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Francesco in visita in Corsica. L’incontro con Macron: “Un grande onore per la Francia accoglierla”

(reuters)

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Il presidente ha donato al papa un libro su Notre-Dame, alla cui inaugurazione il pontefice era stato invitato ma non aveva partecipato
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“È un grande onore per la città di Ajaccio, per la Corsica e per la Francia accoglierla”, ha detto Emmanuel Macron salutando papa Francesco all'aeroporto di Ajaccio. Con l’incontro con il presidente francese si chiude il viaggio in Corsica di Bergoglio, il primo pontefice a visitare l’isola francese. Macron ha regalato un grande libro su Notre-Dame al papa, che solo una settimana fa ha disertato la cerimonia di riapertura della cattedrale parigina, alla quale era stato invitato.

La devozione popolare

Bergoglio ha definito l’isola un “esempio virtuoso in Europa” nel discorso che ha pronunciato ad un convegno sulla pietà popolare, una realtà, ha notato, “che qui in Corsica è molto radicata”, “non è superstiziosa”, “fa emergere i valori della fede e, allo stesso tempo, esprime il volto, la storia e la cultura dei popoli. In questo intreccio, senza confusioni, trova forma il dialogo costante tra il mondo religioso e quello laico, tra la Chiesa e le istituzioni civili e politiche. Su ques…

“È un grande onore per la città di Ajaccio, per la Corsica e per la Francia accoglierla”, ha detto Emmanuel Macron salutando papa Francesco all'aeroporto di Ajaccio. Con l’incontro con il presidente francese si chiude il viaggio in Corsica di Bergoglio, il primo pontefice a visitare l’isola francese. Macron ha regalato un grande libro su Notre-Dame al papa, che solo una settimana fa ha disertato la cerimonia di riapertura della cattedrale parigina, alla quale era stato invitato.

La devozione popolare

Bergoglio ha definito l’isola un “esempio virtuoso in Europa” nel discorso che ha pronunciato ad un convegno sulla pietà popolare, una realtà, ha notato, “che qui in Corsica è molto radicata”, “non è superstiziosa”, “fa emergere i valori della fede e, allo stesso tempo, esprime il volto, la storia e la cultura dei popoli. In questo intreccio, senza confusioni, trova forma il dialogo costante tra il mondo religioso e quello laico, tra la Chiesa e le istituzioni civili e politiche. Su questo tema”, ha detto il Papa, “voi siete in cammino da molto tempo e siete un esempio virtuoso in Europa”. Nel suo discorso Francesco non ha mancato di sottolineare i rischi rappresentati dalla devozione popolare quando viene “strumentalizzata” per alimentare “i particolarismi, le contrapposizioni, gli atteggiamenti escludenti”. Ma per Il pontefice argentino la devozione popolare va incoraggiata, "mentre oggi, specialmente nei Paesi europei, la domanda su Dio sembra affievolirsi e ci si scopre sempre più indifferenti nei confronti della sua presenza e della sua parola” o c’è “uno sviluppo eretico della privatizzazione della fede”. Da essa, ha notato dando la sua lettura di un concetto-chiave della storia francese, “deriva la necessità che si sviluppi un concetto di laicità non statico e ingessato, ma evolutivo e dinamico, capace di adattarsi a situazioni diverse o impreviste, e di promuovere una costante collaborazione tra autorità civili ed ecclesiastiche per il bene dell’intera collettività, rimanendo ciascuno nei limiti delle proprie competenze e del proprio spazio”.

Messaggio a Mattarella

Francesco è arrivato in lieve anticipo all’aeroporto Napoleone Bonaparte di Ajaccio, poro prima delle noce, accolto dal cardinale Francois-Xavier Bustillo, pastore molto stimato dal Papa, e dal ministro dell’Interno uscente francese, Bruno Retailleau. Un complesso musicale ha eseguito una “ciucciarella” d’accoglienza, una tipica ninna nanna corsa, e Francesco ha poi raggiunto il centro della città dapprima in auto coperta e poi in “papamobile” salutato da una lunga fila di persone disposte lungo il lungomare. Lasciando l’Italia, come di consueto, il Papa ha inviato un messaggio di saluto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella auspicando,in particolare, che il congresso sulla devozione popolare con il quale apre la sua giornata corsa "possa suscitare un maggiore interesse a riscoprire il desiderio di attingere ai sani valori che hanno forgiato uomini e donne, affinché nel dialogo fecondo tra le religioni, le istituzioni politiche e il mondo del sapere, si promuova il rispetto delle proprie radici, la libertà di testimoniare il proprio credo e la responsabilità per il futuro”.

Terza volta senza Parigi

La visita di Jorge Mario Bergoglio è durata nove ore e si svolta tutta nella capitale: l’aereo del Papa è atterrato all’aeroporto di Ajaccio alle nove di mattina. E’ la terza volta che Francesco va in Francia senza mai passare da Parigi, dopo che a novembre del 2014 andò a Strasburgo, ma “per parlare all’Europa” (intervenne al Parlamento europeo e al Consiglio d’Europa), e a settembre del 2023 visitò Marsiglia, “ma non è un viaggio in Francia” tornarono a spiegare in Vaticano (Francesco partecipò a un colloquio sulle migrazioni nel Mediterraneo, ospite dello stimato cardinale Jean-Marc Aveline).

Tirato per la veste bianca

Il Papa va in Corsica una settimana dopo la cerimonia di Notre Dame. L’Eliseo sperava fortemente nella presenza del Pontefice. Probabilmente Francesco si è sentito tirato per la veste bianca e, mentre in Francia c’è chi scriveva che il viaggio era deciso, lui, sul viaggio di ritorno dall’Asia e l’Oceania, a settembre, lo ha smentito seccamente. “Posso capire che i parigini siano delusi: una visita del Papa è un grande evento, in Corsica siamo felici che venga”, ha commentato con Repubblica l’arcivescovo di Ajaccio, il cardinale Bustillo, uno dei giovani porporati che rappresentano la nuova leva bergogliana nel collegio cardinalizio: “Il Papa però non aveva mai promesso una visita a Notre-Dame, la notizia è uscita in un articolo ma non veniva né dalla Santa Sede né dal Papa”. Come ha spiegato da parte sua il nunzio apostolico a Parigi, monsignor Celestino Migliore, “il Santo Padre ha semplicemente una visione del mondo che privilegia le periferie, i Paesi poveri, i luoghi che non hanno ancora ricevuto una sua visita”.

Macron in aeroporto

Quattro gli appuntamenti nell’agenda ufficiale del Papa nell’isola: alle 10.15, percorso il lungomare di Ajaccio in “papamobile”, sostando brevemente davanti al battistero paleocristiano di San Giovanni, Francesco ha raggiunto il Palazzo dei congressi dove, con un discorso, ha chiuso un convegno dedicato al tema “La pietà popolare nel Mediterraneo”. Sempre in “papamobile” Francesco ha poi raggiunto la cattedrale di Santa Maria Assunta, dopo un’altra pausa di preghiera dinanzi alla statua della Madonna (la “Madunnuccia”, in corso), patrona dell’isola, per incontrare sacerdoti religiosi e seminaristi dell’isola, che ha messo in guardia dal rischio della “vanità” di chi “fa il pavone e guarda troppo se stesso”. Dopo una pausa pranzo all’episcopio, Bergoglio ha poi attraversato la capitale corsa, sempre in “papamobile”, per arrivare alla piazza centrale (il “Casone”, sulla cui sommità svetta una statua di Napoleone) per celebrare la messa conclusiva a cielo aperto alle 15.30. Nell’omelia Francesco ha elogiato i corsi per il numero di bambini che ha visto nell’isola: “Non ho mai ho visto tanti bambini come qui, solo a Timor Est ce n’erano altrettanti: questa – ha detto – è la vostra gioia e la vostra gloria”. Infine, prima di lasciare l’isola il Papa ha incontrato il presidente Macron, giunto sull’aereo presidenziale ad Ajaccio verso le 16.30. Come di consueto il Papa porta con sé una settantina di giornalisti al seguito e sul volo di ritorno dovrebbe intrattenersi con loro per una breve conferenza stampa.

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