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L’Italia non è un Paese per autisti: fuga dai bus, ne mancano 10 mila

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Secondo un’indagine oltre l’82% delle aziende non trova conducenti per bus, metro e pullman. Pochi i giovani e le donne
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Vita da conducente di autobus. Sveglia all’alba con destinazione deposito. Qui inizia il viaggio e sempre qui finisce. Un mestiere un tempo ambito. Ora, invece, in tutta Europa si registra una carenza di 105 mila autisti. Di cui 10 mila solo in Italia. A stimarlo è l’Iru, l’Unione internazionale del trasporto su strada, che prevede persino un raddoppio dei numeri: nel 2028 mancheranno all’appello 275 mila conducenti di mezzi pubblici. Oltre l’82 per cento delle aziende non trova gli chauffeur del trasporto pubblico. In Francia si cercano dai 9 ai 15 mila autisti, in Germania 15 mila, 11 mila in Spagna.

Il nodo dell’età

A pesare è anche l’età media: meno del 3 per cento dei conducenti è sotto i 25 anni, mentre il 40 % ne ha più di 55. Solo il 16 …

Vita da conducente di autobus. Sveglia all’alba con destinazione deposito. Qui inizia il viaggio e sempre qui finisce. Un mestiere un tempo ambito. Ora, invece, in tutta Europa si registra una carenza di 105 mila autisti. Di cui 10 mila solo in Italia. A stimarlo è l’Iru, l’Unione internazionale del trasporto su strada, che prevede persino un raddoppio dei numeri: nel 2028 mancheranno all’appello 275 mila conducenti di mezzi pubblici. Oltre l’82 per cento delle aziende non trova gli chauffeur del trasporto pubblico. In Francia si cercano dai 9 ai 15 mila autisti, in Germania 15 mila, 11 mila in Spagna.

Il nodo dell’età

A pesare è anche l’età media: meno del 3 per cento dei conducenti è sotto i 25 anni, mentre il 40 % ne ha più di 55. Solo il 16 per cento sono donne. Se in alcuni Paesi europei alla base ci sono problemi di accesso alla professione (in Germania la licenza costa 9 mila euro), in Italia i nodi sono gli stipendi bassi e i turni di lavoro pesanti. Un neoassunto guadagna sui 1.500 euro al mese.

Servizio pubblico in crisi

Le conseguenze si riversano sul servizio. A Napoli, per esempio, la nuova linea 6 della metropolitana rimane aperta solo fino alle 15. A Palermo, una cinquantina di mezzi su 200 rimane ferma nei depositi. Le aziende del trasporto pubblico locale si sono armate di soluzioni. A Milano sono state messe a disposizione patenti gratuite, agevolazioni sulla casa e fatti accordi con i consolati stranieri. A Torino, qualche settimana fa, l’ex municipalizzata Gtt ha addirittura cercato autisti volontari fra i propri impiegati, per i fine settimana. L’azienda fatica da tempo a trovare nuovi autisti, ne mancano una sessantina, ma secondo i calcoli dei sindacati sarebbero almeno 100. L’azienda “Arriva Italia” ha appena annunciato l’arrivo di una vera academy nelle valli del torinese, che offrirà un compenso da part-time nei mesi di formazione.

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