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Molestie nelle scuole di giornalismo, arriva il Codice anti-abusi: “Vietato mandare messaggi”

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Stop alle chat private, corsi di formazione e sportelli di segnalazione anonimi. A ottobre l’inchiesta di Irpimedia: racconti, screenshot, video durante la formazione e gli stage
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Nessuna tolleranza per molestie, di alcun tipo, né di carattere morale, né sessuale, dentro le Scuole di giornalismo o nelle redazioni in cui si svolgono gli stage. Nessuna tolleranza anche per forme di discriminazione di alcun genere. Stop ai messaggi privati sul cellulare o sui social tra docenti o tutor e studenti. Un canale di segnalazione anonimo dedicato agli abusi in ogni Scuola. Corsi di formazione annuale sulle molestie di genere per gli iscritti. E un collegamento diretto con il Telefono rosa per inoltrare le denunce.

Il codice etico

Il comitato esecutivo del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti ha approvato il nuovo Codice etico e di comportamento delle scuole di giornalismo, parte integrante delle convenzioni con i master.

Un documento di due pagine in cui si condanna ogni forma di molestia e si provano a prendere le prime contromisure per gli aspiranti giornalisti.

Nessuna tolleranza per molestie, di alcun tipo, né di carattere morale, né sessuale, dentro le Scuole di giornalismo o nelle redazioni in cui si svolgono gli stage. Nessuna tolleranza anche per forme di discriminazione di alcun genere. Stop ai messaggi privati sul cellulare o sui social tra docenti o tutor e studenti. Un canale di segnalazione anonimo dedicato agli abusi in ogni Scuola. Corsi di formazione annuale sulle molestie di genere per gli iscritti. E un collegamento diretto con il Telefono rosa per inoltrare le denunce.

Il codice etico

Il comitato esecutivo del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti ha approvato il nuovo Codice etico e di comportamento delle scuole di giornalismo, parte integrante delle convenzioni con i master.

Un documento di due pagine in cui si condanna ogni forma di molestia e si provano a prendere le prime contromisure per gli aspiranti giornalisti.

Sono passati due mesi infatti da quando IrpiMedia ha pubblicato una inchiesta per raccontare, con più di 240 testimonianze documentate da screenshot, chat e video, dieci anni di molestie subite da altrettante giornaliste tra le redazioni e le scuole di giornalismo in Italia. Mani sulle cosce, messaggini notturni, complimenti, promesse di carriera, ammiccamenti. E frasi tipo: “Come sei bella vestita da gitana”, “Voi con quelle gonnelline mi provocate”, "Ti voglio, vieni a casa mia”, “Quando sento la tua voce mi eccito”.

Ecco perché ora l’Ordine dei giornalisti ha deciso di approvare il Codice etico, sottoscritto da tutti i direttori delle scuole di Giornalismo convenzionate con l’Ordine.

La prevenzione

“Nonostante non ci siano state denunce in procura o alle forze dell’ordine, il comitato esecutivo del Consiglio nazionale dell’Odg – si legge – ha ritenuto opportuno individuare misure preventive che impediscano il verificarsi di tali eventi in futuro”.

Nel Codice si chiarisce che “la molestia è intesa come qualsiasi forma di atteggiamento e/o espressione verbale e non verbale, relativa alla sfera della sessualità e della morale, tale da recare disturbo all’interlocutore degradandone la dignità umana, nonché qualsiasi forma di richiesta di favori e/o proposte indesiderate, anche di natura sessuale. La gravità della molestia è maggiore qualora sia compiuta dal personale docente, tutor compresi, e amministrativo nei confronti degli studenti iscritti alle Scuole di formazione di giornalismo”. Ed è molestia, da “segnalare immediatamente” anche se avviene fuori dalla Scuola. Ancor più grave se succede “nelle redazioni dove si svolgono gli stage”.

Le segnalazioni

Nel testo si evidenzia, tra le altre cose, come “i rapporti tra studenti e corpo docente devono essere improntati esclusivamente a finalità di carattere didattico, e sono vietati i contatti di carattere personale”.

Le vittime di molestia hanno a disposizione “un canale di segnalazione anonimo, istituito presso la stessa scuola” e un format di segnalazione di illeciti sul sito dell’Ordine dei giornalisti. La scuola ha il dovere di comunicare tempestivamente al Consiglio nazionale la segnalazione ricevuta, “pena l’immediata risoluzione della convenzione biennale”.

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