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Rene a uno sconosciuto: torna la donazione samaritana. Il gesto ha reso possibili tre trapianti

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Un uomo si è offerto di farsi prelevare l’organo per destinarlo a una persona che non ha mai visto. In Italia non succedeva dal 2019. “L’ho fatto per gratitudine”
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Si è offerto di donare un rene senza conoscere la persona alla quale sarebbe stato trapiantato. Dopo cinque anni in Italia c’è un nuovo “donatore samaritano”, appunto una persona che non aveva alcun rapporto con il paziente al quale si è deciso di impiantare il suo organo. Grazie al suo gesto, raccontano dal Centro nazionale trapianti, sono stati fatti tre interventi, che hanno salvato altrettanti malati.

La catena di donazioni

Si tratta della nona donazione samaritana dal 2015, ma come detto era da prima del Covid che non era più stata fatta nel nostro Paese. Il rene del donatore è andato a una persona in cura all’ospedale San Salvatore dell’Aquila. Un familiare del paziente, con questo incompatibile, ha donato a un’altra persona, ricoverata a Bologna, e con lo stesso meccanismo è stato trovato un organo per un malato di Padova. “In questo modo la catena di donazioni si è chiusa con la realizzazione di tre trapianti, tutti perfettamente riusciti”, spiegano dal Centro nazionale trapi…

Si è offerto di donare un rene senza conoscere la persona alla quale sarebbe stato trapiantato. Dopo cinque anni in Italia c’è un nuovo “donatore samaritano”, appunto una persona che non aveva alcun rapporto con il paziente al quale si è deciso di impiantare il suo organo. Grazie al suo gesto, raccontano dal Centro nazionale trapianti, sono stati fatti tre interventi, che hanno salvato altrettanti malati.

La catena di donazioni

Si tratta della nona donazione samaritana dal 2015, ma come detto era da prima del Covid che non era più stata fatta nel nostro Paese. Il rene del donatore è andato a una persona in cura all’ospedale San Salvatore dell’Aquila. Un familiare del paziente, con questo incompatibile, ha donato a un’altra persona, ricoverata a Bologna, e con lo stesso meccanismo è stato trovato un organo per un malato di Padova. “In questo modo la catena di donazioni si è chiusa con la realizzazione di tre trapianti, tutti perfettamente riusciti”, spiegano dal Centro nazionale trapianti. Grazie ai nove donatori samaritani, negli anni sono stati fatti 29 trapianti di rene.

Coinvolti 110 operatori

Donazioni e trapianti sono stati fatti tutti nella stessa giornata, nel novembre scorso. I tre reni sono stati affidati alla polizia stradale, che si è occupata del trasferimento a bordo di Lamborghini adattate per il trasporto di organi. “Una volta consegnati alle équipe chirurgiche, i reni sono stati immediatamente trapiantati con successo nei tre pazienti, in contemporanea”. In tutto sono stati coinvolti 110 operatori tra medici, infermieri, psicologi, biologi, personale del Centro nazionale trapianti e dei coordinamenti delle tre Regioni coinvolte.

Il donatore samaritano è stato seguito dall’ospedale di Padova. Come previsto dai protocolli, prima di entrare nel programma di donazione ha affrontato un percorso di valutazione clinica, immunologica e anche psicologica. Sono state due le commissioni, di livello regionale e nazionale, che hanno valutato la sua candidatura e il via libera è arrivato dal Tribunale, che ha accertato la libertà e consapevolezza della decisione. “È importante sottolineare – dicono dal Centro nazionale trapianti – che il prelievo non comporta particolari rischi per il donatore, che una volta fatto l’intervento può tornare a una vita perfettamente normale”.

“L’ho fatto per gratitudine verso la vita”

Il donatore samaritano ha parlato, anonimamente, durante la presentazione degli interventi da parte del Centro nazionale trapianti. “Il motivo profondo del mio gesto – ha detto – sta nella riconoscenza e gratitudine che ho verso la vita, con la V maiuscola. Ho ricevuto salute, soddisfazione professionale, amore, amicizia. Ringrazio la vita per questi doni. E quindi mi sono chiesto cosa potessi fare io per gli altri, dopo aver avuto esperienza anche di volontariato. Ho saputo della possibilità di donare in forma samaritana un rene da vivente, senza quindi avere io una persona a cui destinarlo. Io sono un credente e per me è stata questa una grande opportunità”. L’uomo è stato ricoverato 5 giorni nel reparto chirurgico-trapianti di Padova, dove c’erano pazienti in dialisi e in attesa di ricevere un trapianto di rene. “In quei 5 giorni di ricovero - ha raccontato il donatore - ho condiviso del tempo con chi era già stato trapiantato e con chi invece in attesa di esserlo. E ho visto la competenza di tutto il personale sanitario”. All’uomo hanno chiesto se è consapevole del valore del suo gesto. “Il samaritano non destina il suo gesto a un solo soggetto ma alla comunità che attraverso una rete esiste. E ricordando quanto detto dal Papa: e’ meglio non fare da soli. Scegliere di donare è una scelta di fiducia, costa poco. Qui ci sono tre malati che hanno ricevuto da tre donatori. A me è spettato l’onore di dare il calcio d’inizio ma per questa vittoria abbiamo giocato in tanti. Penso sia stata una bella vittoria, 3 a 0”.

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