nei primi undici mesi di quest'anno.

Leggi i commenti