Cosa si sa della malattia che circola nella Regione di Panzi, nel sudovest della Repubblica democratica del Congo?
Le autorità della Paese hanno detto ieri che si tratta di una forma di malaria grave, che dà sintomi respiratori. L’Oms però sostiene che deve ancora determinare la causa della malattia. Alcuni campioni sono arrivati già nel laboratorio di Kinshasa dell’Organizzazione mondiale della sanità, altri ne arriveranno nelle prossime ore. Di positività alla malaria di alcune delle persone colpite a Panzi, l’Oms aveva già parlato alcuni giorni fa, dicendo però che si doveva approfondire l’eventuale presenza concomitante di altre patologie.
La malaria può dare sintomi respiratori?
“Sì, nelle forme di malaria grave può esserci l’insufficienza respiratoria, con tosse e difficoltà a respirare– spiega Gianni Rezza, epidemiologo e infettivologo al San Raffaele di Milano – Come pure possono esserci problemi di anemia forte. Certo, a leggere i report sui casi del Congo i sintomi respirato…
Cosa si sa della malattia che circola nella Regione di Panzi, nel sudovest della Repubblica democratica del Congo?
Le autorità della Paese hanno detto ieri che si tratta di una forma di malaria grave, che dà sintomi respiratori. L’Oms però sostiene che deve ancora determinare la causa della malattia. Alcuni campioni sono arrivati già nel laboratorio di Kinshasa dell’Organizzazione mondiale della sanità, altri ne arriveranno nelle prossime ore. Di positività alla malaria di alcune delle persone colpite a Panzi, l’Oms aveva già parlato alcuni giorni fa, dicendo però che si doveva approfondire l’eventuale presenza concomitante di altre patologie.
La malaria può dare sintomi respiratori?
“Sì, nelle forme di malaria grave può esserci l’insufficienza respiratoria, con tosse e difficoltà a respirare– spiega Gianni Rezza, epidemiologo e infettivologo al San Raffaele di Milano – Come pure possono esserci problemi di anemia forte. Certo, a leggere i report sui casi del Congo i sintomi respiratori, che non sono diffusissimi, sono comuni a quasi tutti i colpiti e questo aspetto sembra non essere spiegato solo dalla malaria”.
Quali sono i sintomi tipici della malaria?
Quello principale, è la febbre, spiega sempre Rezza “che può essere di forme diverse a seconda del plasmodio, cioè l’agente infettivo, che sta agendo. Poi ci sono dolori e problemi a corredo della febbre stessa”.
Quali sono le cure?
“Ci sono diversi farmaci anti-malarici disponibili, a partire dal vecchio chinino. Anche in Africa si sa bene come curarla, anche se le persone suscettibili perché non l’hanno mai avuta possono sviluppare forme gravi, cerebrali. In quei casi, se non si interviene subito, la malattia può essere letale”.
Quella di Panzi è una zona endemica per la malaria. Perché se la malattia colpevole dei casi fosse quella è scattato l’allarme?
“Questa è la cosa strana, che ha fatto muovere anche l’Oms – dice Rezza – Se davvero fosse una forma grave di malaria, che colpirebbe bambini suscettibili e malnutriti, non si spiega come mai proprio adesso in quella zona si stanno verificando tutti questi casi. Questa è la vera domanda. Anche se alla fine la malaria fosse davvero la causa principale vanno trovate delle concause che hanno provocato tutti questi casi. Non è detto che siano ignote, potrebbero essere anche infezioni banali”.
Da ottobre in quell’area della Repubblica democratica del Congo sono stati segnalati 592 casi e 143 morti, il 6,2%. Si tratta di un tasso di mortalità alto?
“Abbastanza alto, sempre se si pensa solo alla malaria – dice ancora Rezza – Per questo bisogna valutare le concause. Stiamo anche parlando di una zona remota, con scarso accesso ai servizi”.
Cosa sappiamo dei tre casi sospetti italiani?
Tutti riguardano persone che erano state ad almeno 700 chilometri di distanza dalla regione di Panzi, cioè nella capitale Kinshasa o nella zona nord della Repubblica democratica del Congo. Per questo si ritiene difficile un collegamento, anche se sono in corso gli accertamenti. In due casi, quello di Lucca e quello di Cosenza, i pazienti sono guariti. Gli esami sull’uomo toscano hanno per ora escluso malaria, morbillo e altre patologie ma si aspettano nuovi accertamenti. Riguardo all’uomo morto a Treviso, ministero della Salute e Istituto superiore di sanità faranno gli esami ma anche nel suo caso il collegamento con quanto avviene nel Paese da dove è rientrato il 10 dicembre sembra labile.