Valditara dopo Raimo fa causa a Lagioia: “La mia colpa? Ho preso in giro un suo tweet scritto male”
di Viola GiannoliAvanti un altro. Dopo le denunce contro Christian Raimo, sospeso dall’insegnamento, il ministro per l’Istruzione e il Merito Giuseppe Valditara ha fatto causa a un altro scrittore. Si tratta stavolta di Nicola Lagioia, ex direttore del Salone internazionale del Libro di Torino, premio Strega nel 2015 con “La ferocia”.
“Sono stato cordialmente querelato per diffamazione dal ministro della pubblica istruzione Giuseppe Valditara – ha fatto sapere lo stesso Lagioia sulla sua pagina Facebook, anche se i legali del ministro specificano che si tratta di una causa civile - la mia colpa consisterebbe nell’aver criticato mesi fa, alla trasmissione Che sarà di Serena Bortone su Rai3, lo stile di un suo tweet, scritto a mio parere molto male sulla limitazione degli stranieri nelle classi italiane".
Il tweet di Valditara
Lagioia ricorda: “Il tweet del ministro è questo: ‘Se si è d'accordo che gli stranieri si assimilino sui valori fondamentali iscritti nella Costituzione ciò avverrà più facilmente…
Avanti un altro. Dopo le denunce contro Christian Raimo, sospeso dall’insegnamento, il ministro per l’Istruzione e il Merito Giuseppe Valditara ha fatto causa a un altro scrittore. Si tratta stavolta di Nicola Lagioia, ex direttore del Salone internazionale del Libro di Torino, premio Strega nel 2015 con “La ferocia”.
“Sono stato cordialmente querelato per diffamazione dal ministro della pubblica istruzione Giuseppe Valditara – ha fatto sapere lo stesso Lagioia sulla sua pagina Facebook, anche se i legali del ministro specificano che si tratta di una causa civile - la mia colpa consisterebbe nell’aver criticato mesi fa, alla trasmissione Che sarà di Serena Bortone su Rai3, lo stile di un suo tweet, scritto a mio parere molto male sulla limitazione degli stranieri nelle classi italiane".
Il tweet di Valditara
Lagioia ricorda: “Il tweet del ministro è questo: ‘Se si è d'accordo che gli stranieri si assimilino sui valori fondamentali iscritti nella Costituzione ciò avverrà più facilmente se nelle classi la maggioranza sarà di italiani, se studieranno in modo potenziato l'italiano laddove già non lo conoscano bene, se nelle scuole si insegni approfonditamente la storia, la letteratura, l'arte, la musica italiana, se i genitori saranno coinvolti pure loro nell'apprendimento della lingua e della cultura italiana e se non vivranno in comunità separate. È in questa direzione che noi intendiamo muoverci’”.
Un post sgrammaticato su cui piovvero l’ironia del web e le critiche delle opposizioni. Tanto che lo stesso ministro, ore dopo, si giustificò: “L’ho dettato al telefono, pensavo ai contenuti, non alla forma”.
Di tutte le “tantissime persone” che “attaccarono il tweet in quei giorni per la sua nebulosità, con toni ben più aspri del mio”, racconta Lagioia, “il ministro decide di querelare me”.
La replica del legale di Valditara
Ma quale querela, replica però l’avvocato Alessandro Paone, legale del ministro Giuseppe Valditara: “A Lagioia è stato notificato un atto di citazione in sede civile, dopo che lo scrittore si è sottratto volontariamente alla preventiva procedura di mediazione regolarmente esperita". Secondo Paone “la libertà di critica è sacrosanta”, mentre “chi insulta gratuitamente, che è quello che ha fatto Lagioia, deve essere sottoposto a controllo della magistratura”.
Il commento di Lagioia
Cosa esattamente aveva detto Lagioia? Due giorni dopo quello sfortunato tweet, nel salotto televisivo di Bortone, lo scrittore si era espresso così: “Molti bambini stranieri probabilmente dimostrerebbero di padroneggiare l’italiano meglio del ministro Valditara, che ha scritto un tweet totalmente sgrammaticato di cui anche lui stesso si è scusato. Se facessimo un test di italiano, molti di questi studenti lo passerebbero e il ministro lo fallirebbe”.
Frasi, racconta nel suo post il querelato, per le quali Valditara “si è sentito leso per come l’ho preso in giro”.
"Nel paese in cui l’ultimo Nobel per la letteratura è andato a chi ‘nella tradizione dei giullari medievali fustiga il potere e riabilita la dignità degli umiliati’ (Dario Fo, ndr) credevo fosse lecito – ragiona lo scrittore –. Ma forse non siamo più quel paese. E ora dovrò cercarmi un avvocato e tutto il resto”.
Amara anche l’ultima nota: “Per sapido gioco del destino, la data dell’udienza è fissata nel giorno del mio compleanno, il 18 aprile 2025”.
La solidarietà allo scrittore
Dallo stesso Christian Raimo (“Con Lagioia ho condiviso molte cose, ora forse pure un avvocato) all’assessora alla Scuola di Roma capitale, Claudia Pratelli, ai deputati del Pd, arriva la solidarietà allo scrittore. "Un ministro permaloso che ha introdotto il reato di lesa maestà. Gli intellettuali devono cominciare ad aver paura dei membri del governo oppure possono continuare a fare il loro mestiere? E cioè scrivere liberamente?", scrive su X Irene Manzi, capogruppo Pd in commissione Cultura alla Camera. E così anche il dem Francesco Verducci: “Il potere deve rispettare le critiche, perché sono il fondamento della democrazia. Quando un potente, che già di per sé ha dalla sua una grande forza mediatica e politica, ricorre agli strumenti giudiziari siamo di fronte a qualcosa che ha a che fare con la pressione indebita e anche l'intimidazione”.
Per il legale di Valditara però “ogni ricostruzione che vorrebbe additare il ministro come un potente o addirittura un intimidatore non trovano ragione di esistere. Questo è un pericoloso modo per deresponsabilizzare sull'uso delle parole”, sostiene Paone tirando in ballo “la violenza e l’odio sociale”. Lo sfottò di Lagioia conterrebbe dunque parole, afferma ancora il legale, che “i tribunali per fortuna condannano bollandole come inaccettabili barbarie".
Di tutt’altro avviso gli esponenti M5s in Commissione cultura alla Camera che parlano di “toni evidentemente satirici” e nel condannare una “querela sproporzionata e lesiva del diritto di esprimersi” si uniscono a Lagioia: “Valditara sarà stato capace di scrivere in italiano almeno la querela? E adesso che farà, querelerà anche noi?”